Jessica Malfatto - Disclosers

Jessica Malfatto - Disclosers Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Jessica Malfatto - Disclosers, Agenzia di marketing, Milan.

CEO @ Disclosers | PR e Media Relations | Host @ Oltre il titolo (podcast) | LP @ Moonstone VC | Investor @ Pick-Roll, Fler, INDI, Biocentis | Author "PR e Media Relations per PMI" e "Digital PR per Startup"

Nessuna formula magica, ma 54 riflessioni (consigli? lezioni?) su comunicazione, marketing e business, che ho estrapolat...
19/03/2026

Nessuna formula magica, ma 54 riflessioni (consigli? lezioni?) su comunicazione, marketing e business, che ho estrapolato dalle ultime 18 interviste a imprenditori, imprenditrici e manager per il podcast “Oltre il titolo”.

Dietro questa newsletter ci sono quindi almeno 18 ore di registrazione, 7-8 ore di preparazione totale, 5 ore di scrittura, analisi, revisione e rielaborazione: più o meno - senza esagerazione - 30 ore di lavoro, di studio e di pensiero.

Dalla Brand Marketing Director di WeRoad a uno dei founder di Marketing Espresso, dal CIO di Datapizza al CEO di Dalfilo e molti/e altri/e: ecco alcuni spunti utili che ci siamo portati a casa.

[dal podcast "Oltre il titolo"]

La fiducia non sta evaporando, ma - come sottolinea il nuovo report “2026 Edelman Trust Barometer” - si è ristretta. Si ...
09/03/2026

La fiducia non sta evaporando, ma - come sottolinea il nuovo report “2026 Edelman Trust Barometer” - si è ristretta.
Si è ritirata dai grandi spazi pubblici per rifugiarsi in "canali stretti": relazioni private, cerchie locali, (nuovi) media selezionati, creator specifici, ambienti di lavoro.

C’è quindi un nuovo codice della fiducia basato non sull'autorità, ma sulla prossimità e sulla riduzione del rischio cognitivo? La fiducia è diventata un meccanismo di difesa selettivo?

E in questo territorio, dove a volte sembra di trovarsi di fronte a un “Se non condividi i miei valori, se non la pensi come me, io non ti ascolto, alzo un muro e non ti ascolto”, come si possono muovere brand e media?

Questo è il contesto in cui chi lavora nella comunicazione deve muoversi oggi.

Ho provato a raccogliere un po' di riflessioni in questa newsletter.

La fiducia non sta evaporando, ma - come sottolinea il nuovo report “2026 Edelman Trust Barometer” - si è ristretta. Si è ritirata dai grandi spazi pubblici per rifugiarsi in "canali stretti": relazioni private, cerchie locali, (nuovi) media selezionati, creator specifici, ambienti di lavoro. ...

Quante volte partiamo dal presupposto che il pubblico stia già guardando nella nostra direzione? Quante volte diamo per ...
08/12/2025

Quante volte partiamo dal presupposto che il pubblico stia già guardando nella nostra direzione? Quante volte diamo per scontata la disponibilità iniziale all’ascolto?
La realtà, però, è decisamente diversa.

La competizione non riguarda solo il prodotto, il messaggio, il tono di voce o il “contenuto della settimana”, ma “esplode” un attimo prima: in quella frazione di secondo in cui una persona (o un sistema) decide se un brand merita attenzione oppure può essere ignorato.

È qui che si gioca buona parte della partita.

Chi lavora nella comunicazione non può più permettersi di ragionare come se la domanda fondamentale fosse: "come possiamo comunicare meglio?"

La domanda, in questo momento, prevede un “passo indietro”: "quali sono le condizioni minime affinché un brand venga ascoltato, ricordato, recuperato, citato, consigliato?".

Ho raccolto un po' di riflessioni in questa newsletter.

Quante volte partiamo dal presupposto che il pubblico stia già guardando nella nostra direzione?

La reputazione non prende forma partendo da dichiarazioni piene di grandi parole (ma senza azioni a supporto), non prend...
30/08/2025

La reputazione non prende forma partendo da dichiarazioni piene di grandi parole (ma senza azioni a supporto), non prende forma da una serie di “credo in X, Y, Z” che però non trovano riscontro (immediato) in qualcosa di tangibile, da post scritti per impressionare, da testi che cercano di rincorrere l’attenzione, senza però la profondità necessaria per trattenerla e trasformarla - con pazienza - in relazione duratura.

Non basta raccontare il proprio “perché” (anche se si costruisce una narrazione profonda e carica di emozione).

Il perché deve riflettersi perfettamente in un “come” e in un “cosa” molto forti. Ci deve essere totale coerenza tra questi elementi.

