23/08/2026
Henry Morton Stanley finì di uccidere un uomo a colpi di chicotte. Un giovane portatore, di forse quindici anni, un Bembe di Mindouli, assunto a Matadi. Neanche il tempo di capire. La pelle morbida spaccata ovunque. L’erba alta schizzata di grida, lacrime e sangue rosa. I cani ci misero un po’ prima di mollare gli arti affusolati e inanimati. Il ragazzo aveva avuto più paura di loro che della morte, i cani gli facevano paura da sempre. Il corpo fu lasciato lì.
La carovana si rimise in cammino. Dall’inizio della spedizione – secondo le stime di Stanley – aveva percorso sul mistero africano circa cinquecentosessanta chilometri. Non è facile immaginare il livello di odio che poteva, nel 1883, motivare una tale avanzata di uomini al soldo del re belga Leopoldo lI nella giungla dell’Africa equatoriale. Un odio bianco, malato, tremante nel calore insopportabile, febbricitante, diarroico, magro come un ca****re ed esasperato all’estremo dagli insetti umidi e striduli. Un astio bianco assetato di paesi che odiava come la sua stessa vita, che odiava come si ama, osceno e fremente d’eccitazione".
🔻🔻🔻
di "Tenebra" di Paul Kawczak, traduzione dal francese di Tatiana Moroni
Buona domenica 💛