09/03/2024
Ieri sera sull’emittente televisiva locale Telesud mi è stato riferito essere andata in onda un’intervista al dott Valerio Antonini, imprenditore trapanese, il quale ha più volte nominato nelle sue dichiarazioni lo scalo aeroportuale di Trapani Birgi. Mi è stato riferito che proprio lo scalo è stato messo al centro di penose quanto fantasiose teorie complottistiche, un vero fulmine a ciel sereno. Come da mia abitudine ho voluto farmi un’idea personale di quanto riportatomi e ieri notte, nonostante fossi fuori sede, ma sopratutto molto stanco a causa di impegni lavorativi, ho voluto rivedere personalmente l’intervista al dott Antonini.
Nella mia qualità di Presidente di Airgest sono rimasto inorridito e fortemente preoccupato dalle dichiarazioni rese nel corso della trasmissione.
Una drammatica e certamente emotiva teoria del complotto che non si registrava dai tempi della guerra fredda che però, nè umanamente nè professionalmente, mi ha divertito. Parto dall’assunto che sono fermamente convinto che questo territorio, tanto depresso negli ultimi 50 anni, non abbia bisogno di certi spettacoli penosi e di teorie sconclusionate, addirittura risvegliando sentimenti ormai obsoleti come l’antagonismo Trapani-Marsala.
La cosa però che mi preme maggiormente è tutelare l’immagine e la serietà di una infrastruttura che da oltre quindici anni prova con estrema fatica a fare del bene per questo territorio, sia esso Trapani o Marsala.
Mi aspettavo di ascoltare un progetto, delle opportunità per lo scalo di Trapani ed ho invece assistito ad un elenco di banalità e tanta superficialità. Dietro il lavoro serio e costante di una comunità come quella dello scalo di Birgi animata da Airgest, Vigili del fuoco, Polizia di frontiera, Enac, Autorità Trasporti, Aeronautica Militare, Ministero della Difesa, dei Trasporti, dell'Economia e tanti operatori commerciali, ci sono difficili e faticosi equilibri ed il costante e serio rispetto di norme e di leggi speciali sulla sicurezza e la salvaguardia di un asset demaniale in un perenne contesto di legalità, Trasparenza ed etica del lavoro. Non è facile in terra di Sicilia e va difeso.
E' molto pericoloso illudere la gente che esistano nel settore aeroportuale non meglio definite formule magiche. Purtroppo non è così, serve preparazione come quella di tutti gli uomini di Airgest e grande senso di responsabilità.
Ridurre tutto questo ad un giocattolo di cui il Presidente di turno fa uso per la sua visibilità mi ha veramente inorridito e spaventato nell’approccio. Giochi di parole, battute, retropensieri ed anche l’uso ambiguo del mio cognome.
L’aeroporto è qualcosa di così importante che come ribadito in un recente incontro da noi promosso con i tutti i sindaci e le parti sociali del territorio, richiede unità di intenti, visione comune e tanta tanta collaborazione, sempre con il rischio di fallire o non vedere ripagati i sacrifici fatti. Non servono inchieste sullo scalo, serve entrare in punta di piedi ed umiltà in un mondo complesso quale quello aeroportuale, dove c’è sempre da imparare qualcosa.
Io provo sempre a guidarlo con serietà e per il bene di tutti noi, finché la proprietà lo riterrà opportuno.
Chiudo con una dovuta e breve precisazione personale sulla mia storia e su quella della mia famiglia che certamente non è dovuto il dott Antonini o il suo entourage conosca.
Siamo imprenditori ed industriali da 4 generazioni, lo facciamo con risultati sotto gli occhi di tutti e alla luce del sole, e sopratutto con rispetto dei lavoratori, del prossimo e dei nostri partner commerciali. Lo facciamo in Sicilia da oltre 70 anni, e non è facile, quando il Sig. Antonini giocava in calzoncini corti mio padre veniva nominato Cavaliere del Lavoro, esportando i nostri prodotti in Italia ed in tutto il mondo.
È sgradevole ma necessario affermare che non è nostra abitudine trattare con superficialità e serietà gli incarichi che con fiducia ci vengono affidati. Per natura spesso lo faccio con eccessiva enfasi ma non posso consentire a nessuno di “adombrare” dubbi sulla correttezza e professionalità del mio/del nostro operato. Lo devo ad un’intera comunità aeroportuale che nella sua missione non può essere destabilizzata da chiacchiere da bar e visioni complottistiche a cui non credevo si potesse addirittura dedicare un’intera trasmissione televisiva.
Il dott Antonini non è nato in Sicilia ma mi sia consentito dire mi sembra si sia integrato benissimo nel peggior malcostume che questa terra ahimè sa delle volte offrire.