Marketing Sotto Casa

Marketing Sotto Casa Marketing offline a risposta diretta per attività locali

Quando dico che su questa pagina non succede mai niente la cosa rischia di essere presa come un’iperbole.Invece è abbast...
30/04/2024

Quando dico che su questa pagina non succede mai niente la cosa rischia di essere presa come un’iperbole.
Invece è abbastanza vero.
Calcola che l’ultimo post è di dicembre, ora siamo praticamente a maggio, e non è che nel frattempo non sia successo niente.
Anzi.
Solo che tra tutte le cose social, che già potrei seguire di più di quello che faccio, la pagina Facebook mi dimentico proprio che esista.
Per esempio mi sa che non ci ho mai messo il video di presentazione di Marketing Fatto a Mano, il videocorso gratuito di strategie di marketing offline per attività locali.
Non ci ho mai messo i libri Vuoi perdere clienti? Chiedimi quali e Scrivi il tuo business.
Non ci ho mai parlato di Anche Meno - Il marketing per chi ha altro da fare.
Di tutte queste cose invece si parla nel gruppo Facebook, quindi, giusto perché mi sono ricordato dell’esistenza di questa pagina, ne approfitto per ricordare che le cose vere succedono nel gruppo.
Poi magari ci provo a mettermi a pubblicare un po’ di più su questa pagina, nel frattempo però nei commenti vi metto i link, al gruppo e al resto.

Detto che male non fa praticamente a nessuno, ma a chi può servire particolarmente scrivere un libro?Ok, non è una doman...
25/09/2023

Detto che male non fa praticamente a nessuno, ma a chi può servire particolarmente scrivere un libro?
Ok, non è una domanda a caso, sto promuovendo il workshop del 30 settembre a Milano, dove spiegherò appunto come scrivere un libro da usare come strumento promozionale per sé e per il proprio business.
Il workshop si chiama Scrivi il tuo Business e nel link nei commenti trovi tutte le info.
Tornando alla domanda iniziale, magari ti stai chiedendo se per te sarebbe sensato o meno scrivere un libro.

