23/07/2022
Il rebranding è un processo mediante il quale un’azienda modifica il design del marchio, la strategia di comunicazione o il nome. Questo cambiamento dev’essere di volta in volta fatto su misura di ogni azienda e, soprattutto, deve andare a rispecchiare gli obiettivi che stanno alla base di tale decisione.
Come metteva in evidenza un articolo del The Economics Times il processo di rebranding può essere di due tipi: rebranding proattivo e rebranding reattivo.
Il rebranding proattivo viene messo in campo da un’azienda quando riconosce un’opportunità di crescita del suo mercato, un’opportunità di innovazione della propria immagine o, più semplicemente, un’opportunità di rafforzare il collegamento con il proprio target. Questa tipologia di rebranding può anche essere definita di tipo parziale perché porta con sé solamente delle piccole modifiche volte ad aggiornare l’immagine.
Il rebranding reattivo, invece, avviene come una reazione al verificarsi di determinati eventi che possono aver intaccato la brand reputation dell’azienda stessa. Alcuni esempi di questo possono essere: l’acquisto o la fusione con un’altra azienda, questioni di ordine legale, innovazione che avviene in risposta a cambiamenti della concorrenza, ecc. In questo caso si può parlare di rebranding totale perché vi è un cambiamento di tutti gli aspetti distintivi che porta il marchio a distaccarsi notevolmente dalla sua identità precedente.