26/04/2026
Ancona batté Venezia. E sparì dai libri di storia.
Non da un romanzo. Dal 1173. E la cosa più assurda non è che successe — è che nessuno te l'ha mai raccontata.
Aprile 1173: Federico Barbarossa vuole Ancona. Non manda solo le sue truppe — manda il suo uomo più duro, Cristiano di Magonza, arcivescovo e generale, con tedeschi, osimani, normanni e dalmati. E chiama in rinforzo anche Venezia, che aveva tutto l'interesse a togliere di mezzo una rivale commerciale sull'Adriatico.
Anconetani da una parte. L'impero e la Serenissima dall'altra.
La città resistette sei mesi. Sei mesi di assedio, carestia, macchine da guerra piantate sotto le mura. Quando finirono i viveri, una donna di nome Stamira fece una sortita notturna, rubò i cavalli degli assedianti, li cucinò e li portò dentro le mura. Non è leggenda: lo riporta Boncompagno da Signa, cronista del tempo.
Aspetta. Perché qui arriva il bello.
Venezia aveva bloccato il porto con le sue galee. Sembrava la fine. Gli anconetani uscirono lo stesso — flotta contro flotta, in pieno Adriatico. Sette galee veneziane furono respinte. I venti le spinsero contro le rupi. Si spezzarono. Perdite gravi. La flotta della Serenissima tornò indietro.
Il 31 agosto arrivarono i soccorsi della Lega Lombarda — Guglielmo Adelardi da Ferrara e Aldruda Frangipane, contessa di Bertinoro — e gli assedianti se ne andarono.
Spoiler: Manuele I Comneno, imperatore di Bisanzio, era alleato di Ancona contro Barbarossa. Come ringraziamento per la resistenza, concesse alla città il diritto di aprire fondaci commerciali in tutti i porti dell'Impero Bizantino. Gli stessi privilegi che avevano fatto ricca Venezia. In più, donò il drappo rosso con croce d'oro, ancora oggi gonfalone della città.
Anconetani contro l'Impero. Anconetani contro Venezia. Vittoria su entrambi i fronti. Accesso commerciale diretto a tutto l'Oriente.
Eppure nelle scuole italiane le Repubbliche Marinare sono quattro: Venezia, Genova, Pisa, Amalfi. Ancona non figura. Mai. In nessun libro di testo.
La quinta Repubblica Marinara d'Italia ha battuto la prima — e la storia ha fatto finta di niente.
In breve:
Nel 1173 Ancona resistette sei mesi all'assedio combinato di Federico Barbarossa e della flotta veneziana.
Sette galee veneziane furono respinte e distrutte contro le rupi dell'Adriatico.
Manuele I Comneno premiò Ancona con gli stessi privilegi commerciali in Oriente che avevano reso grande Venezia — ma la storia scolastica italiana non la cita mai tra le Repubbliche Marinare.