O magari sai già che non lo è per te ma ti stai chiedendo a chi lo potresti suggerire. Vediamo quindi un paio di principi generali che ci aiutano a capire quando scrivere un libro ha più senso e quando meno.
La cosa è più complessa di come la spiego in questo post, sia per ragioni di spazio, sia perché qui mi concentro esclusivamente sul ritorno economico diretto, e trascuro i diversi vantaggi secondari dell’avere un libro che parla del proprio business.
In linea di massima, un libro, dal punto di vista del ritorno economico diretto, può servire sostanzialmente a tre cose.
Che sono:
accrescere la tua autorità (e quindi farti trovare più clienti, clienti migliori, farti pagare meglio)
accorciare e semplificare le trattative (nei casi di prodotti o servizi costosi in cui di solito chi compra si informa a fondo prima di decidere se comprare da te o da altri)
guadagnare dalla vendita del libro (quando il tema del libro è un tema su cui già le persone stanno comprando libri)
Questi elementi ci possono essere tutti e tre - e allora bingo! - o solo due, o uno solo.
Oppure nessuno.
Se ce n’è almeno uno vale la pena scrivere un libro.
Se non ce n’è nessuno dei tre non vale la pena.
Qualche esempio.
Se hai un autolavaggio, difficilmente un libro aumenterà l’autorità del tuo business. E anche qualora riuscissi a posizionarti come il king dell’autolavaggio italiano non è che le persone poi vengono a fare la fila per farsi lavare la macchina da te pagando il doppio.
Inoltre, chi deve portare la macchina a lavare non passa giorni e giorni a informarsi, comparare le diverse tecniche di pulizia per scoprire qual è la più adatta alla sua auto, guardarsi tutorial su Youtube sugli elementi chiave dell’autolavaggio eccetera.
E gente che è talmente appassionata di autolavaggi da cercare libri a tema non so, ma secondo me non sono tantissimi.
E dunque l’elemento uno (l’autorità) non c’è o è irrilevante, l’elemento due (il cliente che si informa a fondo) non c’è o è psicopatico, l’elemento tre (appassionati della materia) non c’è o ha già un autolavaggio.
Quindi, amico con l’autolavaggio che eri a un passo dall’iscriverti al workshop, aspetta un attimo, che forse non è il caso.
Se invece sei un professionista che ha un rapporto diretto con i propri clienti, per esempio uno psicanalista (ma anche un personal trainer, un nutrizionista, un medico), il primo punto c’è, perché l’autorità di uno psicanalista che ha scritto un libro è più alta di quella di uno che non l’ha scritto.
Il secondo c’è in minima parte, generalmente il processo di ricerca principale per uno psicanalista (o personal trainer, nutrizionista, medico) è chiedere a qualcuno che ci va o ci è andato come si è trovato. Sì, un po’ di ricerca su stili, metodi e principi ci può essere, ma meno di quando si deve comprare una cella frigorifera per il proprio ristorante o scegliere la scuola per i propri figli.
Il terzo c’è, perché i libri di psicologia (e fitness, alimentazione, salute) si vendono parecchio, non solo come libri di testo ma anche, e soprattutto, come testi di self help.
In questo caso quindi c’è la possibilità di aumentare la propria autorità, un po’ di semplificazione del processo di vendita, e l’occasione di guadagnare direttamente dalla vendita del libro.
Quindi, se è qui che ti trovi, scrivi il tuo libro.
E se invece vendi celle frigorifere per ristoranti (o hai una scuola privata)?
Qui la parte di autorità c’è, (forse meno dominante nel caso delle celle frigorifere, ma comunque non zero), ma non è il punto principale.
Il punto principale è che se devo comprare una cella frigorifera e chiedo cinque preventivi, e uno di questi cinque mi manda un libro che è una guida all’acquisto della cella perfetta, che risolve tutti i miei dubbi, risponde a tutte le mie domande, rassicura tutte le mie paure, mi rimbocca le coperte e mi dà un bacio in fronte…
è molto probabile che lo preferirò a quelli che mi hanno mandato un’email con allegato un Word che dice “pregiatissimo Titolare veniamo con questa nostra ad andarLe a proporLe la ns migliore offerta per cella frigorifera m2x4 garantita probabilm. funzionante euro 2657 sconto 10% euro 2391,30 facciamo 2390 perché è Lei restiamo in umile attesa Suo gentilissimo riscontro cordialmente Cinzio ufficio vendite Cinzio e Figli Srls”.
Anche se costa un po’ di più.
Per quanto riguarda la possibilità di fare soldi vendendo il libro agli appassionati di refrigerazione invece non ti voglio illudere.
Ma in ogni caso, se è qui che ti trovi, se vendi qualcosa su cui i clienti fanno un sacco di ricerca prima di comprare, scrivi il tuo libro.
Insomma, questi sono solo tre esempi, ma potrei andare avanti per ore.
Sul serio, potrei. Non lo faccio perché ho il senso della misura.
Se però ti stai facendo la domanda che apre questa email per qualche attività che non assomiglia a autolavaggio, psicanalista, rivenditore di celle frigorifere, sentiti libero/libera di contattarmi direttamente e chiedere.

Nella foto: un potenziale acquirente di cella frigorifera discute il preventivo con il venditore di cui ha letto il libro

12/09/2023

ATTENZIONE: WORKSHOP A MILANO E PROMESSA AVVENTATA!
Come qualcuno qui dentro sa già
il 30 settembre
a Milano
terrò un workshop che si chiama Scrivi il tuo Business
e che ha lo scopo di mettere i partecipanti in grado di scrivere un libro per la loro attività nel giro di 30 giorni.
Tutti i dettagli della cosa li trovi nel documento di Google che linko nei commenti.
Tutti i dettagli tranne uno (per ora, poi ce lo metto).
Infatti ho appena avuto una pessima idea, di quelle che mentre le pensi già ti dici ma no dai, lascia stare, e invece non lasci stare.
Prima dell'idea due premesse.
Premessa uno: la promessa del workshop è che chi partecipa ne esce con tutti gli strumenti necessari per scrivere il suo libro entro 30 giorni.
Premessa due: siccome davvero davvero voglio che tutti i partecipanti pubblichino veramente il loro libro, per chi lo avrà effettivamente scritto entro 60 giorni (perché so che si può fare entro 30 ma so anche come vanno poi le cose) ho aggiunto il bonus di una consulenza gratuita, in cui rivedremo insieme tutto il libro e ragioneremo ulteriormente sul da farsi per pubblicazione e strategie collegate.
Anche qui, i dettagli sono nel documento, ma era giusto per introdurre l'idea avventata che ho appena avuto e che già mi sta facendo pensare ma chi me l'ha fatto fare.
E l'idea avventata è questa: oltre a quanto già previsto, i partecipanti al workshop riceveranno anche una copia del libro che non ho ancora scritto, ma che scriverò dal primo ottobre in base ai criteri che esporrò nel workshop, dal titolo provvisorio "Scrivi il tuo Business".
Insomma, durante il workshop tutte le parti teoriche che vedremo saranno declinate sui casi specifici dei singoli libri dei singoli partecipanti, ma anche del mio, che utilizzerò come esempio "neutrale", e che riguarderà il tema stesso del workshop.
E mi impegno a farlo entro 60 giorni (per scriverlo, più un paio di settimane per sistemarlo e pubblicarlo), lo stesso tempo che richiedo ai partecipanti come condizione per usufruire del bonus.
Ora, siccome sono scemo ma non così scemo e un po' mi conosco, so che c'è una piccola possibilità che io non riesca a portare a termine il libro nei 60 giorni. O forse mai.
Quindi voglio chiarire che questa non è una promessa contrattuale, cioè non è che se poi non lo scrivo davvero mi chiedete il rimborso del workshop.
Però, siccome non mi sembra neanche corretto fare una promessa che se non la mantengo non mi gioco niente, questo è l'accordo:
Tutti i partecipanti al workshop (e solo loro)
se non riceveranno il libro entro natale (30 novembre scadenza dei 60 giorni per la scrittura, più il tempo di revisionare e pubblicare) mi potranno dare pubblicamente del cazzaro e io non farò nulla per difendermi.
Che alla fine per qualcuno vale anche più del rimborso, sta cosa.
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Detto questo, chi si vuole iscrivere al workshop mi può contattare, chi non vuole o non può ma conosce qualcuno a cui può interessare mi fa molto piacere se gira il link a chi ritiene sia il caso
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(vocina nella testa) cancellacancellacancella
noncliccarepubblicanoncliccarepubblicanoncliccarepubblica
e vabbè allora fai come ti pare

