02/10/2025
All’inizio degli anni ’90, l’ingegnere giapponese Masahiro Hara si trovò di fronte a un problema: i codici a barre erano troppo lenti e limitati per l’industria automobilistica, che si muoveva sempre più rapidamente.
Una sera, mentre giocava a Go, ebbe l’intuizione che le informazioni potessero essere organizzate in schemi stratificati, proprio come le pietre sulla griglia del gioco. Da quella scintilla nacque il QR code, un quadrato che poteva essere scansionato da qualsiasi angolazione, resistere ai danni e contenere molti più dati dei codici a barre.
Hara e il suo team alla Denso Wave decisero di renderlo disponibile liberamente, senza mai chiedere denaro per il suo utilizzo, permettendone così la diffusione ovunque. Oggi usiamo i codici QR per leggere i menu, effettuare pagamenti, accedere a documenti, partecipare a eventi e condividere momenti in tutto il mondo.
Hara non cercò mai la fama, eppure la sua invenzione silenziosa, nata da una partita a Go, è diventata uno degli strumenti più universali dell’era digitale.