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Italian Fine Food Producers [IFFP] rappresenta aziende alimentari italiane produttrici con una forte vocazione per l’export, i prodotti di queste aziende rappresentano l’italia all’estero coprendo tutti i settori di categorie merceologiche.

Il 10 settembre il CREA ha presentato il nuovo Rapporto sul commercio estero dei prodotti agroalimentari. Il titolo è po...
11/10/2026

Il 10 settembre il CREA ha presentato il nuovo Rapporto sul commercio estero dei prodotti agroalimentari. Il titolo è positivo: export agroalimentare italiano sopra i 72 miliardi di euro nel 2025, +5,6% sul 2024.

Ma sotto il titolo ci sono due numeri che raccontano il resto della storia.

Primo: la geografia. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte fanno da sole oltre il 60% dell'export agroalimentare italiano. La Sicilia cresce del +12,8%, la Calabria del +10,2% — più delle regioni del Nord, in percentuale — ma partono da una base molto più piccola. La Toscana arretra del -7,2%.

Secondo: il prezzo. L'olio extravergine d'oliva italiano ha venduto più litri all'estero nel 2025 (+18,2% in volume) ma ha incassato il 17,2% in meno di valore. Più export, meno guadagno: il segno di un prezzo medio in caduta, spesso per reggere la concorrenza e i dazi USA scontando.

Due modi diversi di dire la stessa cosa che ripetiamo spesso su questo blog: il problema del cibo italiano all'estero non è mai la qualità. È chi ha, e chi non ha, un canale export strutturato — che si tratti di una regione, di una dimensione d'impresa o di un margine che si assottiglia vendita dopo vendita.

È il lavoro di IFFP – Italian Fine Food Producers, in collaborazione con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: selezionare le piccole imprese alimentari italiane pronte per l'estero — ovunque si trovino — e costruire per loro relazioni dirette con la distribuzione europea.

La tua regione non è tra le prime quattro per export. Il tuo prodotto può esserlo comunque. 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/export-agroalimentare-72-miliardi-quattro-regioni-crea

Il 6 settembre a Napoli, decima edizione del Bufala Fest. Una frase pronunciata sul palco vale più di un comunicato stam...
08/10/2026

Il 6 settembre a Napoli, decima edizione del Bufala Fest. Una frase pronunciata sul palco vale più di un comunicato stampa.

Nicola Caputo, consigliere del Ministro degli Esteri per l'internazionalizzazione della filiera agroalimentare: «L'export italiano va benissimo: nel mondo intero c'è grande fame di Made in Italy». E poi l'invito diretto alle imprese: fare squadra, unirsi in consorzi.

I numeri spiegano perché è un consiglio da prendere sul serio.

Nel 2025 la Mozzarella di Bufala Campana DOP ha prodotto 57 milioni di kg, di cui il 37% esportato (dati Consorzio di Tutela, maggio 2026).

Ma di quell'export, il 33,6% va in un solo paese: la Francia (dati Consorzio di Tutela, giugno 2026).

Un mercato che apprezza il prodotto italiano — bene. Un export che dipende per un terzo da un solo paese — un rischio, per chi non ha la forza di diversificare da solo.

Come ha detto anche Antonio Torrente (Unione Industriali Napoli): bisogna far crescere il fatturato «anche oltre mozzarella e pasta». Vale per i prodotti, e vale per i mercati.

È il lavoro di IFFP – Italian Fine Food Producers, in collaborazione con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: selezionare i piccoli caseifici italiani pronti per l'export e costruire relazioni dirette con più mercati della distribuzione europea — non uno soltanto.

Il tuo prodotto DOP è pronto a diversificare i mercati? 🇮🇹🧀

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/mozzarella-di-bufala-export-francia-un-terzo

Un record che nasconde un dettaglio importante per le piccole imprese alimentari italiane.Nel 2025 l'export lattiero-cas...
05/10/2026

Un record che nasconde un dettaglio importante per le piccole imprese alimentari italiane.

Nel 2025 l'export lattiero-caseario italiano ha toccato i 6,7 miliardi di euro, il massimo storico, dentro un fatturato di filiera da 28,5 miliardi (dati Assolatte, giugno 2026).

Dietro il numero, quasi 2.200 imprese attive: in gran parte caseifici piccoli, spesso a conduzione familiare, legati a un disciplinare e a un territorio.

