18/06/2021
Città e borghi traboccanti di storia, aree naturali e tesori nascosti, siti archeologici, laghi e spiagge, e poi Roma, la nostra capitale.
Eccoci in Lazio!
Il Pecorino Romano è un formaggio a pasta dura, cotta, prodotto con latte fresco di pecora, intero, proveniente esclusivamente dagli allevamenti della zona di produzione. Si presenta con una crosta sottile di colore avorio chiaro o paglierino naturale. La pasta del formaggio è compatta o leggermente occhiata e il suo colore può variare dal bianco al paglierino più o meno intenso, in rapporto alle condizioni tecniche di produzione. Il gusto del formaggio è aromatico, lievemente piccante e sapido nel formaggio da tavola, piccante intenso nel formaggio da grattugia. Le forme sono cilindriche a facce piane, con un’altezza dello scalzo compresa fra i 25 e i 40 cm e il diametro del piatto fra i 25 e i 35 cm. Il peso delle forme può variare tra i 20 e i 35 kg; queste riportano impresso su tutto lo scalzo il marchio all’origine con la dicitura Pecorino Romano. Il Pecorino Romano può essere immesso in commercio con una stagionatura minima di 5 mesi come formaggio da tavola e di 8 mesi nella tipologia da grattugia ~ dal Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Romano.
Come accade per ogni piatto divenuto famoso in tutto il mondo, le leggende riguardo la nascita e la diffusione dell’Amatriciana sono moltissime. Quel che è certo è che gli ingredienti che la compongono sono guanciale, pecorino, pomodoro e che prende il nome da Amatrice, una cittadina in provincia di Rieti. La prima testimonianza scritta di questo piatto arriva dal cuoco Francesco Leonardi che, nel 1816, lo servì alla corte del papa. La celebre gastronoma italiana Ada Boni, ne “Il Talismano della Felicità”, descriveva così la ricetta: “tagliuzzate sul tagliere la cipolla col guanciale e mettete il trito in un tegame con una cucchiaiata di strutto; quando sarà rosolato ma non troppo, unite nel tegame i pomodori spellati, tagliati a pezzi e privati dei semi. Condite con sale e pepe abbondante – regolatevi col sale, ché il guanciale è alquanto salato – e conducete la cottura a fuoco brillante, durante pochi minuti, fino a che il pomodoro sarà cotto, ma non sfatto. Fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua leggermente salata e, appena arrivati di cottura, conditeli con la salsa preparata e il pecorino romano grattato.”🍝