01/01/2023
A cosa servono i rivetti (i bottoncini metallici) dei jeans?
E perché i jeans si chiamano così?
Per quanto concerne la seconda domanda, la risposta è... Genova.
Nel XV secolo, i sacchi che coprivano le merci da imbarcare sulle navi venivano fabbricati utilizzando un tessuto color blu, molto resistente, simile al fustagno, che poi fu adoperato anche per i pantaloni dei lavoratori del porto.
Questo tessuto veniva realizzato nella città ligure: "bleu de Genes" in francese, "blue jeans" in inglese.
Nel 1847 un giovane commerciante tedesco, Levi Strauss, emigrò in America.
Giunto a San Francisco durante la febbre dell'oro, da acuto osservatore si rese conto che i minatori consumavano i pantaloni ad un ritmo vertiginoso.
Perciò propose sul mercato dei pantaloni resistenti, con cinque tasche, pensati per i cercatori d'oro americani, realizzati con il tessuto genovese.
Nascevano così i mitici Levi's.
All'inizio degli anni Sessanta, Strauss sostituì il tessuto genovese con il denim, una stoffa più morbida prodotta a Nimes, in Francia.
Questo tessuto, che in Europa era noto con il nome di "serge de Nimes", in America veniva pronunciato "denim".
Strauss tinse con un blu indaco i pantaloni di denim, che avevano un colore neutro; in tal modo rese meno evidenti le macchie di terra, e aumentò notevolmente la popolarità dei calzoni in questione.
Sebbene i pantaloni resistessero all'usura, i minatori lavorando sottoponevano la stoffa ad uno sforzo tale da ritrovarsi puntualmente con i calzoni scuciti o bucati.
Nel 1871 la moglie di un minatore, esasperata, si rivolse ad un sarto russo ebreo, Jacob Davis, chiedendogli una soluzione al problema.
Davis pensò di fissare alcuni "chiodi" a forma di bottone ("rivetti" è il loro nome tecnico) nelle aree più delicate, quelle che entravano maggiormente in contatto con le superfici o subivano danneggiamenti a causa dei movimenti.
Quei rivetti non sarebbero stati mai più eliminati.
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