08/06/2026
Ho testato 20 strumenti di intelligenza artificiale. Ne uso ancora solo 3.
Ragazzi, parliamoci chiaro.
Negli ultimi due anni ho installato, provato, pagato e abbandonato una quantità imbarazzante di strumenti AI. Chatbot, generatori di testo, assistenti di produttività, tool per le immagini, strumenti per i video, app per le note intelligenti. Roba che prometteva di cambiarti la vita.
Sai quanti uso ancora oggi?
Tre.
E non è pigrizia. È metodo.
IL PROBLEMA
Siamo entrati nell'era dell'abbonamento infinito. Ogni settimana esce uno strumento AI nuovo con una landing page bellissima, testimonial entusiasti e la promessa che "questa volta è diverso". E noi — io per primo — ci caschiamo. 9,99 al mese qui, 14,99 là, 20 euro per quell'altro. A fine anno hai speso diverse centinaia di euro in tool che usi tre volte e poi dimentichi.
Il problema non è la tecnologia. Il problema è che stiamo confondendo la novità con l'utilità.
Ho fatto un errore classico per mesi: aggiungevo strumenti invece di consolidare quelli che avevo. Il risultato? Contesti frammentati, flussi di lavoro spezzati, e la sensazione costante di non stare mai usando lo strumento giusto per la cosa giusta.
Poi mi sono fermato. Ho fatto un audit. Ho tagliato tutto il superfluo. E sono rimasto con tre strumenti che uso ogni giorno, che si completano a vicenda, e che insieme costano meno di un abbonamento a una rivista di settore.
LA SOLUZIONE PRATICA
Ecco i tre strumenti. Con numeri reali, casi d'uso concreti, e il perché ho scelto proprio questi.
**1. Claude di Anthropic**
Claude è un modello di linguaggio sviluppato da Anthropic, un'azienda nata da ex ricercatori di OpenAI con un focus dichiarato sulla sicurezza dell'AI. La versione gratuita è già molto capace. La versione Pro — circa 20 euro al mese — dà accesso ai modelli più avanzati, conversazioni più lunghe e priorità nei momenti di traffico alto.
Perché Claude e non ChatGPT? Questione di stile di ragionamento. Claude tende a seguire le istruzioni in modo più preciso, a fare meno "abbellimenti" non richiesti, e a mantenere il contesto su testi lunghi in modo più coerente. Per chi scrive — script, articoli, email — questa differenza si sente.
Lo uso per: scrivere e revisionare script video, sviluppare idee editoriali, redigere email complesse, analizzare documenti, e tenere traccia di progetti con sessioni lunghe. Non lo uso per cercare informazioni recenti — per quello c'è altro.
Una cosa concreta: se gli dai uno stile di scrittura e gli chiedi di mantenerlo, lo mantiene davvero. ChatGPT tende a "migliorarlo" secondo i suoi criteri. Claude lo rispetta.
**2. Perplexity AI**
Perplexity è quello che Google avrebbe dovuto diventare. È un motore di ricerca con AI integrata che non ti dà dieci link da aprire uno per uno, ma una risposta diretta con le fonti citate in modo trasparente. Puoi verificare ogni affermazione in un click.
La versione gratuita copre il 90% dei casi d'uso quotidiani. La versione Pro — circa 20 euro al mese — aggiunge modelli più potenti, ricerche più approfondite e accesso a contenuti più recenti.
Perché Perplexity invece di ChatGPT con la ricerca web? Perché è nato per cercare, non per chiacchierare. L'interfaccia è pensata per l'esplorazione rapida di un tema, non per la conversazione. E le fonti sono sempre visibili, non nascoste in un angolo.
Lo uso per: ricerca di notizie recenti su tech e produttività, verifica rapida di informazioni, esplorazione di temi nuovi prima di approfondire, e sostituzione quasi totale di Google per le ricerche informative. Se devo capire "cos'è successo con X negli ultimi tre mesi", Perplexity in trenta secondi mi dà un quadro completo con fonti.
**3. NotebookLM di Google**
Questo è il meno conosciuto dei tre, ma per certi lavori è il più potente. NotebookLM è uno strumento gratuito di Google che ti permette di caricare i tuoi documenti — PDF, articoli, note, trascrizioni, link YOUTUBE — e poi farci domande sopra, generare riassunti, creare quiz, o addirittura generare un podcast audio con due voci sintetiche che discutono il contenuto.
Gratis. Senza limiti particolari sull'uso standard.
Perché è diverso da tutto il resto? Perché lavora solo sulla tua base di conoscenza. Non inventa, non confabula da internet. Risponde basandosi esclusivamente sui documenti che gli hai caricato, citando la fonte precisa. Per chi studia, ricerca, prepara corsi o gestisce molto materiale scritto, è una svolta.
Lo uso per: organizzare la ricerca per video e articoli, creare sessioni tematiche su argomenti specifici, generare podcast audio dai miei appunti, e fare domande a documenti lunghi che non avrei il tempo di leggere riga per riga.
IL MIO PUNTO DI VISTA
La questione è semplice: questi tre strumenti non si sovrappongono. Si completano.
Claude pensa con te. Perplexity cerca per te. NotebookLM organizza la tua conoscenza.
È un sistema, non una raccolta di app. E un sistema funziona meglio di dieci strumenti scollegati, anche se quelli dieci fossero tutti eccellenti.
Il punto più importante però è un altro. La tentazione dell'AI del momento è reale, e la capisco. Ma ogni nuovo strumento che aggiungi richiede tempo per impararlo, energia per integrarlo nel tuo flusso, e denaro se ha un abbonamento. Il costo non è solo economico — è cognitivo.
Meno strumenti, usati meglio, danno risultati superiori rispetto a molti strumenti usati superficialmente. L'ho imparato a mie spese.
ERRORI DA EVITARE
**Usare tutto per tutto.** Claude non è un motore di ricerca. Perplexity non è un assistente creativo. NotebookLM non sostituisce un sistema di note. Ognuno ha il suo dominio.
**Non sfruttare il contesto.** Claude e NotebookLM diventano molto più potenti quando gli dai contesto ricco: chi sei, cosa stai facendo, qual è il tuo obiettivo. Un prompt generico dà risultati generici.
**Abbandonare troppo presto.** Ci vuole qualche settimana per capire davvero come integrare uno strumento nel proprio flusso. La maggior parte delle persone smette prima di arrivare a quel punto.
**Tenere attivi abbonamenti che non usi.** Fai l'audit ogni tre mesi. Se non l'hai aperto in un mese, cancella.
CHIUSURA
Stop.
Non ti serve l'ultimo strumento AI uscito questa settimana. Ti serve un sistema di tre o quattro strumenti che conosci bene, che si parlano tra loro, e che risolvono problemi reali nel tuo lavoro quotidiano.
Claude, Perplexity, NotebookLM. Questi sono i miei tre. I tuoi potrebbero essere diversi — ma il principio non cambia: meno, meglio, con metodo.
Dimmi nei commenti: tu quali strumenti AI usi davvero ogni giorno? Sono curioso di capire se c'è qualcosa che mi sono perso.