10/06/2026
Leggo della polemica sui 25.000 euro che il Comune di Follonica ha destinato a un Social Media Manager. E siccome di mestiere faccio anche questo, due cose le voglio dire.
La critica suona così: spesa avventata, tanto quel lavoro potrebbe farlo già qualcuno in Comune. Quante volte ho sentito e visto applicare questo ragionamento?
Ecco, è proprio questa frase il problema, non la cifra.
Perché dietro a "lo può fare già qualcuno" c'è un'idea che mi porto dietro da anni di lavoro: che gestire i social non sia un mestiere, che basti aprire l'app, scrivere due post, mettere qualche hashtag, che chiunque, con un minimo di dimestichezza, possa cavarsela.
Non funziona così: dietro a una presenza online che funziona ci sono strategia, scrittura, analisi dei dati, gestione della community, conoscenza degli strumenti e, soprattutto in un ente pubblico, la responsabilità di rappresentare un territorio davanti ai suoi cittadini. Non è "smanettare". È un lavoro, con competenze precise.
E allora il punto vero non è quanto si spende, ma come lo si legge. Una figura professionale così non è una perdita: è un investimento, perché comunicare bene porta valore, visibilità, fiducia, relazione. Comunicare male, o improvvisare, costa molto di più: in credibilità, e alla lunga anche in soldi.
Continuare a trattare questo mestiere come qualcosa che "fa chiunque" non fa risparmiare nessuno, dice solo quanto siamo ancora indietro nel riconoscere il valore di una professione.
Da social media manager, lo dico senza giri: non difendo una spesa, difendo un lavoro.
E voi, l'avete mai sentita la frase "tanto i social li gestisce chiunque"? 👇
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Strategie che lasciano traccia.