20/05/2026
C’è un silenzio prima della pagina stampata che appartiene al lavoro delle nostre mani. Non ne saprete nulla, non ci direte grazie per questo, e va bene così.
Il monitor mostra la forma di una storia, ma la carta ne custodisce il corpo, il peso, l’attrito con i polpastrelli.
Chi progetta oggi, spesso dimentica le leggi della materia. La carta è fibra viva, viene dall’albero e alla terra somiglia; esige di essere conosciuta, accarezzata, valorizzata nella sua essenza.
Ogni nostra stampa attraversa questo setaccio invisibile. È un transito muto, un mestiere di sarti che cuciono l’abito addosso al pensiero. Non si fa senza amore, non si fa senza una pazienza antica, millimetrica. Non si fa senza mestiere.