23/04/2026
Sono tornata dal con gli occhi pieni e la testa accesa.
Quest’anno l’ho vissuto davvero come un’esperienza immersiva, non solo come una lista di cose da vedere, ma come un attraversamento continuo di idee, installazioni, persone, brand, tecnologie e visioni.
Vedere dal vivo grandi nomi come e , entrare nell’avanguardia tecnologica di , scoprire collaborazioni nuove come e , parlare con persone sconosciute e ritrovarsi dentro mondi completamente diversi tra loro mi ha ricordato una cosa importante: il design è ancora un luogo enorme di possibilità.
È ricerca, cultura, provocazione, bellezza, tecnologia, relazione.
È un modo per leggere il presente, ma anche per immaginare cosa può ve**re dopo.
Sono tornata a casa con un senso di fiducia che mi serviva. Fiducia nel mio percorso, nel mio sguardo, nel futuro che sto cercando di costruire. E anche fiducia nel design in generale, quando smette di essere solo estetica e torna a essere esperienza, pensiero, connessione.
Forse è questo che mi piace di più: uscire da una giornata così e sentire che qualcosa si è riacceso.
Che non è tutto già visto.
Che non è tutto già detto.
Che c’è ancora spazio per creare, contaminare, rischiare, cambiare direzione.
E questa, decisamente, non la chiamo failure.