Anzi ci sono ancora, più vivi che mai, più affamati di sempre, più matti di tutti. Hai presente la prima azienda nella quale lavori con un padre padrone che pensa al fatturato e non al futuro? Beh prima o poi (meglio prima) un’esperienza lavorativa del genere capita a tutti e tutti pensano la stessa cosa: “Poteva andare peggio! Dopo tutto qui ho le mie libertà...ho tanto di contratto a progetto ch
e mi “tutela”!” E naturalmente scatta la risata ironica. Ma le dinamiche del mondo della comunicazione sono proprio queste. Fortunati esclusi, la norma è quella di entrare in stage in una piccola azienda che fa comunicazione. Rimborso spese neanche a parlarne...ma ormai ci hanno indotto a pensare che è giusto così... primo lavoro, nessuna esperienza...che occasione irripetibile che mi stanno offrendo! La penserei così senza lavaggi del cervello, dico sul serio, la penserei così SE ci fosse qualcuno in azienda dal quale imparare e che sia disposto ad insegnare. Tuttavia si finisce per diventare parte della routine aziendale in un batter di ciglio. In un mondo in cui la conoscenza è a portata di mouse, in azienda si finisce per dimenticare tutto. Soprattutto per dimenticare le proprie aspirazioni. Che fine ha fatto il tuo sogno? Ma qualsiasi contemporanea fabbrica dell’oblio porta con sè comunque qualcosa di utile. La conoscenza (da autodidatta) e, soprattutto, l’amicizia. Se devi scegliere tra due famiglie, scegli quella più dinamica, quella più simpatica, quella “potenzialmente” tua. Nonostante tutto la morente calamita aveva svolto il suo compito, attrarre talenti. Ora toccava a noi. Il comune spirito indotto dallo stregone dell’oblio di immolarsi per la causa “comune” aveva generato in ognuno di noi un solo credo: ”Indipendenza!”. E allora il salto è semplice (si fa per dire). Liberi professionisti. Partita IVA aperta. Il mondo diventa la Giungla. Il web lo conosciamo bene e lui conosce noi, ma il telefono è un’altra storia. I datori di lavoro per i lavori saltuari del passato, ora sono clienti potenziali. Ma i primi clienti arrivano anche così, lavorando s**o per qualche tempo solo nella speranza di piacere (per la gloria). Basta stupire il committente e il gioco è fatto. Dico sul serio, magari non vinci ma puoi conquistarli per sempre. Un originale corteggiamento e quel particolare straordinario uscito dal cappello nel momento della presentazione et volià. E poi, ideare approcci bizzarri è la parte più divertente di chi ha scelto questa vita, isn’t it?. L’indipendenza la manteniamo, ma l’intento ora è comune. Ci accorgiamo tutti che la piazza è piena di creativi e professionisti semi-indipendenti con il nostro stesso sogno. Le collaborazioni sono il preludio della conoscenza. Prima fare poi parlare di cosa diventare. Anzi lasciamo che a parlare di noi sia quello che facciamo quando lo facciamo bene... Good Luck