SINTESI immagine & comunicazione

SINTESI immagine & comunicazione SINTESI è una struttura professionale specializzata in consulenza e servizi di comunicazione integrata per aziende, enti, istituzioni e persone.

SINTESI sviluppa progetti e programmi finalizzati a migliorare l’immagine, creare consenso, favorire il raggiungimento degli obiettivi ed è in grado di agire sia a livello nazionale sia in ambito locale. Coordinata da Fiammetta Leoni, SINTESI riunisce professionisti specializzati in diversi ambiti della comunicazione d’impresa. La partnership con altre strutture qualificate permette di completare la propria offerta di servizi e attività, garantendo la massima specificità delle varie competenze ed il vantaggio di un unico interlocutore.

𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗽𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗼𝗱𝗮: 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲.Possiamo decidere cosa dire di noi, dov...
07/09/2026

𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗽𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗼𝗱𝗮: 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲.

Possiamo decidere cosa dire di noi, dove essere presenti, quanto investire, cosa mettere in evidenza. Possiamo governare i segnali che mandiamo al mercato.
Non possiamo decidere quale reputazione il mercato ci riconoscerà.

Nelle aziende si misura quasi sempre quanto siamo visibili: reach, presenza, quanto si parla di noi... Sono numeri comodi.
Ma dicono 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘰𝘤𝘤𝘶𝘱𝘪𝘢𝘮𝘰, 𝘯𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘤𝘪 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢.
La reputazione si forma nell'insieme di questi segnali e, soprattutto, nel modo in cui vengono interpretati: da quello che dimostriamo di saper fare, dall'esperienza di chi ci sceglie, da ciò che soggetti indipendenti (media, professionisti, stakeholder,...) decidono di riconoscerci.
Paid, owned, earned, passaparola: contribuiscono tutti.
𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼, 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼, 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼.
Un'azienda può comprare attenzione. Può costruire notorietà. Può persino trasformarla, nel tempo, in autorevolezza.
Ma la reputazione si compie solo dall'altra parte.
Quando un giornalista ci considera una fonte. Quando un cliente ci raccomanda senza che glielo chiediamo. Quando il mercato associa il nostro nome a una competenza precisa — senza bisogno che glielo ricordiamo noi.
𝗔 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗶 𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗮𝗱 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗹𝗼.
La domanda che vale la pena porsi, allora, non è soltanto quanto siamo visibili.
Ma: 𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼?

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𝗖'𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗼𝗱𝗮.𝙄𝙡 𝙢𝙚𝙧𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙞 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙚 𝙙𝙖𝙫𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚...
20/07/2026

𝗖'𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗼𝗱𝗮.
𝙄𝙡 𝙢𝙚𝙧𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙞 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙚 𝙙𝙖𝙫𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙩𝙞, 𝙤𝙥𝙥𝙪𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖 𝙖 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖𝙧𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙝𝙞 𝙚𝙧𝙖𝙫𝙖𝙢𝙤?

Da qualche tempo osservo un fenomeno ricorrente nel mio lavoro con gli studi professionali. Quando due studi si aggregano, qual è il momento in cui l'operazione può dirsi davvero conclusa? Negli ultimi anni il mercato delle professioni sta vivendo una trasformazione profonda. Le aggregazioni non sono più operazioni straordinarie. Sono diventate una leva strategica per crescere, ampliare le competenze, attrarre talenti. Quando un'operazione viene annunciata, l'attenzione si concentra quasi sempre sugli aspetti più visibili: la governance, i nuovi soci, le practice, le dimensioni raggiunte. È naturale — sono gli elementi che danno concretezza all'operazione. Ma c'è un'altra integrazione, meno visibile, che inizia proprio quando tutte le altre sembrano concluse. Quella dell'identità. Uno studio nuovo non nasce dalla somma di due storie. Nasce quando clienti, mercato e media iniziano a percepirlo come un'unica realtà — non come due studi che condividono un nome. E questo non succede per decreto. Succede quando smette di esistere "la mia storia" e "la tua storia", e comincia a esisterne una sola, raccontata allo stesso modo da chiunque, dentro lo studio, la racconti. È un passaggio che quasi nessuno comunica, perché non è fotogenico quanto l'annuncio dell'operazione. Eppure è quello che decide se, tra due anni, il mercato riconoscerà quello studio come un interlocutore nuovo — o continuerà a vederlo come due realtà che, per comodità, hanno preso lo stesso nome.

