Antonio Giannella - Digital Marketing Manager

Antonio Giannella - Digital Marketing Manager Da oltre 15 anni mi occupo di Digital Marketing per il Settore Retail. Oggi sviluppo strategie di ecommerce per il Mercato Europeo.

Seguo prevalentemente progetti dedicati all'export per il Made in Italy.

20/08/2026

Per un professionista il sito non è un canale di vendita. È il posto dove vieni verificato.

Quasi nessuno sceglie un professionista partendo da una ricerca su internet. Arriva prima un nome: un conoscente, un collega, un consiglio. E la prima cosa che la persona fa, prima ancora di chiamare, è cercare quel nome.

Quello che trova in quei trenta secondi decide se la telefonata parte oppure no.

Se non trova niente, il nome perde forza. Se trova una pagina ferma da sei anni, con i contatti sbagliati, è peggio che non avere nulla: comunica disattenzione, che nel tuo lavoro è la cosa peggiore da comunicare.

Non serve un sito grande. Serve un sito vero: chi sei, di cosa ti occupi davvero e di cosa no, dove ricevi, come si prende un appuntamento. E qualche contenuto che faccia capire come ragioni, perché è quello che le persone stanno cercando di intuire.

Il passaparola porta il tuo nome. Il web decide se quel nome regge la verifica.

19/08/2026

Le due scuse che costano un mercato!

"Troppo complicato." "Non ho tempo." Sono le due obiezioni che sento più spesso quando parlo di Amazon Business con chi già vende in B2C.

La verità è diversa: attivare Amazon Business richiede pochi passaggi — account professionale, attivazione in Seller Central, prezzi e sconti dedicati alle aziende, fatturazione automatica.

Non è questo il punto complicato.

Il punto complicato è farlo senza un metodo: capire come impostare i prezzi B2B, come scrivere contenuti per un buyer aziendale, come usare l'advertising per farsi trovare da chi acquista per conto di un'azienda. Senza una guida, si perde tempo — non per l'attivazione, ma per i tentativi.

Nel libro "Amazon Business – Espandere le Vendite B2B e Conquistare il Mercato Mondiale" trovi il processo già impostato, passo per passo: quello che normalmente si impara a tentativi, qui è già strutturato.

Se hai già validato il tuo prodotto sul B2C, il passo successivo è qui. Cerca "Amazon Business – Espandere le Vendite B2B e Conquistare il Mercato Mondiale" su Amazon, e porta la tua azienda dove sono già i tuoi clienti business.

A presto, e buone vendite B2B.
Scopri di più: https://amzn.eu/d/3CAvG1W

19/08/2026

Nella nautica si vende a persone che sanno benissimo cosa vogliono. È una cosa che cambia tutto.

Cantieri, refit, accessoristica, servizi di porto, charter: il pubblico è competente, spesso più competente di chi comunica. Con un pubblico così la pubblicità generica non funziona, e le frasi vaghe si notano subito.

Quello che conta è altro: competenza dimostrata, referenze, chiarezza su cosa fai davvero e su che tipo di imbarcazioni.

C'è poi una caratteristica che molti sottovalutano: è un mercato internazionale per natura. Chi compra, chi noleggia e chi porta una barca in cantiere arriva spessissimo da un altro paese. Un sito solo in italiano taglia fuori una parte importante della domanda, e la taglia fuori in silenzio.

E c'è la stagionalità, che qui è brutale: esiste un momento dell'anno in cui si decide e si firma, e un momento in cui si guarda soltanto. Chi si presenta nel secondo ha già perso il primo.

Nella nautica non convinci nessuno con una campagna. Ti fai trovare pronto nel momento esatto in cui decidono.

18/08/2026

Nel food il problema non è farsi desiderare. È farsi trovare la seconda volta.

Il cibo è il settore che comunica meglio di tutti. Foto bellissime, storie di famiglia, territorio, stagioni. L'attenzione la ottiene con facilità.

Poi guardi i dati e scopri che la maggior parte delle persone che si sono emozionate non tornerà mai.
Hanno comprato una volta, o nemmeno quella.

Il salto quindi non è creativo, è strutturale. Serve trasformare l'attenzione in un contatto che ti appartiene, e la prima vendita in una seconda. Perché nel food il conto torna sul cliente che ricompra, non su quello che scopre.

E poi ci sono i vincoli veri del settore, quelli che decidono se un progetto regge: la stagionalità, le scadenze, la logistica del fresco, le regole sull'etichetta, il costo della spedizione che si mangia il margine su un ordine piccolo.

Sono questi a determinare se un e-commerce alimentare sta in piedi. Molto più della grafica.

Nel food l'emozione apre la porta. È l'organizzazione che tiene aperta la relazione.

17/08/2026

L'intelligenza artificiale ha reso facile fare le cose. Non ha reso facile decidere quali fare.

Oggi con qualche strumento produci testi, immagini, analisi, campagne, in pochi minuti. È un cambiamento reale e lo uso anche io, tutti i giorni. Non ho nessuna polemica da fare: è un'opportunità enorme.

Ma va detta una cosa scomoda. Usare bene questi strumenti richiede tempo. Tempo per capirli, per verificare quello che producono, per correggerli, e soprattutto per restare aggiornati mentre cambiano ogni mese.

E il tempo è l'unica risorsa che un imprenditore non può aumentare.

Se fai digital marketing, allora fai digital marketing: è un lavoro a tempo pieno, e non è un modo di dire.
Se fai un altro mestiere — se produci, se progetti, se assisti dei clienti — il tuo mestiere è quello. E ogni ora spesa a inseguire uno strumento nuovo è un'ora tolta alla cosa che sai fare meglio di chiunque altro.

Quindi la scelta non è tra farlo bene e farlo male.

