22/01/2020
Era il 2017. Un giovane, intraprendente e bello (sono stato obbligato a scriverlo) Massimiliano Giorgi mi contattò dopo un lungo soggiorno all'estero con una proposta inaspettata: apriamo un'agenzia di comunicazione.
Chi vi parla è Gabriele Senatore. All'epoca avevo 25 anni, da poco presa una laurea magistrale ed ero redattore per un paio di testate online. A tutto pensavo fuorché a mettere su un'attività. Nella mia testa c'ero già io proiettato a Roma, Milano, Torino in qualche grande ufficio pronto per varcare la soglia della mia vita professionale. Ero convinto di avere tutte le carte in regola per diventare qualcuno, ma la verità è come sempre lapidaria: se sei "nessuno", probabilmente resti nessuno. Per dirla con una frase di Zafòn che adoro: "La vita è come la tua prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come funziona hai già perso".
Dopo svariati colloqui, superati brillantemente per fortuna, la risposta finale era spesso simile a questa: "Congratulazioni Sig. Senatore, saremmo felicissimi di averla a bordo. Il suo stipendio sarà di circa 400€ al mese per il primo anno". Tutto molto bello. C'era solo un problema: per me che ho sempre vissuto con i miei soli guadagni da quando ho finito il liceo, vivere in una grande città con una cifra del genere non era plausibile.
Benissimo, scartiamo Milano, scartiamo Roma, resto a Napoli. Potrei fare il dottorato, pensai. Ho sempre amato la ricerca e il settore dell'analisi della comunicazione è in piena crescita, perché no?! Altra porta in faccia. La possibilità c'era, ma la lista d'attesa era di oltre due anni, e a me serviva uno stipendio non un'attesa.
Fu in quel momento che arrivò la proposta di Massimiliano. Anch'egli ex-giornalista. Ridendo, ci dicemmo: "Facciamo uno stage presso noi stessi". Se le cose andavano male saremmo tornati a fare i giornalisti. La verità è che le cose non andarono affatto male.
Mettemmo in gioco le nostre competenze e i nostri averi in un "all in" in cui la posta in gioco era il futuro, e sfoderammo un onesto poker d'assi. Inizialmente ci occupavamo solo di Social Network per negozi e ristoranti. Dopo i primi mesi passammo a lavorare con le prime aziende, arrivarono gli e-commerce, i siti web, le consulenze di SEO, la creazione di contenuti. Alla fine del primo anno avevamo così tanto da fare da essere costretti a lavorare anche di notte.
Ma ogni storia che si rispetti ha un colpo di scena, un momento in cui tutto sembra perso. Alla fine del 2018 vinsi una borsa di studio per prendere parte ad un Master in Management alla Cattolica. Non potevo perdere questa opportunità, che diamine! Era la rivincita personale che aspettavo, tornare a Milano pagandomi tutto con i soldi che avevo guadagnato con le mie sole forze.
Non fu facile andare avanti. Abbiamo lavorato quasi interamente da remoto per oltre un anno, ho viaggiato su e giù per l'Italia con il laptop sulle ginocchia, abbiamo coordinato progetti e budget con lunghe telefonate estenuanti, abbiamo dovuto assumere personale. Ma l'unica cosa che serviva davvero non è mai mancata: la voglia di farcela. Inutile dire che a distanza di quasi tre anni dall'inizio siamo ancora in crescita.
Nelle storie però, quando c'è da affrontare la sfida finale, serve sempre un power-up, un'arma migliore, qualcosa di leggendario solitamente. Era necessario recarsi dal fabbro del villaggio per farsi forgiare una nuova possente spada.
La sfida finale è il nostro futuro. L'arma leggendaria è qui sotto: si chiama *** Gfour ***
C'è ancora tantissimo da fare e da raccontare, quindi vi invitiamo a seguirci e chiederci informazioni se siete curiosi.
Non sarà un'agenzia di comunicazione. Siamo molto più di questo ad oggi. È una società di consulenza marketing dove gli imprenditori possano sentirsi capiti, ascoltati e soddisfatti nelle loro esigenze. È un'associazione di professionisti che non erano nessuno, ma vogliono a tutti i costi diventare qualcuno e hanno le competenze giuste per farlo.
L'obiettivo a lungo termine sarà quello di costruire un network di professionisti del marketing a disposizione della piccola media impresa italiana e non solo.
Basta approfittatori e falsi profeti! Basta numeri gonfiati e promesse inconsistenti! Ne abbiamo abbastanza di un settore dopato da anni di aria fritta. Siamo la generazione che ha subito la crisi economica, siamo la generazione a cui era stato promesso un mondo lastricato d'oro e si è trovata a camminare nel fango, siamo quelli che sentono il dovere di fare qualcosa.
A presto,
da
Gabriele e Massimiliano