Marco Apadula

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Brand Strategy Consultant, Brand Identity Designer, blogger, imprenditore, fondatore Branding Italia gruppo italiano su LinkedIn, membro CDA Cento Amici del Libro, Direttore Creativo e Brand Director del Salone della Cultura.

Nessuno in mente?C'è un valido motivo se non ricordi volti noti legati a Coca-Cola. Se lo capisci ti permette di sapere ...
17/07/2026

Nessuno in mente?

C'è un valido motivo se non ricordi volti noti legati a Coca-Cola. Se lo capisci ti permette di sapere come distinguerti dai tuoi competitor.

Pepsi e Coca-Cola sono forse lo scontro tra brand più famoso di sempre.

Due aziende che vendono praticamente lo stesso prodotto. Talmente simile che se non sai cosa bevi puoi confonderti (se non lo conosci recupera lo studio dal nome "blind test". Ti sorprenderà!).

Per questi mondiali il volto di Pepsi è David Beckham. Lo abbiamo visto praticamente ad ogni pausa idratazione, ogni intervallo, ogni spot.

Nella storia del brand però Pepsi ha scelto volti di tante altre eccellenze come Michael Jackson, Britney Spears, Beyoncé, LeBron James.

Tutte star, vip, campioni, icone.

Pepsi è un brand che per posizionamento è individualista: i suoi valori sono più competitivi, sfidanti, agonistici.

Parla attraverso il singolo campione, l'eccezionale, il fuoriclasse.

Fa leva sull'emulazione: se il tuo idolo beve Pepsi tu compri pepsi per sentirti come/vicino a lui.

Coca-Cola?

Di certo non gli mancano i soldi per avere altrettanti nomi.

Punta però su altri valori: famiglia, amicizia, condivisione.

Mai i singoli, sempre il gruppo (qualche eccezione c'è stata).

La strategia di Coca-Cola è così forte che anche quando usa un volto singolo, quello che ti resta in testa è il momento condiviso, non la persona.

Per questo non ti viene in mente nessun volto: Coca-Cola non vende persone singole, vende comunità.

Stesso scaffale, stesso prodotto, due posizionamenti opposti.

Due brand che hanno costruito identità così distinte da non vivere come veri competitor.

Prova a vedere se a una festa di compleanno c'è una Pepsi se non ci credi.

Questo è il potere del posizionamento. Questo è quello che separa un'azienda da un brand.

Ed è quello che separa te dal tuo competitor più forte.

Ti saluto con una domanda: cosa ti rende diverso agli occhi di chi deve scegliere?

Però non risponderti con caratteristiche di ciò che vendi, devono essere tue e solo tue (azienda o persona che tu sia).

Oggi ricominciano le squole e mi vengono in mente due cose:- pochi mesi fa ho concluso un bellissimo progetto in una scu...
12/09/2024

Oggi ricominciano le squole e mi vengono in mente due cose:

- pochi mesi fa ho concluso un bellissimo progetto in una scuola elementare dove ho aiutato 3 classi (5^A, 5^B e 5^C) a trovare la propria identità e realizzare col mio aiuto il logo che li rappresentasse;
- che ho utilizzato lo stesso errore grammaticale della prima frase, scritto alla lavagna, per attirare l'attenzione di una delle 3 classi, quella più "frizzante", quando durante un esercizio di brainstorming dovevo farli "tornare" su di me.

È stato davvero emozionante e mi spiace parlarne solo oggi. Ad ogni modo sono rimasto entusiasta di tutti quei ragazzi che hanno eseguito in modo appassionato e introspettivo il laboratorio e che, insieme alle maestre, volevamo portare nella loro esperienza di classe e nella loro vita.
Sono certo che più di uno di loro, passando alle medie, oggi abbia uno strumento in più, un ricordo in più e, forse, anche più consapevolezza nel conoscersi e riconoscere l'identità di un gruppo di appartenenza.

Il percorso di ricerca della propria identità sembra la cosa più spontanea che possa esistere. Meno scontato quando si cerca l'identità di un collettivo, ma in entrambi i casi sono quesiti ai quali difficilmente riusciamo a dare risposta.

Abituato a fare questo lavoro con imprenditori e aziende (professionisti e responsabili vari) è stato "tenerissimo", passami il termine, vedere come insicurezze, paure, dicotomie e paradossi, che si riscontrano in team costituiti da adulti fatti e finiti – almeno in apparenza – poi abbiano la stessa maturità introspettiva e una impreparata capacità di distinguere e riconoscere valori propri e fondamentali al pari e anche peggio di bambini.

La società si riempie la bocca di belle parole, siamo tutti social col cellulare ma nella vita non ci guardiamo negli occhi. Inclusivi e attenti alla diversità, tra una battuta sessista e l'altra. Ci mostriamo, a noi e agli altri, solo con filtri e impalcature tanto che quando ci guardiamo dentro non ci riconosciamo neppure.