Non basta limitarsi a dire di avere valori: bisogna dimostrarli con coerenza e continuità e devono coincidere con un’azione reale e possibilmente impattante.

Soprattutto, tenendo conto del contesto in cui operiamo, che è segnato da due fenomeni convergenti: da un lato l’attenzione delle persone è frammentata, dall’altro la fiducia nei brand e nelle istituzioni è fragile.

E, se parliamo di costruzione della reputazione, la scrittura, in questo scenario, occupa un ruolo centrale.

Ho raccolto un po' di riflessioni in questa newsletter (con un po' di articoli e di link utili).

La reputazione non prende forma partendo da dichiarazioni piene di grandi parole, ma senza azioni a supporto, non prende forma da una serie di “credo in X, Y, Z” che però non trovano riscontro (immediato) in qualcosa di tangibile, da post scritti per impressionare, da testi che cercano di rinco...

Non cambiano solo i canali, ma anche il modo in cui le persone interpretano e selezionano le notizie. Cresce la news avo...
24/08/2025

Non cambiano solo i canali, ma anche il modo in cui le persone interpretano e selezionano le notizie.

Cresce la news avoidance (il 40% del pubblico dichiara di evitarle), i giovani trovano le news spesso “difficili da seguire” e si apre la strada per un futuro in cui l’informazione non sarà più solo letta, ma vissuta come esperienza dialogica.

Per chi comunica, questo significa andare (davvero) oltre la semplice visibilità e lavorare su architettura di fiducia, comprensione e credibilità.

Ho raccolto alcune riflessioni in questa nuova newsletter.

Non cambiano solo i “luoghi” in cui ci informiamo, ma viviamo anche un cambiamento legato a come interpretiamo e selezioniamo le notizie.

Lo sport non è mai “solo sport”.È un linguaggio potente, che riflette aspirazioni, ambizioni, fragilità e anche battagli...
19/08/2025

Lo sport non è mai “solo sport”.

È un linguaggio potente, che riflette aspirazioni, ambizioni, fragilità e anche battaglie collettive, ed è capace di rendere visibili i temi che attraversano la società come la sicurezza, l’inclusione, la salute mentale.

Negli ultimi 18 mesi sono state lanciate diverse campagne di comunicazione che non si sono limitate a suscitare emozioni, ma hanno provato (e in alcuni casi ci sono riuscite) a cambiare regole, ad accendere dibattiti e ad aprire spazi nuovi.

Dal “coprifuoco implicito” messo in luce da Sport England alle scelte di Adidas, Puma, On, Brooks e ASICS, che stanno spingendo la comunicazione sportiva verso nuove direzioni.

Ho raccolto 9 di queste campagne (e le relative riflessioni riguardanti le azioni di PR collegate) in questa nuova newsletter.

La comunicazione sportiva entra sempre di più nel vivo del dibattito pubblico su temi come empowerment, inclusione, sicurezza, salute mentale, rappresentazione.

Qualche giorno fa ho letto un articolo ("The Right Way to Prepare for a High-Stakes Conversation", Harvard Business Revi...
03/08/2025

Qualche giorno fa ho letto un articolo ("The Right Way to Prepare for a High-Stakes Conversation", Harvard Business Review) che mi ha spinta a rimettere a fuoco qualcosa che a volte viene dato per scontato: il modo in cui entriamo in una conversazione.

Non cosa diciamo, ma “da dove” lo diciamo. Non tanto quanto siamo preparati (e cosa vogliamo ottenere), ma quanto siamo disposti a scoprire.

Spesso ci si trova a valorizzare il pensiero veloce, la reattività e la prontezza di risposta e parlare di curiosità come competenza professionale, in questo scenario, può sembrare quasi controintuitivo. Ma credo sia esattamente il contrario.

In questa newsletter, ho provato a raccogliere delle riflessioni sul perché la curiosità non è né un talento innato né un colpo di fortuna creativo, ma si tratta di una vera e propria pratica.

Una forma di rigore che richiede metodo, consapevolezza e verifica mentale prima di ogni scambio che conta (da una call con un prospect a un confronto interno, da un’intervista a una riunione strategica).

[Inoltre, l’autore del pezzo ha creato uno “strumento visivo” - che riporto nell’articolo - che aiuta ad applicare l’approccio che spiega]

E a livello professionale, allenare questo tipo di curiosità può fare la differenza tra una conversazione sterile e una svolta.

La curiosità non è un tratto innato, né un colpo di fortuna creativo, ma rappresenta una pratica che richiede disciplina e allenamento ogni giorno (prima di una call, prima di una riunione, prima di scrivere qualsiasi cosa).

