SideWalk Lab

SideWalk Lab Le strade e i marciapiedi costituiscono i più importanti luoghi pubblici di una città e i suoi organi più vitali. (Jane Jacobs)

31/12/2021

Buon Anno! Che possa essere un anno pieno di soddisfazioni e buoni propositi!

20/09/2021

Un “corso” verde e trasformato in luogo sicuro dove passeggiare, far giocare i nostri figli, creare attività ricreative di ogni genere lontano dallo smog e dall’inquinamento!

Componente essenziale per lo sviluppo psicofisico dell’essere umano, lo sport da sempre ricopre un ruolo determinante ne...
17/09/2021

Componente essenziale per lo sviluppo psicofisico dell’essere umano, lo sport da sempre ricopre un ruolo determinante nella nostra cultura, sociale e familiare, grazie alla sua funzione educativa.

La nostra idea è quella di creare spazi ed associazioni che non rappresentino la sola espressione di questo o quell'altro assessore!

Ma luoghi di incontro ed eventi che siano inclusivi e palestra dei cittadini di domani!

Scopri di più sù

Componente essenziale per lo sviluppo psicofisico dell’essere umano, lo sport da sempre ricopre un ruolo determinante nella nostra cultura, sociale e familiare, grazie alla sua funzione educativa.

Giochi con frontiere: tra mancata inclusione e conoscenza del territorio.Molto spesso oggi sentiamo utilizzare in manier...
11/09/2021

Giochi con frontiere: tra mancata inclusione e conoscenza del territorio.

Molto spesso oggi sentiamo utilizzare in maniera indiscriminata la parola inclusione.

Partiamo dal significato della parola stessa “inclusione”.

La parola “inclusione” indica, letteralmente, l’atto di includere un elemento all’interno di un gruppo o di un insieme. È una parola usata in diversi ambiti, dalla matematica alla biologia passando per la retorica e ad alcuni usi comuni (come, ad esempio, “inclusione in una lista”). Quando si passa all’ambito sociale, la parola “inclusione” assume un significato del tutto particolare.

E quindi, cos’è l’inclusione sociale?

In ambito sociale, inclusione significa appartenere a qualcosa, sia esso un gruppo di persone o un’istituzione, e sentirsi accolti. È quindi facile capire da cosa derivi la necessità dell’inclusione sociale: tra gli individui possono esserci delle differenze a causa delle quali una persona o un gruppo sono “esclusi” dalla società. I motivi che possono portare all’esclusione sociale sono diversi:

* razza;
* sesso;
* cultura;
* religione;
* disabilità.

La discriminazione per uno di questi motivi può avere luogo in ambito lavorativo (decisione di licenziare/non assumere), politico (s’impedisce a un gruppo di persone si essere adeguatamente rappresentate nelle sedi istituzionali), sociale (i diritti fondamentali e i servizi necessari non sono riconosciuti a tutti per ragioni discriminatorie).

In sostanza, l’inclusione sociale ha l’obiettivo di eliminare qualunque forma di discriminazione all’interno di una società, ma sempre nel rispetto della diversità.

All’interno del nostra proposta di programma trova spazio una nuova identità di città inclusiva che passa dall’accessibilità urbana alla creazione di processi partecipativi.

Nella nostra idea di costruzione di una città accogliente, inclusiva e accessibile è necessario prevedere la presenza di fattori facilitanti che con la loro presenza possano attenuare i conflitti uomo ambiente.

I fattori facilitanti riguardano sicuramente l’ambiente fisico (spazi urbano) ma anche la disponibilità la dotazione di tecnologie a supporto della persona, le automazioni, gli atteggiamenti positivi della società verso la disabilità, la presenza di servizi e politiche rivolte a promuovere il coinvolgimento di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni di salute, nelle diverse attività della vita di comunità.

In tal senso la costruzione della nostra città accogliente e inclusiva può trarre forza dalla messa in campo di processi partecipativi.

Processi finalizzati all'acquisizione delle esigenze e istanze delle persone reali (anche in rappresentanza dei diversi gruppi di portatori di interesse) che possono meglio orientare i processi decisionali, di governance e pianificazione della città.