Lo so, è un post poco "linkedin" e la morale poteva essere "ecco come strategia e design, il lavoro che faccio per le aziende, possa prendere forma se applicato in una scuola elementare" ma preferisco dedicare spazio a questo augurio che faccio a tutti quelli che mi leggeranno, anche a chi è andato nei commenti solo per vedere se mi avevano già corretto l'errore (scusate la trappola) e prendano coraggio per indagare la propria identità.

Investire tempo per capire chi siamo e cosa rappresentiamo – come persone, gruppi o aziende – è un *processo che porta sempre a grandi risultati*. Identificare i nostri valori, definire la nostra identità e farlo con autenticità, può fare la differenza nel modo in cui ci relazioniamo con il mondo, che sia in una classe di bambini o in una sala riunioni.

In primis per il proprio bene, poi chissà, magari ne gioverà anche la propria azienda o il proprio personal brand.

24/11/2023

SPETTACOLO

Non mi era ancora capitato di fare così tanta fatica a creare un breve riassunto dell'ultimo appuntamento del 4 chiacchiere con un Pro.

Sono arrivato a 20 minuti, poi 15, poi ho capito che non era possibile senza escludere tutte le cose pazzesche che abbiamo trattato.

Si è parlato di hashtag , dei suoi problemi e della sua rivincita come paladina e modello iconico. Del film che ha fatto la storia del marketing e che sarà solo il primo di una lunghissima serie con altrettanti grandi brand della famiglia Mattel, Inc.

Abbiamo visto l'ultimo meraviglioso spot di hashtag , parlato dell'importanza del gioco, dei modelli e del coraggio.

Abbiamo parlato di diversità e inclusione, del ruolo del brand verso la comunicazione verso i genitori e dell'importanza del gioco come strumento educativo... insomma...

Il tema cardine sta volta era il Brand Purpose e parlandone con un colosso mondiale era facile mantenere la conversazione su livelli irraggiungibili per imprenditori e professionisti ben più piccoli, ma sono orgoglioso di aver portato la conversazione affinché chiunque, anche piccolo e micro imprenditore, potessero ricavarne spunto e ispirazione.

Grazie ad Andrea Vitali e grazie a Mattel per l'ultimo bellissimo episodio del format 4 Chiacchiere con un Pro di Up.00 e l'esempio pratico di successo che hanno condiviso con noi.

Ma quanto se n'è parlato? Ognuno ci ha scritto un post dando teorie, letture e analisi strategiche... sicuro ci hai fatt...
21/11/2023

Ma quanto se n'è parlato? Ognuno ci ha scritto un post dando teorie, letture e analisi strategiche... sicuro ci hai fatto un post pure tu!!!😀

Ma quanto sarebbe bello poter parlare direttamente col brand e sapere se ci hai preso?

Questo mercoledì sarà possibile!

Ospite del "4 chiacchiere con un Pro" – progetto di divulgazione targato Up.00 – brand with passion – parleremo con una altissima carica del brand marketing di (info nei commenti) in collegamento dalla sede centrale in California, Los Angeles, e scoprire cosa li ha spinti a un'operazione geniale e mediaticamente imponente come questa... e cosa hanno in mente per il futuro!

Partiremo sicuramente dal film , inevitabile, dai numeri e dalle motivazioni che li ha spinti a realizzarlo, ma ancora più interessante sarà anticipare i tempi e scoprire perché stanno lavorando a realizzare un altro film per un altro epico brand del gruppo...

La parola chiave è Brand Purpose e approfondendo il significato generale del termine e soprattutto il significato che ha e si applica al brand/prodotto in questione, cercheremo come al solito di prendere ispirazione per applicare la stessa morale e ambizione alle nostre, seppur molto più piccole, aziende.

Osserviamo i grandi brand per far crescere i piccoli!

Link nei commenti:

M0RIR3... di Personal BrandingOgni anno, il 5 agosto, amo celebrare questa brillante attrice diventata stella, icona e m...
05/08/2023

M0RIR3... di Personal Branding

Ogni anno, il 5 agosto, amo celebrare questa brillante attrice diventata stella, icona e martire del proprio successo con un articolo a cui sono affezionato e che le ho dedicato.

Bella e dannata, ogni anniversario dalla sua scomparsa ci dimostra che esiste l'immortalità.

Link all'articolo nei commenti ⬇

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Lo sai che fino al 2006 i colori ufficiali non erano questi? 😱😱😱Mi spiego meglio.Lo diamo per scontato, i colori della b...
02/06/2023

Lo sai che fino al 2006 i colori ufficiali non erano questi? 😱😱😱

Mi spiego meglio.