28/02/2023

Tempo fa, durante un workshop, parlavo del principio dell’upsell.

Per fare un esempio di cui bene o male tutti hanno esperienza diretta ho citato l’Autogrill, dove quando chiedi un caffè ti chiedono se vuoi anche la brioche, la spremuta, l’acqua, la noce di prosciutto al pepe, un gratta e vinci e una bambola che canta l’inno nazionale.

Uno dei partecipanti è subito intervenuto dicendo che odia quando lo fanno.
E anche a me non piace.
E mi pare di ricordare che fossero tutti abbastanza d’accordo.
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Ma se è così fastidioso per così tanta gente, perché continuano a farlo?
La risposta principale è “perché funziona”.
E come so che funziona? Perché continuano a farlo.
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Diciamo anche che l’Autogrill si può permettere di proporre upsell in modo fastidioso perché sa che il massimo che può succedere è che il cliente ti dica di no.
Non è esattamente così, ma di base è vero che per quanto uno possa odiare gli autogrill, se è in autostrada e vuole un caffè è difficile che esca al primo casello utile per andarsi a prendere un caffè al bar e poi rientrare in autostrada, solo per evitare che gli propongano anche la spremuta.
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In ogni caso l’associazione mentale con quel tipo di upsell è talmente forte che molti commercianti sono portati a pensare che siccome a loro dà fastidio con loro non funziona, e siccome con loro non funziona non funzionerà neanche con i loro clienti.
Questo meccanismo vale per tantissime azioni di marketing, upsell, cross sell, social media, video, email marketing.

Se associamo uno strumento di marketing a qualcuno che quello strumento lo usa in un modo che ci dà fastidio (e quindi, almeno in teoria, ci allontana) saremo portati a pensare che allontanerà anche i nostri clienti.

E quindi, quando ci viene proposto quello strumento non lo vogliamo usare.
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Quando questo succede, la risposta standard del marketer è “tu non sei il tuo target”.
Intendendo “il fatto che una cosa non funzioni su di te non vuol dire che non funzioni sui tuoi clienti o potenziali clienti”.
Sottintendendo “quindi fallo e non fare tante storie”.

Questa risposta non è di per sé sbagliata, perché ci sono azioni che funzionano sui grandi numeri anche se non funzionano su di noi. E perché in diversi casi in realtà funzionano pure su di noi, anche quando pensiamo di no.

Però a volte questa risposta nasconde un problema.

E cioè che molti marketer “tecnici” hanno studiato degli schemi, li sanno applicare anche molto bene, ma hanno pochissima capacità di adattamento.
Per cui di fronte a un “non voglio farlo” la reazione è “e invece devi farlo, perché è così che si fa il marketing” quando potrebbe essere “ok, questo è il principio ed è provato che funziona, proviamo a trovare un modo per applicarlo che ti faccia sentire a tuo agio”.
Se non addirittura “ok, questo è un principio ed è provato che funziona, ma non è l’unico strumento di marketing possibile su questa terra, vediamo se ce ne sono altri che ti fanno sentire più a tuo agio”.