Anche la mente ha bisogno di una dieta equilibrata.Non per “consumare meno” informazioni, ma per sceglierle meglio, per ...
28/07/2025

Anche la mente ha bisogno di una dieta equilibrata.

Non per “consumare meno” informazioni, ma per sceglierle meglio, per non farsi sopraffare dal rumore, per allenare il pensiero critico, per prendere decisioni migliori.
Per nutrire idee, visione, consapevolezza.

In un ecosistema informativo dove l’accesso alle notizie è continuo e il rischio di sovraccarico è reale, serve una routine che tenga insieme varietà, affidabilità e qualità.
Ma costruirla non è scontato.

In questa newsletter troverete spunti su:
- come selezionare fonti affidabili
- che tipo di contenuti inserire nel proprio “menù”
- come trasformare l’informazione in conoscenza attiva

Anche per l’alimentazione mentale è fondamentale adottare una “dieta” equilibrata.

Che cosa spinge davvero una persona - o un’azienda - a fidarsi di qualcuno o di un’altra organizzazione?Ogni scelta - pe...
28/07/2025

Che cosa spinge davvero una persona - o un’azienda - a fidarsi di qualcuno o di un’altra organizzazione?

Ogni scelta - personale, professionale, strategica - nasce da una valutazione (esplicita o implicita) di affidabilità.
Una promessa. Una reputazione. Un’intenzione che percepiamo come autentica.
La fiducia, spesso, viene considerata come un accessorio. Ma è l’esatto contrario: è la struttura portante di ogni relazione duratura.
E non si costruisce con le dichiarazioni. Si costruisce con la coerenza. Con il modo in cui un brand risponde, ascolta, agisce anche quando nessuno guarda.
Secondo alcuni studi, la fiducia è oggi un imperativo strategico.

Non solo perché fidelizza, ma perché amplifica ogni altro risultato: dalle conversioni, alla disponibilità a condividere dati, fino alla gestione dell’errore.

Vale nel B2C (dove la fiducia si costruisce nell’esperienza vissuta) e vale nel B2B (dove ogni decisione è anche un atto reputazionale personale).

E vale ancora di più in un contesto ad alta complessità, in cui la reputazione diventa un filtro per decidere e per distinguere.
In questa nuova newsletter - dove ho raccolto un po' di dati sul tema - ho provato ad approfondire l'argomento, analizzando:

- perché la fiducia è il vero vantaggio competitivo
- cosa la differenzia nel B2C e nel B2B
- il ruolo delle PR nella costruzione di legittimità e credibilità
- come la thought leadership possa diventare uno strumento concreto per generare fiducia.

Che cosa spinge davvero una persona – o un’azienda – a fidarsi di qualcuno o di un’altra organizzazione?

Il linguaggio della fiducia nella comunicazione.Ci sono parole che, nel tempo, si caricano di un peso particolare.La par...
28/07/2025

Il linguaggio della fiducia nella comunicazione.
Ci sono parole che, nel tempo, si caricano di un peso particolare.
La parola "fiducia" è una di queste.

Nel lessico della comunicazione si usa spesso (a volte troppo). Ma al di là degli slogan, c’è una domanda che resta centrale: cosa significa davvero costruire fiducia? E cosa significa proteggerla?
Perché la fiducia non è una questione di immagine.
Si riflette nella crescita di un’azienda, nella sua stabilità, nella sua capacità di attrarre, trattenere e generare valore nel tempo.

E un brand che non costruisce (con rigore) un’architettura di fiducia è destinato, prima o poi, a perdere qualcosa: clienti, reputazione, direzione.

In questa newsletter ho raccolto alcuni dati e alcune riflessioni su questo tema che considero centrale per chi si occupa di comunicazione.

In un contesto in cui la proliferazione dei contenuti supera (ampiamente) la capacità delle persone di assimilarli, il vero vantaggio competitivo non è più la visibilità, ma la fiducia.

Cosa accade quando i contenuti, per quanto curati, vengono "dimenticati"?Resta ciò che abbiamo fatto sedimentare nel tem...
28/07/2025

Cosa accade quando i contenuti, per quanto curati, vengono "dimenticati"?
Resta ciò che abbiamo fatto sedimentare nel tempo. Resta il modo in cui siamo stati percepiti, accolti, riconosciuti.
Resta la reputazione.
Non come etichetta, ma come risultato di scelte ripetute, relazioni curate, parole coerenti.

In questa newsletter ho raccolto 15 spunti e riflessioni (nulla di totalmente nuovo, ma sono ingredienti che forse vale la pena ricordare e “riprendere in mano”, pensando alla propria comunicazione).

Comunicare meglio è una forma di responsabilità.

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