𝗖𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮. 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝗽𝗶𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 "𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶" 𝗲̀ 𝘂𝗻'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮.





𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮, 𝗻𝗼𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.Negli anni mi sono accorta che molte aziende partono dalla...
14/07/2026

𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮, 𝗻𝗼𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

Negli anni mi sono accorta che molte aziende partono dalla stessa convinzione: la comunicazione debba iniziare dalla notizia.
Un nuovo prodotto. Un'acquisizione. Un investimento. Un brevetto.
È comprensibile. Se un'azienda ha investito tempo, risorse e competenze per arrivare a quel risultato, è naturale che lo consideri il centro della storia.
Eppure, nella mia esperienza, è proprio lì che il lavoro cambia prospettiva.
Perché una notizia aziendale smette di essere un semplice annuncio quando riesce a raccontare qualcosa che va oltre l'azienda stessa.
Pensiamo a un'impresa che sviluppa una tecnologia proprietaria. La tentazione è descriverne le caratteristiche, spiegare come funziona, metterne in evidenza l'innovazione. Ma, quasi sempre, la domanda che rende quella storia interessante è un'altra: che cosa cambia, per il mercato, il fatto che quella tecnologia esista?
Lo stesso vale per un'acquisizione. Presa da sola interessa soprattutto a chi l'ha realizzata. Ma se è la terza operazione in pochi mesi, e altre aziende dello stesso settore stanno facendo scelte simili, allora la notizia non è più l'operazione. È il cambiamento del mercato che quell'operazione rende visibile.
È questo il passaggio che, negli anni, ho imparato a cercare ogni volta che inizio un nuovo progetto.
𝗡𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼. 𝗠𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗹𝗲𝘃𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮.

𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼.
Prima viene il lavoro più difficile: riconoscere un cambiamento quando è ancora soltanto un segnale.

𝗟'𝗔𝗜 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲.𝗘 𝗻𝗲𝗺𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗽𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲.Negli ultimi mesi ho letto un sacco di contenuti scritti ...
07/07/2026

𝗟'𝗔𝗜 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲.
𝗘 𝗻𝗲𝗺𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗽𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲.

Negli ultimi mesi ho letto un sacco di contenuti scritti benissimo, e mi sono chiesta più di una volta chi li avesse scritti davvero. Poi mi sono fatta una domanda più utile: conta qualcosa? Fino a un certo punto.
Seguo da quasi dieci anni la comunicazione di un cliente storico nel mondo dell'advisory per studi professionali, e quello che ha costruito la sua credibilità nella stampa economica non è mai stato un comunicato scritto bene. È stata 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮, 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝘂𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 su temi tecnici che altri preferivano evitare: interpretazioni normative delicate, dinamiche di aggregazione tra professionisti di cui pochi parlavano apertamente...
Non erano i dati in sé a fare la differenza. Era la decisione di 𝗲𝘀𝗽𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝘂 𝘂𝗻'𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, sapendo che qualcuno avrebbe potuto contestarla.

Un'AI può scrivere un articolo tecnicamente ineccepibile su qualsiasi tema regolatorio. Non decide se vale la pena rischiare di scontentare qualcuno pubblicandolo, e non si assume la responsabilità di un'interpretazione quando le cose non sono ancora chiare a nessuno. Quella parte — la decisione di prendere posizione prima che sia comodo farlo — resta umana, e nel mio lavoro è quasi sempre quello che ha spostato la fiducia di un giornalista o di un cliente, non la qualità della prosa.
Per questo penso che nei prossimi anni la differenza non sarà tra chi userà l'AI e chi no.
𝗟'𝗔𝗜 𝗽𝘂𝗼̀ 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲.
𝗣𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮.

"𝗩𝗼𝗿𝗿𝗲𝗺𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝘂 𝗟𝗶𝗻𝗸𝗲𝗱𝗶𝗻."Me lo sento dire sempre più spesso, ultimamente...
30/06/2026

"𝗩𝗼𝗿𝗿𝗲𝗺𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝘂 𝗟𝗶𝗻𝗸𝗲𝗱𝗶𝗻."

Me lo sento dire sempre più spesso, ultimamente.

Qualche settimana fa, in riunione con un cliente, è uscita questa esigenza: costruire un programma di 𝗲𝗺𝗽𝗹𝗼𝘆𝗲𝗲 𝗮𝗱𝘃𝗼𝗰𝗮𝗰𝘆 per dare più visibilità all'azienda.