Questi marketer non sono scarsi. Anzi, spesso sono molto bravi. Solo che sono bravi soltanto nella loro cosa, e perché funzioni devi avere una personalità e una predisposizione che si adatti esattamente ai loro schemi.
Se ce l’hai magari ti fanno fare il botto, se non ce l’hai non sanno da che parte cominciare.
E quindi insistono per farti fare la loro cosa, vendendotela come l’unica. Magari in prima battuta ti convincono, tu ci provi per un po’ forzandoti a fare una cosa che ti fa schifo, e ovviamente non funziona.

Personalmente sono convinto che spingersi un pochino oltre quello che ci è comodo e familiare per ottenere dei risultati superiori a quelli che stiamo avendo sia una cosa intelligente, in tutti i campi della vita.
Ma stravolgere completamente la propria personalità per adattarla a qualcosa di totalmente opposto a quello che siamo, che ci piace, in cui crediamo, è abbastanza un’idiozia. Che difficilmente porterà dei risultati, e se ne porterà non compenseranno lo sforzo.
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E poi, in realtà, “tu non sei il tuo target” non è sempre vero. In parecchi casi tu sei il tuo target.

Per esempio, nel mio caso, io so di avere delle fortissime resistenze verso l’utilizzo di certi canali e di certi messaggi, anche se so che sarebbero piuttosto utili per me.
Sui messaggi mantengo il mio punto, perché non penso che abbia senso promettere cose in cui non credo perché “la gente vuole sentirsi dire che avrà risultati pazzeschi in poco tempo e senza sforzo” o banalizzare i concetti perché “la gente è scema e vuole idee facili”.

E non penso che abbia senso perché se pure mi facesse arrivare più clienti (che è plausibile), poi mi ritroverei a lavorare con gente scema che vuole risultati pazzeschi in poco tempo e senza sforzo.

Sui canali invece so di avere torto, e so che mi dovrei sforzare di essere meno aristocratico, liberarmi del mio ideale eremitico, ve**re a patti con la mia introversione, e mettere il naso fuori facendo cose tipo video, foto con dentro la mia faccia e altre cose ancora più dolorose che prima o poi farò.

Nel frattempo però, il fatto di avere queste tare mentali mi permette di essere più empatico nei confronti dei miei clienti che non hanno una predisposizione naturale all’esposizione pubblica, o che lo vorrebbero fare “ma non come quel cog***ne di ***”.

Magari un giorno farò un video su questo argomento.

PS. A scanso di equivoci, se siete miei clienti e avete un rapporto più sano e sereno del mio con la vostra immagine pubblica, beh, sciambola. Non solo vi stimo, ma sicuramente avremo risultati un po’ più pazzeschi, in un po’ meno tempo e con un po’ meno sforzo.

"C'è un produttore di spazzole che ha circa 2.000 venditori che vendono spazzole porta a porta. Ha un enorme successo in...
19/01/2023

"C'è un produttore di spazzole che ha circa 2.000 venditori che vendono spazzole porta a porta.

Ha un enorme successo in un settore che potrebbe sembrare molto difficile. E lo sarebbe, se i suoi uomini chiedessero alle casalinghe di comprare.

Ma non lo fanno. Arrivano alla porta e dicono: "Mi hanno mandato qui per darle una spazzola. Ho qui dei campioni e vorrei che ne scegliesse una".

La casalinga è tutta sorrisi e attenzioni. Scegliendo una spazzola, ne vede diverse che le piacciono. È anche ansiosa di contraccambiare il regalo. Così il venditore ottiene un ordine."

Da Scientific Advertising, di Claude Hopkins.
1923.

Cento anni fa.

Questo è il marketing che funzionava cent'anni fa.

E oggi invece? Oggi invece funzionano le stesse cose. Uguali.

Solo che generalmente non ti serve andare porta a porta.

Se vuoi sapere come usare il marketing a risposta diretta nella tua attività, iscriviti al nostro gruppo Facebook. Clicca qui https://www.facebook.com/groups/622006522831401

3 motivi per non aver paura della concorrenza.Primo, avere concorrenza è una bella cosa.Se non hai concorrenza ci sono d...
11/01/2023

3 motivi per non aver paura della concorrenza.

Primo, avere concorrenza è una bella cosa.

Se non hai concorrenza ci sono due possibilità:

1. sei un genio assoluto che ha avuto un'idea pazzesca a cui nessuno aveva mai pensato
oppure

2. stai cercando di vendere qualcosa che nessuno vuole.

Statisticamente è la 2.

Secondo, la concorrenza ti aiuta a educare il mercato.

