07/09/2021
Creiamo una green economy che sappia dar vita ad una green society!
Entriamo nel dettaglio e spieghiamo meglio qual’è la nostra idea di Green Economy.
Per Green Economy non intendiamo solo politiche green da parte delle istituzioni, gestione green da parte delle imprese, solo consumatori green oriented, ma l’insieme integrato di questi ambiti e attori.
Al fine di non cadere in forme discorsive rituali e svuotate di appigli materiali, è opportuno chiarire in quali accezioni il tema della green economy sarà sviluppato dividendolo in quattro aree tematiche.
1. La green economy intesa come svolta delle rinnovabili nel campo della produzione energetica, cui si affida il compito, ad un tempo, di contenere l’impatto sulle risorse del pianeta, limitare le emissioni inquinanti e riequilibrare il bilancio energetico cittadino.
2. La green economy basata sull’innovazione di prodotto e dei processi nel campo della produzione manifatturiera e agricola; la prospettiva, in questo caso, è produrre gli stessi beni consumando meno, inquinando meno, riducendo gli scarti e l’impatto sull’ambiente dell’attività produttiva. Oppure produrre cose un po’ diverse, con altri materiali, oggetti che durano più, siano riparabili, che contribuiscano in definitiva a migliorare l’impronta ecologica dei manufatti e delle commodities alimentari. Intesa in questo senso la green economy enfatizza e incentiva la capacità d’innovazione nelle imprese, la ricerca applicata, la scienza e la tecnologia dei materiali, il terziario immateriale applicato alla produzione di beni e servizi. E naturalmente le tecniche agricole, l’uso dei suoli, e via di seguito. Tale applicazione trova terreno fertile nelle nostre frazioni ricche di storia, tradizioni agricole e antichi mestieri.
3. La green economy intesa come modello di sviluppo incentrato sulle produzioni locali, sulla mobilitazione di capitali endogeni, sulle filiera corte di produzione e trasformazione.
Questa prospettiva si situa in continuità con la tradizione dello sviluppo locale autonomo che tanta parte ha ricoperto nel ridefinire aspettative, coordinate e immaginario dello sviluppo in territori del paese storicamente caratterizzati da ritardo socioeconomico o dal mancato decollo di una “via industriale” allo sviluppo.
Questo approccio ha trovato il suo maggiore alleato socioculturale nel fenomeno efficacemente denominato borghigianesimo: uno stile di vita, in altre parole, associato ai piccoli e medi centri urbani, caratterizzati da ambienti gradevoli, riscoperta o reinvenzione delle tradizioni locali, forme dell’abitare più conviviali e di qualità.
Il borghigianesimo ha rappresentato la tendenza che i territori svantaggiati sotto il profilo industriale e infrastrutturale hanno tentato di intercettare e catturare per dare basi e prospettive allo sviluppo economico in condizioni avverse. Ha mantenuto le sue promesse tuttavia a macchia di leopardo, facendo la fortuna di alcuni territori, contribuendo positivamente al clima economico e sociale di altri, rivelandosi tuttavia orizzonte troppo angusto per invertire fenomeni strutturati di declino. E’ da osservare in secondo luogo che non necessariamente questa via si caratterizza per l’elevata sostenibilità ambientale.
Oggi il borghigianesimo - come habitus di una middle class socialmente integrata o se si preferisce del nuovo ceto medio riflessivo a partire dagli anni Settanta e Ottanta - oggi tuttavia appare in trasformazione. La stessa, se si vuole, del suo movimento di riferimento, Slow Food, partito come movimento per la qualità della vita e sempre più orientato, da qualche anno, a porre al centro i temi della sostenibilità ambientale.
4. La green economy, infine, intesa come infrastruttura societaria del vivere, dell’abitare, della mobilità, della cura e della gestione del territorio.
E’ evidente, infatti, che produrre cose diverse, in modo diverso, utilizzando altre fonti di energia, richieda un diverso modo di concepire spazi della vita quotidiana, organizzazione del lavoro, abitazioni, modi di spostarsi, destinazioni d’uso dei suoli.
E’ questo l’aspetto immediatamente “politico” della green economy: certamente, rientrano in questo capitolo le iniziative volte a realizzare obiettivi di efficienza e risparmio energetico, ad esempio nelle abitazioni e nelle strutture industriali, ma si tratta solo di una parte del complesso di azioni, incentivi, sanzioni, necessarie o utili al fine di perseguire l’obiettivo di una società a basso impatto ecologico.
In quest’ottica si inserisce la nuova concezione del “corso” della nostra città.
Un “corso” come polmone verde di una comunità che vuole e deve protendere alla creazione di spazi verdi che creano socialità!
L’impianto di alberi, di macchia mediterranea, fiori renderanno il cuore della nostra città un veicolo trainante per l’economia cittadina e per la socialità!
Un “corso” verde e trasformato in luogo sicuro dove passeggiare, far giocare i nostri figli, creare attività ricreative di ogni genere lontano dallo smog e dall’inquinamento!
Questo ci permetterà di creare il primo parco commerciale completamente green dove tutte le attività commerciali della nostra città ne beneficeranno e che fungerà da attrattore per il rilancio di una Mercato San Severino 4.0.
Un polmone verde a disposizione di tutti!
Un “corso” verde e trasformato in luogo sicuro dove passeggiare, far giocare i nostri figli, creare attività ricreative di ogni genere lontano dallo smog e dall’inquinamento!