Io però ho fatto una domanda diversa: "Le vostre persone hanno davvero qualcosa che vogliono raccontare?"

Silenzio. Qualche secondo buono.

Perché secondo me il problema non è convincere le persone a pubblicare. È creare un contesto che le spinga a farlo spontaneamente.

Nessuno ha intenzione di fare l'ufficio stampa della propria azienda, gratis e nel tempo libero.

Le persone parlano in modo naturale del posto in cui lavorano quando ne capiscono la direzione, ne condividono i valori, si sentono parte di qualcosa di riconoscibile.

Per questo i programmi di employee advocacy che funzionano davvero non partono da un calendario editoriale. Partono dalla cultura aziendale. La comunicazione arriva dopo ed è credibile proprio perché non sembra costruita a tavolino.

C'è una domanda che farei a ogni azienda: se da domani sparissero tutte le linee guida, quante persone continuerebbero comunque a parlare con orgoglio del proprio lavoro?

Probabilmente è lì che comincia la vera employee advocacy.

𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗯𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮. 𝗕𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶.Negli ultimi mesi ci è capitato spesso di fare la stessa riflession...
22/06/2026

𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗯𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮. 𝗕𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶.

Negli ultimi mesi ci è capitato spesso di fare la stessa riflessione lavorando con aziende molto diverse tra loro.

Ci sono imprese eccellenti che il mercato continua a percepire come "una delle tante". E quasi mai il problema è il prodotto.

Spesso hanno competenze solide, clienti fidelizzati, persone preparate e investono molto in sviluppo, commerciale ed eventi. Quello che manca è rendere riconoscibile tutto questo valore.

Noi di SINTESI ci occupiamo anche di questo: aiutare aziende e professionisti a mettere a fuoco ciò che li rende davvero distintivi e a raccontarlo con coerenza.

Perché la reputazione è proprio ciò che aiuta clienti, partner, media e talenti a capire, con maggiore facilità, perché scegliere proprio te.

Forse la domanda giusta allora è: «𝗦𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮, 𝘀𝗮𝗽𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘀𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶?»

11/12/2025

Siamo anche noi orgogliosi di affiancare da molti anni una realtà di valore come Framesi Official

Una nuova e stimolante occasione di collaborazione con ISAAC antisismica !
23/09/2025

Una nuova e stimolante occasione di collaborazione con ISAAC antisismica !

Una bellissima esperienza anche per noi che abbiamo collaborato a realizzare questo .... colorato .... contest! Grazie a...
31/07/2025

Una bellissima esperienza anche per noi che abbiamo collaborato a realizzare questo .... colorato .... contest!
Grazie a tutto il team Framesi Official !

: WE HAVE A WINNER! 💖✨

Il contest si è ufficialmente concluso, e una giuria d’eccezione — composta dal nostro Presidente Fabio Franchina, dal nostro Global Technical Director Armando Petracci, dalla Direttrice Artistica del team Italian Style Framesi Sabrina Arvizzigno, dalle beauty editor Alessandra Paudice (Vanity Fair Italia) e Paola Vacchini (Diva e Donna) — si è riunita per decretare lo scatto con la Hair Color Transformation che ha saputo interpretare al meglio l’essenza di Framcolor Glamour: lucentezza, colore pieno e bellezza sostenibile.

🎉 Complimenti a Sofia Davanzo di Erica e Sofia parrucchieri, che grazie a un lavoro altamente professionale si è aggiudicata la partecipazione al Framesi International Congress di Madrid 2025.

🙏​ Un ringraziamento speciale a tutti i saloni e a tutte le clienti che hanno partecipato con passione e creatività. E congratulazioni anche alle 10 fortunate vincitrici della luxury bag firmata Roberto Cavalli!

✨ Il GLAMOUR non finisce qui… Continuate a ispirare, creare, brillare.

Con MPO sui canali tematici più importanti per il mondo dei professionisti !
23/01/2025

Con MPO sui canali tematici più importanti per il mondo dei professionisti !

Si è conclusa la diretta dedicata alla neutralità fiscale e agli scenari futuri per le aggregazioni aziendali. Al centro dell’analisi, l’impatto delle normative fiscali sulle strategie di crescita e consolidamento, con un focus sulle opportunità e sui principali trend del settore.

Rivedi questa ed altre dirette: https://www.canaleeuropa.tv/odcec-tv

Indirizzo

Milan
20132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00

Telefono

+390256804257

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