20/07/2026
RESTYLING FEDEX
Pochi ne parlano, ma a metà anni ’90, il colosso delle spedizioni, Federal Express, stava perdendo pezzi, complice un’identità visiva confusa e da una concorrenza spietata.
Decise così di affidarsi all'agenzia Landor Associates per un rebranding totale e il primo passo fu coraggioso: accorciare lo storico nome assecondando il modo in cui già tutti lo chiamavano: FedEx.
Sembra che il designer del progetto, Lindon Leader, passò mesi a testare oltre 200 combinazioni di caratteri tipografici.
Cercava un design asciutto, ma al tempo stesso evocativo, la folgorazione arrivò mescolando due font (Univers e Futura bold).
Guardando lo spazio vuoto, spazio negativo, tra la E maiuscola e la x minuscola, Leader notò qualcosa.
Modificando impercettibilmente l'inclinazione e la distanza delle lettere, quel vuoto prese una forma geometrica definita: una freccia bianca che puntava in avanti.
La cosa meravigliosa è che questo dettaglio viene citato ormai in ogni corso di grafica o di design nelle Università di tutto il mondo, ma per decenni nessuno la ha notato, era invisibile ma c'era e comunicava dinamismo senza farsene accorgere.
A prima vista quasi nessuno se ne accorge, ma una volta che l'hai vista, non puoi più fare a meno di notarla.
Comunica velocità, direzione, precisione e movimento a livello subconscio, senza bisogno di scriverlo.
Quando presentarono il logo ai vertici aziendali, tutti videro solo la scritta colorata, si dice che l'unico a notare la freccia fu proprio il fondatore Fred Smith, ma su questa versione ho dei dubbi.
Oggi quel logo è considerato un capolavoro del design moderno e ha controbuito notevolmente al rilancio del brand.
crediti immagini: marchi Federal Express