E’ necessario partire dalle fondamenta e dai giovani che formeranno la comunità di domani!

Instillare in loro il senso civico di inclusività che parta dalla creazione ad esempio di attività, eventi, di giochi senza frontiere!

Il baskin, il sitting volley e il torball sono tre classici esempi di come disabili e non disabili possano integrarsi in una idea di comunità che tiene a mente proprio tutti!

Diamo voce alle tue idee!

Nella nostra idea di costruzione di una città accogliente, inclusiva e accessibile è necessario prevedere la presenza di fattori facilitanti che con la loro presenza possano attenuare i conflitti uomo ambiente.

L’inizio del 2020 ha segnato un periodo di forte turbamento e instabilità negli animi e nell’economia non solo italiana ...
10/09/2021

L’inizio del 2020 ha segnato un periodo di forte turbamento e instabilità negli animi e nell’economia non solo italiana ma mondiale e se è vero che le crisi portano incertezza è anche vero che determinano cambiamenti nei modelli precostituiti come può essere quello del mercato rionale: riuscire ad adattarsi e coglierli rappresenta una grande opportunità imprenditoriale soprattutto per i più giovani.

Uno dei trend di mercato che si è affermato in questo ultimo periodo, oltre all’esigenza di adattare strutture preesistenti alle mutate abitudini socio-economiche dovute alla crisi pandemica è il forte legame con il territorio locale.

La transizione dei mercati storici e rionali, attrattivi dal punto di vista economico e sociale, è un fenomeno in forte crescita lo dimostra il successo dei mercati quali Markthal di Rotterdam, Ostermalms Saluhall di Stoccolma, Berlin Village Market, la Boqueria di Barcellona, il Mercato Centrale di Milano o Mercato di Mezzo di Bologna.

Solo attraverso l'ibridazione si possono salvare i mercati che da soli, per come sono stati concepiti, oggi non funzionano più: hanno bisogno di esperienza e intrattenimento.

Il mercato rionale in questo senso rappresenta una grande opportunità imprenditoriale per i giovani in quanto si è dimostrato un settore fortemente e storicamente radicato nella comunità ma anche flessibile riuscendo ad andare incontro alla domanda dei cittadini.

Ecco quindi il plus della somministrazione o delle aperture anche serali. I mercati sono tra i pochi posti rimasti per vivere la vita sociale offline, vanno protetti e progettato il loro futuro.

Di fatto i nuovi mercati rionali vanno incontro alle modificate esigenze e bisogni dei cittadini eccone alcuni esempi:

* oggi i clienti sono più attenti alla qualità del cibo che portano in tavola e sono sempre più alla ricerca di nuove esperienze d’acquisto più sostenibili ed etiche ed il mercato rionale risponde proprio a questi bisogni dei cittadini
* al mercato la competitività nel rapporto qualità-prezzo non ha paragone rispetto all’offerta che si trova nei grandi supermercati, motivo che spinge i consumatori a sceglierli rispetto alle GDO
* la relazione con il proprio quartiere è il fattore chiave per il successo del mercato rionale, la vicinanza all’abitazione o al luogo di lavoro, la familiarità con i negozianti di cui si fidano creano relazioni uniche con le persone che lo frequentano
* nei mercati rionali si trovano prodotti del territorio freschi e spesso a km 0, di nicchia e di produttori locali, il Made in Italy è la parola d’ordine e molti cittadini scelgono il mercato proprio per la ricercatezza e selezione delle materie prime.

Crediamo fortemente nel progetto “Mercato” e lo metteremo al centro della nostra proposta perché può e deve trasformare il tessuto socio economico della nostra città!

In fondo la soluzione l’abbiamo sempre avuta in casa c’è solo bisogno di un cambio di prospettiva!

Il mercato rionale rappresenta una grande opportunità imprenditoriale per i giovani in quanto si è dimostrato un settore fortemente e storicamente radicato nella comunità ma anche flessibile riuscendo ad andare incontro alla domanda dei cittadini.