Se sei l'unico nel tuo mercato a vendere qualcosa è probabile che tu debba spiegare il tuo prodotto o servizio da zero ogni volta.

Se hai una buona concorrenza si occuperanno anche loro della cosa.

E terzo, dal momento che quello che fai come lo fai tu non lo fa nessuno, lo fai meglio, non c'è proprio paragone...

Avere dei concorrenti più scarsi fa risaltare ancora di più la tua superiorità.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook per imparare a usare la concorrenza a tuo favore!

https://www.facebook.com/groups/622006522831401/

Chi ha fatto i buoni propositi per l’anno nuovo?  Tutta quella lista di cose che di solito vengono rimandate… A volte pe...
04/01/2023

Chi ha fatto i buoni propositi per l’anno nuovo?

Tutta quella lista di cose che di solito vengono rimandate…

A volte per mancanza di tempo.

La verità è che non tutti hanno chissà quanto tempo anche solo per pensarci.

Se per esempio hai un negozio, è probabile che in questi giorni starai lavorando s**o.

O se hai un lavoro molto intenso durante l’anno e hai deciso di prenderti questi giorni per stare con i tuoi cari potresti non avere voglia di pensare al tuo business per un po'.

Però, a prescindere da quale sia il periodo in cui lo fai, ti consiglio davvero di trovare del tempo, periodicamente, per lavorare a cose che non ti servono nell’immediato.

Ma cosa c’entra questo col marketing?

In realtà c’entra, perché, è facile che il marketing faccia parte di quelle cose che “quando avrò un po’ di tempo ci penserò”.

Ecco, trovarlo questo tempo, e pensarci, è una buona idea.

Anche solo come esercizio…

Se ti metti lì e cominci a fantasticare su quello che potresti fare non è escluso che alcune delle cose che hai pensato tu le possa mettere in pratica fin da subito.

E se ti serve un po’ di ispirazione, vieni a trovarci nel nostro gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/622006522831401

Ti aspettiamo!

Che perfezione.Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questa affissione, e sono rimasto a fissarla per qualche minuto, c...
30/12/2022

Che perfezione.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questa affissione, e sono rimasto a fissarla per qualche minuto, con un brivido di piacere.

Uno potrebbe chiedersi cosa ci sia di perfetto in una pubblicità così anonima.
E la risposta è "uno studio del target ineccepibile".

Questo cartellone passerebbe inosservato a chiunque. A chiunque non abbia problemi di cataratta (o problemi di essere fissato col marketing).

Questa cosa di riuscire a comunicare solo al proprio pubblico, e a tutto il proprio pubblico (almeno quello che ci passa davanti), attraverso un cartellone affisso in una via di passaggio, è quasi commovente.

In particolare:

Qual è il principale problema di chi si deve operare di cataratta?

Che ci vede poco.

Quindi scrivo grande.

Quali sono le principali paure di chi si deve operare di cataratta?

(questa la immagino, ma sono abbastanza sicuro che abbiano fatto bene la loro ricerca)

Le liste d'attesa e gli aghi.

Quindi "Senza attese" e "Senza aghi".

Qual è l'età media di chi si deve operare di cataratta?

Over 60.

Quindi telefono e non sito, email, facebook, QR code.

Qual è il tempo di fruizione di un cartellone pubblicitario?

Qualche secondo.

Quindi cinque parole e un numero di telefono.

Nonostante i cartelloni per strada non siano un canale adatto a tutte le attività, e tendenzialmente non è la cosa da cui partire...

Questo cartellone ha il giusto messaggio per il giusto target.

E tu? Come comunichi con i tuoi potenziali clienti?

7 motivi per cui è giusto dire sempre le stesse cose nella tua comunicazione.1. qualunque sia il tuo lavoro, le cose da ...
22/12/2022

7 motivi per cui è giusto dire sempre le stesse cose nella tua comunicazione.

1. qualunque sia il tuo lavoro, le cose da dire non sono poi così tante.
2. se devi comunicare con chi non ti conosce le cose da dire sono ancora meno
3. non tutti capiscono le cose allo stesso modo, dire le stesse cose da punti di vista diversi è una possibile soluzione a questo problema
4. tutto quello che ripeti fino alla noia prima di cominciare a lavorare con qualcuno ti risparmierà tantissimo tempo dopo
5. qualunque sia il tuo lavoro, le cose da dire non sono poi così tante
6. la ripetizione è uno dei modi migliori per trasmettere concetti in un contesto di passività di chi la riceve
7. dire le stesse cose da punti di vista diversi è una delle soluzioni alle diverse predisposizioni alla comprensione delle persone

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