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Qualche scatto dal laboratorio sull'umiltà intellettuale che abbiamo svolto questa mattina al "Convegno Nazionale di Com...
02/12/2025

Qualche scatto dal laboratorio sull'umiltà intellettuale che abbiamo svolto questa mattina al "Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza" organizzato da 💛

L'IA è entrata nell'educazione medica, fornendo strumenti avanzati per supportare sia gli studenti che gli educatori. Da...
24/04/2025

L'IA è entrata nell'educazione medica, fornendo strumenti avanzati per supportare sia gli studenti che gli educatori. Dai tutor intelligenti alle piattaforme di apprendimento personalizzate, questi sistemi stanno ridefinendo i metodi tradizionali per insegnare e imparare, suscitando reazioni su opportunità e rischi.
L'introduzione dell'IA nell'educazione medica offre opportunità straordinarie: riusciremo a sfruttarle appieno per migliorare le procedure di accesso alla professione e la preparazione degli operatori sanitari?

Il termine "parachute science" è emerso nei primi anni 2000 e ha guadagnato visibilità tra il 2016 e il 2021 grazie a ed...
23/04/2025

Il termine "parachute science" è emerso nei primi anni 2000 e ha guadagnato visibilità tra il 2016 e il 2021 grazie a editoriali e articoli critici apparsi su riviste accademiche come Nature, The Lancet e PLOS Biology. A partire dal 2020, anno della pandemia, il dibattito ha ricevuto ulteriore attenzione, poiché numerose ricerche globali in ambito sanitario sono state svolte senza un equo partenariato con i Paesi colpiti. Negli anni è diventato un concetto chiave per denunciare pratiche di ricerca ingiuste e promuovere paradigmi più equi fondati sulla co-produzione del sapere e sulla partecipazione attiva degli studiosi locali, tuttora spesso relegati a ruoli marginali.

Per approfondire:
Michelle A. North, Warwick W. Hastie, Lauren Hoyer,
Out of Africa: The underrepresentation of African authors in high-impact geoscience literature, Earth-Science Reviews, Volume 208, 2020, 103262, ISSN 0012-8252,
https://doi.org/10.1016/j.earscirev.2020.103262.

Odeny B, Bosurgi R (2022) Time to end parachute science. PLoS Med 19(9): e1004099. https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1004099

Rohan Deb Roy, Decolonise science – time to end another imperial era, The Conversation, April 5 2018

Bennett, M. (2019). "The Ethics of Engagement in Global Research: Parachute Science and its Alternatives." Journal of Global Ethics, 15(3), 277-297

Ci prepariamo a ripartire con tanti nuovi progetti 🤓
30/12/2024

Ci prepariamo a ripartire con tanti nuovi progetti 🤓

Un’ipotesi diffusa nelle comunità che si occupano di scienza e di comunicazione scientifica è che se la comunicazione pu...
01/12/2024

Un’ipotesi diffusa nelle comunità che si occupano di scienza e di comunicazione scientifica è che se la comunicazione pubblica della scienza è ben fatta allora le persone compiono scelte più coerenti con le prove scientifiche.

Questa presunta corrispondenza fra qualità della divulgazione scientifica e capacità del pubblico di assumere decisioni e comportamenti informati dalla scienza prende il nome di DEFICIT MODEL: compito della comunicazione scientifica sarebbe quello di colmare le lacune di conoscenza in un flusso di informazioni in gran parte unidirezionale, da esperto a non esperto.

Il DEFICIT MODEL si basa su 4 presupposti:

1. il pubblico è ignorante in materia di scienza
2. il pubblico è scettico nei confronti della scienza e della tecnologia
3. l'ignoranza è alla radice di questo scetticismo
4. il deficit di conoscenza del pubblico può essere colmato con una comunicazione scientifica unidirezionale tra scienziati e cittadini.

Questo modello, ancora ampiamente diffuso, oggi viene messo in discussione.

Sebbene le persone possano effettivamente aver bisogno informazioni accurate e chiare, concentrarsi solo sulla conoscenza non è sufficiente per aumentare la fiducia delle persone nella scienza e per cambiare le loro opinioni.

Le persone non sono tabule rase, ma soggetti connotati da un’identità, una storia e un contesto di vita.
Raramente prendiamo decisioni basate solo su informazioni scientifiche. Teniamo conto anche dei nostri obiettivi e bisogni, delle conoscenze e competenze acquisite “sul campo” o per esperienza personale, dei valori e delle credenze.

Inoltre la scienza, per sua stessa natura, comporta un certo grado di incertezza con cui le persone devono confrontarsi quando prendono una decisione.
Una comunicazione scientifica efficace deve sì aiutare le persone a comprendere la scienza per operare scelte opportune e consapevoli, ma deve al tempo stesso considerare che anche altri fattori (cognitivi, culturali, socio-demografici, affettivi) influenzano pensieri, emozioni e comportamenti.