I recenti incontri avvenuti nel nostro amato e controverso parco cittadino del "Boschetto" ci hanno fatto riaffiorare al...
09/09/2021

I recenti incontri avvenuti nel nostro amato e controverso parco cittadino del "Boschetto" ci hanno fatto riaffiorare alla mente una graziosa favola dello scrittore Esopo le cui opere ebbero una grandissima influenza sulla cultura occidentale e che sono tutt'oggi estremamente conosciute.

La favola in questione si intitola:

Il leone ed il cinghiale

Durante l'estate, quando l'afa ed il caldo provocano la sete, un leone ed un cinghiale si trovarono nello stesso momento vicino a una piccola sorgente. Cominciarono subito a litigare perché tutti e due volevano bere per primi.

Dalle parole passarono ai fatti: iniziarono a lottare furiosamente e ad azzannarsi. Erano già feriti e sanguinanti, quando, alzando lo sguardo al cielo per riprendere fiato, videro uno stormo di avvoltoi, gli uccelli che si nutrono di corpi morti.

Questi aspettavano, in attesa di divorare il primo che fosse caduto morto. Così il leone e il cinghiale interruppero la lotta e dissero: "Meglio essere amici tra di noi, che essere cibo per gli altri!"

Non è tra le nostre favole preferite ma di sicuro di grande attualità!

E voi credete ancora alle favole? E se si qual'è la vostra preferita?

Diamo voce alle tue idee!

Scopri di più sul nostra idea di programma su https://bit.ly/3Dj40DA

Pensare con le mani, fare con la testa la scuola del domani!Siamo convinti che un sistema di educazione, in una società ...
08/09/2021

Pensare con le mani, fare con la testa la scuola del domani!

Siamo convinti che un sistema di educazione, in una società complessa come la nostra, debba fare in modo che le conoscenze raggiungano tutti e per tutta la vita. E che i processi di insegnamento e apprendimento, oggi, non possano essere più modellati sulla “scuola senza mani” ovvero quella “fatta solo per la testa”.

In una società tecnologicamente avanzata, non c’è attività manuale che non richieda anche l’integrazione continua e costante di operazioni cognitive.

E’ impossibile ormai fare distinzione tra la mano e la mente!

Abbiamo in mente di contrapporre una società fatta di conoscenze a una fatta di competenze.

Lavorare per competenze non significa affatto eliminare le conoscenze, o sostituirle, ma integrarle con le abilità, le procedure, il pensiero autonomo, critico, responsabile.

Non si tratta di memorizzare soltanto informazioni che possono essere dimenticate nel giro di qualche settimana, ma di un apprendimento acquisito in profondità.

Di certo non un compito facile!

Ma abbiamo in mente di fare in modo che lo studente entri in possesso delle conoscenze essenziali attraverso scelte didattiche significative, che implicano una forte integrazione delle discipline.

Pratiche di laboratorio, che partano da situazioni concrete, stimolanti!

Realizzazione di piccoli progetti di difficoltà crescente, che abituino gli studenti a formulare ipotesi e procedere per approssimazioni successive avvalendosi di strategie didattiche tali da stimolare l’abitudine a costruire modelli e favorire l’acquisizione di comportamenti produttivi.

Creeremo così una società della conoscenza che sviluppi competenze per cui si possa imparare durante tutto il corso della vita.

Imparare nuovi mestieri, imparare a comprendere il mondo che cambia, cambiare radicalmente la propria professione è diventato sempre più complesso!

Sapere, ricerca e innovazione sanciranno la crescita della nostra città dove il ruolo della conoscenza assumerà un ruolo fondamentale nei processi di vita.

Conoscenza che ci porrà di fronte a cambiamenti che non ci permetteranno più di arroccarci nel nostro fortino di sicurezza rimanendo ancorati ad un forte sentimento di rifiuto, senza mai strizzare l'occhio a soluzioni sovversive di stampo populista.

Questo è l’atteggiamento di quella generazione definita “boomers”, che ha vissuto un’epoca di forti certezze e pochissimi stravolgimenti. Un ‘epoca in cui bastava fare proprio un mestiere e portarlo fino alla pensione.

