27/05/2026
Le svolte nelle aziende non sono tutte uguali. A volte arrivano come intuizioni o come opportunità da cogliere, altre volte invece come crisi o come decisioni dolorose da prendere in fretta, prima che le crisi vere e proprie si manifestino.
Anche la galassia industriale della famiglia Carabelli le ha vissute: dalla nascita del negli anni Venti all’acquisizione di focalizzata sui tessuti a maglia, dalla creazione di FADIS (specializzata nella costruzione di macchine per la lavorazione dei filati) nel 1960 ai cambiamenti tecnologici degli anni Duemila, la loro storia ormai centenaria si è snodata attraverso tanti mutamenti di rotta che ci vengono raccontati da Debora Carabelli, terza generazione – insieme al fratello Giuseppe e alle sorelle Raffaella ed Elena – della famiglia e Amministratrice Delegata di FADIS.
Dalle sue parole emerge una volta di più come nelle il confine tra vicende imprenditoriali e vicende personali sia sottilissimo: la lucidità decisionale non evita il coinvolgimento emozionale. Perché la loro esistenza non è mai separata da quella della comunità che le circonda.
E racconta anche una cosa importante: non tutte le svolte coincidono con una crisi. Perché alcune sono scelte strategiche o cambi di mentalità.
Come è accaduto in FADIS: l’azienda di Solbiate Arno non ha mai smesso di evolversi attraverso l’internazionalizzazione, l’automazione, il passaggio a smart factory, l’avvento della robotica, l’attenzione alla sostenibilità.
Perché gestire una svolta non significa soltanto resistere.
Significa capire dove sta andando il mondo — e decidere, e avere il coraggio, di muoversi in tempo.
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Carabelli. Quel nome, in cui mi ero imbattuta per caso, mi suscitava un’evanescente sensazione di familiarità.