La scelta è tra farlo tu e fare la tua azienda. È una decisione legittima in entrambi i sensi, ma va presa consapevolmente, non per inerzia.

17/08/2026

Nella moda competi con marchi che hanno budget dieci volte il tuo. Sul loro terreno perdi sempre.

Il terreno dei grandi è la notorietà: campagne enormi, presenza ovunque, volumi. Su quello un marchio italiano di nicchia non può vincere, ed è inutile provarci.

Ma c'è un terreno in cui i grandi sono deboli, ed è la specificità.

Le ricerche precise — un materiale particolare, una vestibilità, una lavorazione, una taglia difficile, un'occasione d'uso molto definita — sono quelle in cui il generalista risponde male. E sono esattamente quelle in cui tu puoi rispondere meglio di chiunque, perché quel prodotto lo conosci davvero.

Il secondo tema della moda è il tempo. La stagionalità impone una disciplina che pochi rispettano: si comunica sempre con mesi di anticipo. Chi comincia a parlare della collezione quando è già nei negozi non è in ritardo di poco. È in ritardo di una stagione.

Nella moda non devi essere il più grande. Devi essere il più preciso, e con qualche mese di anticipo su tutti.

16/08/2026

Dieci anni fa Google Ads si governava con le mani. Oggi si governa con quello che gli insegni.

Prima si sceglievano le parole chiave una per una, si decideva quanto offrire, si guardava l'effetto. Era lento, ma era trasparente: vedevi ogni leva che stavi girando.

Oggi una parte importante delle decisioni la prende il sistema. Quali ricerche intercettare, quanto pagare, a chi mostrarsi, in che momento. E le prende sulla base di quello che gli hai insegnato: le conversioni che tracci, i valori che gli assegni, quello che gli hai comunicato che per te è un risultato.

Qui sta la criticità vera, ed è la cosa che vedo più spesso. L'automazione non sbaglia poco: sbaglia veloce.
Se le insegni che una conversione è la compilazione di un modulo qualsiasi, ti porterà moduli qualsiasi.
Con grande precisione, e in quantità.

Il mestiere si è spostato. Ci sono meno leve da girare e molta più responsabilità su una domanda a monte.

Prima di aprire una campagna la domanda giusta è una sola: cosa considero davvero un cliente?

Se non è chiara quella, il resto è solo velocità nella direzione sbagliata.

15/08/2026

Aprire un e-commerce oggi richiede pochi minuti. Farlo vendere davvero è un'altra storia.
Il web è pieno di negozi online perfetti nella grafica, curati nei dettagli, e praticamente senza vendite.
Perché il problema, quasi mai, è la piattaforma. È tutto quello che c'è intorno.
Un e-commerce che vende non è solo un catalogo online. È un sistema: le persone giuste che arrivano, un percorso chiaro che le accompagna all'acquisto, e un motivo per scegliere te invece di Amazon o di un concorrente.
Mi chiamo Antonio Giannella, e seguo progetti e-commerce con un'attenzione che parte sempre dalla stessa domanda: chi ti cerca, riesce a trovarti?
Perché puoi avere il prodotto migliore, ma se ti trovano solo quando cercano già il tuo nome, stai vivendo di rendita. E la rendita, prima o poi, finisce.
Io lavoro perché il tuo negozio sia trovato da chi cerca quello che vendi, anche se ancora non ti conosce. Con la SEO, con le campagne, con una struttura pensata per convertire.
Vendere online non è questione di fortuna. È questione di metodo.
Se vuoi che il tuo e-commerce venda davvero, e non solo esista, prenota una call gratuita.

15/08/2026

L'errore più comune su Amazon è pensarlo come un negozio in più.

Amazon è, prima di tutto, un motore di ricerca di prodotti. Le persone non entrano per vedere il tuo marchio: entrano per cercare una cosa. E la piattaforma decide cosa mostrare loro in base a pertinenza e prestazioni della scheda.

Da questo derivano due conseguenze che finiscono dritte nei conti.

La prima: la pubblicità non è un'opzione di crescita, è diventata il costo di stare lì. Chi non la fa, in molte categorie, semplicemente non compare.

La seconda: competi anche con chi vende il tuo stesso identico prodotto. A volte con i tuoi rivenditori. A volte, se il canale non è governato, con te stesso.

Per questo la prima domanda che faccio non è come si apre l'account. È se il tuo prodotto, con i tuoi margini, i tuoi volumi e la tua struttura, abbia senso su Amazon.

A volte la risposta è no. E dirlo prima vale molto più di qualunque ottimizzazione fatta dopo.

Su Amazon si guadagna con i numeri decisi prima di entrare, non con quelli sistemati dopo.

Industria B2B: il prodotto migliore non vince da soloIn questo video esploriamo le dinamiche del marketing B2B nell'indu...
13/08/2026

Industria B2B: il prodotto migliore non vince da solo

In questo video esploriamo le dinamiche del marketing B2B nell'industria. Spesso il prodotto migliore non basta: ciò che conta è come il progettista lo presenta. Nel contesto B2B, gli acquirenti non cercano un marchio, ma misure e specifiche precise. Si tratta di risolvere problemi reali, mentre le aziende tendono a comunicare con un linguaggio tecnico interno, spesso non allineato con le esigenze dei clienti. Colmare questa distanza richiede dialogo e comprensione del linguaggio del cliente. Inoltre, il ciclo di acquisto B2B è lungo, e chi valuta i risultati digitali in tempi brevi potrebbe non vedere il quadro completo. Essere trovabili dalle poche persone giuste nel momento giusto è la chiave del successo. Scopri di più guardando il video completo.

In questo video esploriamo le dinamiche del marketing B2B nell'indu...

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