Quel momento non esiste più!

I primi a capirlo sono stati quelli della generazione degli sconfitti del mondo del lavoro, i cosiddetti millennials, quelli che nonostante i numerosi titoli di studio non riescono ad entrare nel mondo produttivo e ad occupare “i posti che contano” perché tutti occupati da quei boomers le cui competenze sono ben lungi dall’essere aggiornate e poco propensi a cedere il passo!

Cosa aspettiamo il futuro è letteralmente nelle “nostre mani”.

Siamo convinti che un sistema di educazione, in una società complessa come la nostra, debba fare in modo che le conoscenze raggiungano tutti e per tutta la vita. E che i processi di insegnamento e apprendimento, oggi, non possano essere più modellati sulla “scuola senza mani” ovvero quella “...

La nostra storia è strettamente legata a quella della città di Mercato San Severino!Siamo  l’espressione di una crescent...
07/09/2021

La nostra storia è strettamente legata a quella della città di Mercato San Severino!

Siamo l’espressione di una crescente esigenza che vede la voce dei cittadini rimbombare come il boato di un cannone ma che rimane come un eco strozzato al quale abbiamo deciso di dare forza e risonanza!

Non abbiamo vessilli, medaglie o bandiere da porgere al vento il nostro unico scopo è quello di contribuire proattivamente alla crescita della nostra amata città e lo faremo con proposte, idee, progetti raccolti tra la gente che vive le strade e i marciapiedi della nostra amata Mercato San Severino!

Il nostro unico leader sei tu!

Dai voce alle tue idee condividile con noi!

Le strade e i marciapiedi costituiscono i più importanti luoghi pubblici di una città e i suoi organi più vitali. (Jane Jacobs)

Creiamo una green economy che sappia dar vita ad una green society!Entriamo nel dettaglio e spieghiamo meglio qual’è la ...
07/09/2021

Creiamo una green economy che sappia dar vita ad una green society!

Entriamo nel dettaglio e spieghiamo meglio qual’è la nostra idea di Green Economy.

Per Green Economy non intendiamo solo politiche green da parte delle istituzioni, gestione green da parte delle imprese, solo consumatori green oriented, ma l’insieme integrato di questi ambiti e attori.

Al fine di non cadere in forme discorsive rituali e svuotate di appigli materiali, è opportuno chiarire in quali accezioni il tema della green economy sarà sviluppato dividendolo in quattro aree tematiche.

1. La green economy intesa come svolta delle rinnovabili nel campo della produzione energetica, cui si affida il compito, ad un tempo, di contenere l’impatto sulle risorse del pianeta, limitare le emissioni inquinanti e riequilibrare il bilancio energetico cittadino.

2. La green economy basata sull’innovazione di prodotto e dei processi nel campo della produzione manifatturiera e agricola; la prospettiva, in questo caso, è produrre gli stessi beni consumando meno, inquinando meno, riducendo gli scarti e l’impatto sull’ambiente dell’attività produttiva. Oppure produrre cose un po’ diverse, con altri materiali, oggetti che durano più, siano riparabili, che contribuiscano in definitiva a migliorare l’impronta ecologica dei manufatti e delle commodities alimentari. Intesa in questo senso la green economy enfatizza e incentiva la capacità d’innovazione nelle imprese, la ricerca applicata, la scienza e la tecnologia dei materiali, il terziario immateriale applicato alla produzione di beni e servizi. E naturalmente le tecniche agricole, l’uso dei suoli, e via di seguito. Tale applicazione trova terreno fertile nelle nostre frazioni ricche di storia, tradizioni agricole e antichi mestieri.

3. La green economy intesa come modello di sviluppo incentrato sulle produzioni locali, sulla mobilitazione di capitali endogeni, sulle filiera corte di produzione e trasformazione.

Questa prospettiva si situa in continuità con la tradizione dello sviluppo locale autonomo che tanta parte ha ricoperto nel ridefinire aspettative, coordinate e immaginario dello sviluppo in territori del paese storicamente caratterizzati da ritardo socioeconomico o dal mancato decollo di una “via industriale” allo sviluppo.

