20/10/2026
VERITÀ DIETRO AI MITI
Il pubblico ama i miti rassicuranti e questo influenza la narrazione che viene tramandata, a volte disinteressandosi della verità.
Gutenberg, ad esempio, è passato alla storia come il genio che inventa la stampa a caratteri mobili, democratizzando la cultura e cambiando il mondo per sempre.
È una bellissima favola di successo, peccato che sia appunto una favola e la realtà storica sia molto meno poetica.
Molti ormai sanno che la stampa a caratteri mobili non è stata inventata da Gutenberg, l’idea era già nata in Cina intorno all'anno mille, usando l'argilla e che il primo libro stampato con caratteri mobili in metallo è del 1377 in Corea.
Gutenberg non inventò il concetto, perfezionò una lega metallica, l'inchiostro a olio e l'adattamento del torchio da vino, un'innovazione di processo insomma, importante, ma non un'invenzione dal nulla.
La democratizzazione dei costi è l'altra leggenda che viene tramandata, ma la Bibbia di Gutenberg non era affatto un prodotto "democratico", perché quando venne realizzata, nel 1455, il suo costo era di circa 30 fiorini d'oro.
Vale a dire circa 80-90 mila euro odierni, non propriamente il costo di un tascabile Bompiani, di un Oscar Mondadori o di un BUR della Rizzoli.
Certo, era un'alternativa economica ai manoscritti amanuensi, ma restava comunque destinata solo a ricche istituzioni ecclesiastiche o nobili famiglie, non era un prodotto per il ceto medio.
L'ultimo e più oscuro mito è il successo imprenditoriale di Gutenberg, che in verità era un disastro con la gestione finanziaria.
Per portare avanti il progetto si indebitò fino al collo con un finanziatore, che proprio nel 1455, a lavori quasi ultimati, lo portò in tribunale.
Il clamoroso "successo" di Gutenberg fu di perdere tutti i capitali, l'officina, i macchinari e gran parte delle Bibbie già stampate.
A prendersi i profitti furono appunto il suo finanziatore e un suo ex assistente (vatti a fidare degli amici).
Gutenberg morì pochi anni dopo fallito e dimenticato, ma è un finale poco motivazionale e la narrazione ufficiale preferisce glissare su questa parte, perché è poco funzionale al racconto.
foto: wikimedia commons