Lo diamo per scontato, i colori della bandiera italiana sono VERDE, BIANCO e ROSSO... ma le tonalità e le nuance di ogni colore sono potenzialmente infinite.

Verde... si ma verde marcio, verde pi***lo, verde brillante, verde smeraldo...?
Bianco... panna, bianco candido, bianco ghiaccio...?
Rosso... mattone, sangue, porpora, magenta, rosso vivo...?

Quindi di che colore è precisamente la bandiera italiana 🇮🇹 ?

Oggi i colori sono definiti e pubblicati sul sito del Governo Italiano ma fino al 2002 non era mai stato definito ufficialmente e con precisione il codice colore della nazione.

Tutto è nato nel Palazzo Justus Lipsius, la sede del Consiglio dell'Unione europea, del Consiglio europeo e del loro Segretariato. Un europarlamentare italiano notò che i colori della bandiera italiana erano difficilmente riconoscibili, con il rosso che presentava una sfumatura tendente all'arancione (🤔 ???).

A seguito della segnalazione di questo eurodeputato, il governo decise di definire in modo specifico i colori della bandiera nazionale italiana andando a identificare nel 2003 dei codice colore.

Successivamente vennero modificati e dal 2006 a oggi i colori ufficiali sono quelli che leggi nell'immagine.

Lo sapevi? 😁

23/05/2023
17/05/2023

Imbarazzo 😅.

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di portare il punto di vista del branding, con tutte le sue potenzialità e opportunità, al mondo vitivinicolo durante la seconda edizione dell'evento EWMC - Enonautolus Wine Metaverse Conference.

Questo evento pionieristico, creato e organizzato da Augusto Faglia di Vanilla Innovations, Inc. (la voce che sentite nel video), è colmo di aziende e professionisti attenti all'innovazione e al far crescere un settore storicamente antichissimo ma sempre affascinante e attuale ma che, suo malgrado, è incastrato in regole e strutture comunicative che, se prima sono state una fortuna, oggi ne tarpano le ali.

Augusto probabilmente è di parte ma credo mi abbia fatto alcuni dei complimenti pubblici più belli della mia carriera ❤️

(Se siete curiosi di riascoltare il mio intervento metto il link nei commenti al post)

Quante volte confondiamo la bellezza estetica con la funzionalità?Ciò che è bello sembra anche giusto, è un pregiudizio ...
08/02/2023

Quante volte confondiamo la bellezza estetica con la funzionalità?

Ciò che è bello sembra anche giusto, è un pregiudizio abbastanza inflazionato, però nella per il successo di un non si può essere così superficiali. Men che meno per il successo di un e di un' .

Quando la concorrenza è spietata come al giorno d'oggi è necessario distinguersi sicuramente anche dal punto di vista estetico ma soprattutto da un punto di vista strategico e, aggiungo, da un punto di vista di .

La bravura di uno stratega, che sia un consulente o un designer, che sia in ambito marketing o branding, è quello di concentrarsi soprattutto sull'ottenere un risultato desiderato.

L'aspetto accattivante e "che piace" deve seguire rigidi approcci e metodologie strategiche per non ridursi a essere un mero esercizio di vanità ma ambire a rendere iconico e vincente il prodotto/brand trattato.

E su questo tema chi di meglio per parlarne se non con Michele Bondani, portavoce del packaging positioning in Italia?

Vi aspettiamo in diretta per parlarne e rispondere alle vostre domande:
https://buff.ly/3DTHenE

"RedBull ti tarpa le aaaaliiii" 🎵A quanto pare il gigante degli energy drink trova il   della cantina Muggittu Boeli – d...
08/02/2023

"RedBull ti tarpa le aaaaliiii" 🎵

A quanto pare il gigante degli energy drink trova il della cantina Muggittu Boeli – di proprietà di un giovane produttore vinicolo sardo – troppo simile al proprio e gli intima di non usare più il logo attuale oltre a chiedere il ritiro delle bottiglie con l'etichetta raffigurante questa coppia di tori indigesta al celebre brand.

Al di là della notizia e del fatto che si possa essere d'accordo o meno nel vederne una somiglianza tale da temerne dei danni, confusione nel consumatore e via dicendo (in realtà sono curioso di sapere cosa ne pensi, per te sono davvero così simili ed è una richiesta lecita o è più "bullismo"?) però coglierei l'attimo per "ripassare" insieme l'importanza di uno studio approfondito per la realizzazione di un da parte di professionisti di brand design, e l'affiancamento congiunto con professionisti in proprietà intellettuale, protezione e registrazione di marchi.

Chiedo l'intervento a tal proposito di Claudio Scaramella, con il quale abbiamo fatto una puntata streaming proprio su questi temi: https://buff.ly/3DRbkbx

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