Questo approccio ha trovato il suo maggiore alleato socioculturale nel fenomeno efficacemente denominato borghigianesimo: uno stile di vita, in altre parole, associato ai piccoli e medi centri urbani, caratterizzati da ambienti gradevoli, riscoperta o reinvenzione delle tradizioni locali, forme dell’abitare più conviviali e di qualità.

Il borghigianesimo ha rappresentato la tendenza che i territori svantaggiati sotto il profilo industriale e infrastrutturale hanno tentato di intercettare e catturare per dare basi e prospettive allo sviluppo economico in condizioni avverse. Ha mantenuto le sue promesse tuttavia a macchia di leopardo, facendo la fortuna di alcuni territori, contribuendo positivamente al clima economico e sociale di altri, rivelandosi tuttavia orizzonte troppo angusto per invertire fenomeni strutturati di declino. E’ da osservare in secondo luogo che non necessariamente questa via si caratterizza per l’elevata sostenibilità ambientale.

Oggi il borghigianesimo - come habitus di una middle class socialmente integrata o se si preferisce del nuovo ceto medio riflessivo a partire dagli anni Settanta e Ottanta - oggi tuttavia appare in trasformazione. La stessa, se si vuole, del suo movimento di riferimento, Slow Food, partito come movimento per la qualità della vita e sempre più orientato, da qualche anno, a porre al centro i temi della sostenibilità ambientale.

4. La green economy, infine, intesa come infrastruttura societaria del vivere, dell’abitare, della mobilità, della cura e della gestione del territorio.

E’ evidente, infatti, che produrre cose diverse, in modo diverso, utilizzando altre fonti di energia, richieda un diverso modo di concepire spazi della vita quotidiana, organizzazione del lavoro, abitazioni, modi di spostarsi, destinazioni d’uso dei suoli.

E’ questo l’aspetto immediatamente “politico” della green economy: certamente, rientrano in questo capitolo le iniziative volte a realizzare obiettivi di efficienza e risparmio energetico, ad esempio nelle abitazioni e nelle strutture industriali, ma si tratta solo di una parte del complesso di azioni, incentivi, sanzioni, necessarie o utili al fine di perseguire l’obiettivo di una società a basso impatto ecologico.

In quest’ottica si inserisce la nuova concezione del “corso” della nostra città.

Un “corso” come polmone verde di una comunità che vuole e deve protendere alla creazione di spazi verdi che creano socialità!

L’impianto di alberi, di macchia mediterranea, fiori renderanno il cuore della nostra città un veicolo trainante per l’economia cittadina e per la socialità!

Un “corso” verde e trasformato in luogo sicuro dove passeggiare, far giocare i nostri figli, creare attività ricreative di ogni genere lontano dallo smog e dall’inquinamento!

Questo ci permetterà di creare il primo parco commerciale completamente green dove tutte le attività commerciali della nostra città ne beneficeranno e che fungerà da attrattore per il rilancio di una Mercato San Severino 4.0.

Un polmone verde a disposizione di tutti!

Un “corso” verde e trasformato in luogo sicuro dove passeggiare, far giocare i nostri figli, creare attività ricreative di ogni genere lontano dallo smog e dall’inquinamento!

06/09/2021

Diamo voce alle vostre idee!

La nostra storia, la nostra ricchezza, le nostre tradizioni!

La nostra città ha bisogno di un processo di riscoperta e moralizzazione!

CONDIVIDI CON NOI LE TUE IDEE!

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05/09/2021

Lista "Pinocchio"

Connubio tra il "Pino", simbolo reciso della città di Mercato San Severino, e un "Occhio vigile" proteso al futuro il simbolo della lista "Pinocchio"rappresenta in pieno la nuova idea dell'amministrare che verrà presentata alla città di Mercato San Severino. La lista strizza l'occhio a tutti coloro che vorranno partecipare attivamente con proposte e condividere con noi il loro progetto della "nuova città".

Scopri di più su bit.ly/3Dj40DA

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Mercato San Severino

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