02/09/2026
𝐇𝐨 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 “𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫”.
Al netto dei fatti, delle prove e delle controprove, ciò che emerge, ancora una volta, è la sufficienza e l’immediatezza con cui una notizia diventa verità assoluta, si propaga, ne definisce cause, conseguenze, ruoli e contorni. Senza conoscere dettagli, senza prima aver ascoltato le parti.
Se da un lato l’opinione pubblica di questi tempi è più vulnerabile, istintiva e condizionata dagli algoritmi e dal funzionamento dei social, dall’altro dovrebbe aumentare la responsabilità degli addetti ai lavori e degli operatori dell’informazione.
Non stupisce, ed imbarazza sempre di più, il modo con cui su tutte le vicende si scatena un ring ideologico, un duello tra buoni e cattivi, alla ricerca di una causa, un personaggio, un motivo per cui ostentare la propria superiorità morale, finendo con il palesare una bassezza preoccupante.
Del dubbio, della verità nel mezzo, non se ne importa piu nessuno, ancor meno politici, amministratori e rappresentanti di istituzioni.
In poche ore uno spontaneo moto di solidarietà finisce con il diventare una gara a chi fa la colletta più rumorosa, alla dichiarazione politica più indignata, al post più identitario.
𝐋𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐨𝐯𝐞, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐢 𝐬𝐢 𝐞𝐫𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐰𝐞𝐛.
C'è un confine sottile tra l'aiutare davvero qualcuno e il colpevolizzare la controparte, perché nella logica dicotomica del buono e cattivo, il “rider in bici” e “l’imprenditore col SUV”, sono un invito alla semplificazione ideologica fin troppo banale.
La politica locale, e noi tutti, possiamo fare molto di più, molto meglio. Che questo episodio - al netto dei fatti che spero avranno una loro totale chiarezza - possa diventare occasione per una crescita collettiva ed un pensiero costruttivo.
Come consulente di marketing, e ancor di più come giornalista e attivista politico, ho deciso di organizzare degli incontri sul tema, per creare momenti di formazione e informazione sull’educazione al digitale e la comunicazione online.
Ritengo che sia fondamentale fare ogni sforzo utile per offrire alla cittadinanza risorse e informazioni utili per usare consapevolmente uno strumento che può essere prezioso quanto devastante.