E il mercato che assorbe tutto questo? Per l'83% è ancora l'Europa (dati CLAL, primi 5 mesi 2026). Fuori dall'Europa qualcosa si muove — Giappone +8,2%, Canada +9,6%, Arabia Saudita +24,8% — ma sono ancora volumi piccoli.

Il settore cresce. Ma crescere a livello nazionale non significa che ogni piccolo caseificio riesca, da solo, a costruire un rapporto diretto con un buyer o un distributore europeo.

È il lavoro di IFFP – Italian Fine Food Producers, in partnership con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: selezionare i caseifici italiani pronti per l'export e portarli davanti a chi, in Europa, sta già cercando quello che producono.

Il tuo formaggio è pronto per l'Europa? 🇮🇹🧀

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/formaggi-export-record-6-7-miliardi-piccole-imprese

Un dato dal nuovo Rapporto ICE 2025-2026 (con Istat, presentato il 16 luglio) che ogni piccola impresa alimentare italia...
02/10/2026

Un dato dal nuovo Rapporto ICE 2025-2026 (con Istat, presentato il 16 luglio) che ogni piccola impresa alimentare italiana dovrebbe conoscere.

Nel 2025 l'export di prodotti alimentari, bevande e tabacco è cresciuto del 4,3% — più della media dell'export manifatturiero italiano (+3,2%).

Ma la crescita non è distribuita. Le imprese con oltre 50 milioni di € di fatturato estero sono appena l'1,1% degli esportatori italiani, eppure generano il 60,2% delle vendite all'estero.

Le altre — la stragrande maggioranza, il 77,8% degli esportatori non legati a gruppi multinazionali — pesano insieme per circa un quinto dell'export nazionale.

Non è un problema di qualità del prodotto. È un problema di canale.

Le piccole imprese alimentari italiane fanno spesso il prodotto migliore. Quello che manca, quasi sempre, è un modo strutturato per portarlo davanti a chi lo compra in Europa.

È il lavoro di IFFP – Italian Fine Food Producers, in collaborazione con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: selezionare le imprese pronte e costruire per loro relazioni dirette con la distribuzione europea.

La tua impresa produce qualità. È pronta anche per il canale giusto? 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/export-alimentare-cresce-pochi-esportatori-rapporto-ice

Il dato del 2025 che vale la pena leggere due volte: l'export agroalimentare italiano ha superato 67 miliardi di euro, m...
29/09/2026

Il dato del 2025 che vale la pena leggere due volte: l'export agroalimentare italiano ha superato 67 miliardi di euro, ma la crescita in valore (+6,1% medio annuo negli ultimi 15 anni) ha corso quasi il doppio di quella in quantità (+3,1%).

Tradotto: l'Italia non vende di più, vende meglio.

I prodotti di fascia alta valgono oggi il 40% dell'export (contro il 24% nel 2015). A trainare: caffè torrefatto, pasta di grano duro, formaggi DOP (Grana Padano, Parmigiano Reggiano), Prosecco DOP.

E mentre l'Europa assorbe ormai il 60% dell'export italiano (dati BPER Banca), le previsioni per il 2026 segnano un Nord America -9,3% e un'area MENA -7,3% — l'ennesima conferma che diversificare non è un'opzione.

Bonus: secondo Forbes Italia, l'Italia è ora leader UE nell'agroalimentare con il 16,9% dell'export del blocco, davanti a Spagna, Francia e Germania.

La lezione per le piccole imprese alimentari italiane è diretta: la qualità certificata paga, ma serve chi la porta sugli scaffali giusti in Europa.

IFFP – Italian Fine Food Producers costruisce esattamente questo ponte, in partnership con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La tua impresa è pronta a competere sulla qualità? 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/export-agroalimentare-67-miliardi-qualita-premium

Un numero che conferma una tesi: nel 2025 i distretti agroalimentari italiani hanno esportato quasi 30 miliardi di euro ...
26/09/2026

Un numero che conferma una tesi: nel 2025 i distretti agroalimentari italiani hanno esportato quasi 30 miliardi di euro (29,96 mld, +4,1%), il record più alto di sempre — il 42% di tutto l'export agroalimentare nazionale (Monitor Intesa Sanpaolo).

Sono filiere fatte quasi interamente di piccole e medie imprese: lattiero-caseario emiliano, salumi modenesi, vini delle Langhe e Prosecco, caffè torinese, ortofrutta romagnola, mele dell'Alto Adige.