Il modello del deficit trascura il fatto che le persone non utilizzano quasi mai un metodo scientifico, razionale e sistematico per prendere decisioni (anche quando pensano di farlo). Molto più spesso compiono scelte e formulano giudizi attraverso il processo cognitivo delle euristiche, “scorciatoie di pensiero” che ci permettono di giungere più rapidamente a una conclusione (ne parleremo nella prossima puntata!)

Pensereste mai di conoscere un romanzo solo perché sapete con quale inchiostro è stato scritto, su quale tipologia di ca...
22/11/2024

Pensereste mai di conoscere un romanzo solo perché sapete con quale inchiostro è stato scritto, su quale tipologia di carta è stato stampato o con quale software è stato impaginato? Beh, sappiamo tutti che per esprimere un pensiero, un'emozione o un parere su un romanzo occorre comprendere i personaggi, capire perché agiscono in un modo o in un altro e cogliere la concatenazione di eventi che compone la narrazione. In poche parole bisogna conoscere la storia che viene raccontata, la trama.

Allo stesso modo, conoscere le condizioni fisiologiche alla base di una malattia o di un disturbo non significa avere accesso al senso e alla complessità di quella condizione. Proviamo a spiegarlo con un esempio pratico: a maggio 2023 è stato pubblicato uno studio in cui i ricercatori annunciavano di aver registrato l'attività cerebrale in pazienti affetti da dolore post-ictus e dolore da arto fantasma. In estrema sintesi, quello che i ricercatori hanno constatato è una corrispondenza fra l’intensità del dolore rilevata da ciascun paziente in un determinato momento e la “fotografia” della loro attività cerebrale, “scattata” in quello stesso momento.

Si tratta di una scoperta rilevante, anche perché rende visibile una condizione altrimenti invisibile allo sguardo clinico. Tuttavia l'immagine del cervello registrata durante un'esperienza di dolore non coincide con l'esperienza di dolore stessa. Il dolore, soprattutto se cronico, è un fenomeno complesso che può includere diverse componenti: nocicettiva, cognitiva, emotivo-valutativa, comportamentale. Per accedere a questa esperienza (e anche per fornire una terapia) sono necessari elementi esterni alla neurobiologia: l'ascolto del paziente, la validazione del suo vissuto, l'esplorazione delle sue credenze ed emozioni. Esistono molte condizioni di salute per le quali non è stato trovato un corrispettivo fisiologico, ma ciò non vuol dire che si tratti di condizioni psicogene, psicosomatiche, inventate o immaginarie. Il rischio di un paradigma meccanicista e riduzionista, insomma, è quello di colpevolizzare il paziente di fronte a un problema invisibile allo sguardo clinico oggettivante.

Ci siamo conosciuti da freelance, ci siamo cercati per continuare a lavorare insieme, siamo diventati una squadra affiat...
20/11/2024

Ci siamo conosciuti da freelance, ci siamo cercati per continuare a lavorare insieme, siamo diventati una squadra affiatata ed efficiente...
Un tocco di incoscienza e siamo passati al lato oscuro dell’imprenditorialità, con una società tutta nostra.
La comunicazione della scienza e della salute e una comune passione per la scrittura sono stati solo l’inizio, perché abbiamo capito di essere capaci di molto di più.

Siamo onesti: passiamo un sacco di tempo con lo smartphone in mano. E se non fosse necessariamente un male? Per esempio,...
16/11/2024

Siamo onesti: passiamo un sacco di tempo con lo smartphone in mano. E se non fosse necessariamente un male? Per esempio, le app per la salute hanno un grande potenziale per migliorare il benessere: possono aiutare nella gestione delle malattie croniche, supportare i professionisti della salute, raccogliere dati sanitari in tempo reale (e questi sono solo alcuni esempi 😉)

Progettare l’identità visiva non significa “disegnare il logo”. L’importanza della visual identity è spesso trascurata e...
12/11/2024

Progettare l’identità visiva non significa “disegnare il logo”. L’importanza della visual identity è spesso trascurata e sottovalutata da chi si occupa di comunicazione della scienza, anche a livello istituzionale. La cura della componente visiva non è un orpello (come spesso si crede) ma è parte strutturale di ogni progetto scientifico che aspiri ad avere pubblico e visibilità. Ve ne parliamo in questo carosello 🤓

Accompagniamo imprese, enti, istituzioni e organizzazioni nell’ideazione e nello sviluppo di progetti e servizi, con un ...
09/11/2024

Accompagniamo imprese, enti, istituzioni e organizzazioni nell’ideazione e nello sviluppo di progetti e servizi, con un approccio consulenziale e non solo operativo.
Ti aiutiamo a mettere a fuoco le idee, anche attraverso attività di ricerca e co-design, a svilupparle, a coordinare le risorse coinvolte, a valorizzare le azioni e i risultati e a generare coinvolgimento attorno al tuo progetto.

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09/11/2024

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