16/03/2017
I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
CHE COSA SONO I DSA?
I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare. Si manifestano in circa il 3% della popolazione scolastica. Distinguiamo tra i DSA:
- DISLESSIA: disturbo specifico della lettura caratterizzato da difficoltà nel leggere in modo accurato e fluente. La lettura ad alta voce è lenta e scorretta, caratterizzata da molte omissioni, sostituzioni, inversioni di lettere. Tale difficoltà si ripercuote, nella maggioranza dei casi, sulla comprensione del testo.
- DISORTOGRAFIA: disturbo specifico della scrittura che si manifesta con numerosi errori ortografici (omissioni e sostituzioni di lettere, doppie, “h”) e lentezza esecutiva (soprattutto nel corsivo).
- DISGRAFIA: disturbo specifico della grafia che si presenta con una difficoltà nell'abilità motoria della scrittura (difficoltà nello scrivere in modo fluido, veloce ed efficace).
- DISCALCULIA: disturbo specifico dell'abilità di numero e di calcolo che si manifesta con difficoltà nell’eseguire i calcoli a mente, nell’imparare a memoria le tabelline e nei diversi compiti aritmetici (scambio dei segni delle operazioni…).
I DSA non sono malattie, ma disturbi di origine neurobiologica che si presentano in soggetti con adeguate capacità cognitive. Dipendono da diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo.
Le cause dei DSA non sono state ancora chiaramente individuate, sebbene le evidenze finora raccolte siano a favore di un’origine genetica combinata con fattori di rischio ambientali.
La presenza di una storia familiare di dislessia evolutiva conferisce un aumento del rischio di svilupparla. La genetica molecolare negli ultimi decenni ha compiuto importanti passi verso l’identificazione di specifici geni candidati come responsabili della dislessia: questi, essendo legati allo sviluppo neurologico, potrebbero essere alla base della predisposizione al disturbo.
VALUTAZIONE E DIAGNOSI
La valutazione e la diagnosi sono di stretta pertinenza specialistica e richiedono la somministrazione di test che indagano non solo le abilità strumentali di lettura, scrittura e calcolo, ma anche la funzionalità dei processi cognitivi (intelligenza generale, memoria, attenzione, linguaggio, percezione e abilità di motricità fine).
Le figure professionali coinvolte nella valutazione sono Neuropsichiatra Infantile, Neuropsicologo e Logopedista; la stesura della diagnosi viene effettuata dalle prime due figure.
Spesso si procede con una fase di screening che permette di capire se sia opportuno proseguire col vero e proprio iter diagnostico che comprende una valutazione testistica approfondita.
È possibile fare diagnosi di disturbo specifico della lettura e della scrittura a partire dalla fine della seconda classe della scuola primaria, di disturbo di calcolo alla fine della terza classe della scuola primaria.
Si possono individuare fattori di rischio (personali e familiari) e indicatori di ritardo di apprendimento che possono consentire interventi mirati e precoci e garantire una diagnosi tempestiva.
Una caratteristica rilevante nei DSA è la comorbilità. È frequente, infatti, accertare la compresenza nello stesso soggetto di più disturbi specifici dell’apprendimento o la compresenza di disturbi neuropsicologici (come l’ADHD, disturbo dell’attenzione e iperattività) e psicopatologici (ansia, depressione e disturbi della condotta).
COME SI INTERVIENE
Le competenze degli specialisti non si fermano alla formulazione della diagnosi, ma si estendono alla progettazione e alla programmazione degli interventi riabilitativi più indicati in relazione al singolo caso.
Al termine del percorso diagnostico è possibile attuare specifici trattamenti logopedici che mirano al compenso delle difficoltà, oltre a predisporre gli strumenti compensativi e dispensativi scolastici previsti dalla legge 170/10 (ad esempio, possibilità di usare programmi di sintesi vocale, ottenere tempi più lunghi per lo svolgimento delle verifiche, ecc.).
Le difficoltà di letto-scrittura possono ostacolare il normale cammino di scolarizzazione del giovane allievo, producendo problemi di natura psicologica come bassa autostima e motivazione, ansia, frustrazione, chiusura, con conseguente prematuro abbandono scolastico.
La precocità e la tempestività degli interventi appaiono sempre più in letteratura tra i fattori prognostici positivi per evitare l’instaurarsi di sentimenti e visione di sé negativi, consentendo invece di raggiungere i propri obiettivi con strategie e strumenti adeguati.
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