Dentro il dato, due velocità: ortofrutta romagnola +17,4%, caffè torinese +24,5%, lattiero-caseario +346 milioni. Ma l'olio toscano segna -27%, sulla scia della crisi del comparto olivicolo e dei dazi USA.

La lezione: quando le piccole imprese alimentari si organizzano insieme verso l'estero, i risultati arrivano. Ma serve una struttura che le connetta stabilmente ai mercati — dentro o fuori un distretto.

IFFP – Italian Fine Food Producers costruisce esattamente questo ponte, in partnership con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La tua impresa è pronta a fare il passo successivo? 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/distretti-agroalimentari-30-miliardi-export

Copenaghen, fine luglio 2026: 23 piccole imprese alimentari abruzzesi incontrano 56 buyer danesi — chef, importatori, di...
23/09/2026

Copenaghen, fine luglio 2026: 23 piccole imprese alimentari abruzzesi incontrano 56 buyer danesi — chef, importatori, distributori, sommelier. Ventricina, zafferano DOP, tartufi, oli, vini, pasta artigianale, formaggi, miele.

Un evento piccolo che racconta una verità grande: nel primo trimestre 2026 l'agroalimentare italiano cresce più del manifatturiero (+0,7% vs +0,3%), ma il fatturato cala del 2% — e sotto la media nazionale, i destini si dividono. Lattiero-caseario +4,3%, olio d'oliva -29%. Export su in Polonia e Spagna, giù in Germania, a picco negli USA (-17,8%) per i dazi.

Chi tiene meglio? Le regioni e le imprese che non dipendono da un solo mercato — proprio come le 23 aziende abruzzesi che a Copenaghen hanno costruito relazioni dirette con nuovi buyer, invece di aspettare che la domanda arrivasse da sola.

IFFP – Italian Fine Food Producers costruisce lo stesso tipo di ponte per le piccole imprese alimentari italiane verso le reti di distribuzione europee, in partnership con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La tua impresa è pronta a muoversi per tempo? 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/agroalimentare-due-velocita-abruzzo-copenaghen

Otto mesi, un numero che fa riflettere: -16% l'export alimentare delle PMI italiane verso gli USA, tra dazi, euro forte ...
20/09/2026

Otto mesi, un numero che fa riflettere: -16% l'export alimentare delle PMI italiane verso gli USA, tra dazi, euro forte e rallentamento globale (dati Confartigianato, ago 2025 – mar 2026).

Ma i dati regionali dicono anche altro: l'Emilia-Romagna regge (+2,6%), la Toscana cresce (+10,6%) — dove la filiera è più diversificata, l'urto si sente meno.

Nello stesso periodo, l'export PMI verso 26 mercati extra-USA (Emirati, Svizzera, Spagna, Portogallo, Rep. Ceca, Arabia Saudita) è cresciuto del +5,1%.

Il messaggio è chiaro: per una piccola impresa alimentare italiana, dipendere da un solo mercato è un rischio che oggi si può evitare.

IFFP – Italian Fine Food Producers costruisce ponti concreti tra le piccole imprese alimentari italiane e le reti di distribuzione europee, in partnership con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La tua impresa è pronta a diversificare? 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/dazi-usa-export-alimentare-pmi-diversificazione-mercati

Un dato che fa riflettere: solo il 15% delle imprese alimentari italiane esporta, anche se il settore cresce del 5% l'an...
17/09/2026

Un dato che fa riflettere: solo il 15% delle imprese alimentari italiane esporta, anche se il settore cresce del 5% l'anno e vale già 72,5 miliardi di euro.

L'86% delle nostre aziende alimentari ha meno di 10 dipendenti. Prodotti eccezionali, spesso senza gli strumenti per raggiungere i mercati che li stanno già cercando: si stima un potenziale di 85 miliardi di euro sui mercati emergenti, 35 solo in Asia.

Il mercato interno si restringe (popolazione italiana in calo, consumi -3,8% nel 2024). L'export non è più un'opzione: è la strada per crescere.

IFFP – Italian Fine Food Producers costruisce ponti concreti tra le piccole imprese alimentari italiane e le reti di distribuzione europee, in partnership con ITA Italian Trade Agency e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La tua impresa è pronta per il passo successivo? 🇮🇹

👉 Leggi l'articolo completo: https://www.iffp.it/post/paradosso-agroalimentare-italiano-export-15-per-cento-imprese

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