Architettura dell'informazione sonora

Architettura dell'informazione sonora Architettura dell'informazione in contesti sonori. Assistenza Vocale, Interfacce conversazionali, Suono come significato. Ne rimasi subito affascinato. Resisterò.

Aiuto professionisti, organizzazioni che fanno bene il loro lavoro
Renderlo comprensibile e coerente nell’era dell’AI
Non mi occupo di visibilità
Mi occupo di significato e struttura
Se senti che il tuo lavoro vale più di come viene letto, puoi scrivermi Era il 2014 quando ho sentito parlare, per la prima volta, di architettura dell'informazione. Sapere che ci fosse una disciplina che mettesse a p

osto le informazioni, che ne studia la posizione, che mette in relazioni oggetti e pensieri mi aprì nuovi mondi. Scoprì che molte delle azioni che applicavo empiricamente, in fondo, erano il risultato di altri studi, di altre ricerche. Quello che facevo poteva essere fatto meglio. Nel 2015 ho aperto il blog. Avevo il bisogno di applicare a me stesso quello che avevo studiato. Non tutti riescono a comprendere l’importanza rivoluzionaria dell’architettura dell’informazione. In quell’anno altri architetti di fama nazionale e internazionale avevano altri blog. Ma nessuno si occupava e si occupa di contesti sonori. Aprire un blog su queste tematiche mi è sembrata una cosa utile. Ho unito dunque le mie nuove conoscenze di Architettura dell’informazione con vecchie esperienze professionali nel mondo della comunicazione e della comunicazione radiofonica. Contesti, relazioni, sonorità è stato fin da subito il sottotitolo ideale. Queste tre parole sono state e sono ancora oggi una guida al percorso non sempre lineare del mio pensiero. Tante sono, infatti, le tentazioni. Con il tempo gli altri professionisti hanno mollato. I blogger hanno rallentato le loro pubblicazioni, qualcuno si è spostato su Medium. Io resisto. Sul mio blog sperimento, applico e divulgo quello che imparo. Sul mio blog ogni errore è una lezione professionale. Sul mio blog sono quel che sono. Scrivo divulgo e parlo di argomenti che non sempre trovo in altri contesti digitali. Il blog è un centro di ricerca in evoluzione. Ogni giorno cambia qualcosa, ogni giorno scopro novità. Ogni settimana condivido qualcosa con i miei lettori. Qui, su Facebook, cerco di instaurare una relazione con i lettori.

Tempo fa ho chiesto ad un quattordicenne: "Cosa vuoi fare da grande?" Mi ha risposto senza grandi dubbi o incertezze. "V...
30/04/2026

Tempo fa ho chiesto ad un quattordicenne: "Cosa vuoi fare da grande?" Mi ha risposto senza grandi dubbi o incertezze. "Viaggiare per imparare cose nuove".

La risposta mi ha spiazzato, ero in attesa di una qualche professione, anche straordinaria, insomma anche un bel sogno. Ma era tanto che non facevo una chiacchierata con la generazione z. Poi sono andato a cercare. In meno di dieci anni il lavoro-viaggio, fino a non molto tempo fa prerogativa di pochi benestanti, è diventato un immaginario di massa.

Così ho raccolto un po' di dati e numeri, per chi è curioso e per chi pensa che viaggiare per imparare cose nuove sia o possa diventare un lavoro.

https://www.tonifontana.it/viaggiare-per-imparare-cose-nuove/

Certe frasi, certe espressioni vengono utilizzate per orientare, per accendere gli animi, per separare e distinguere, pe...
11/04/2026

Certe frasi, certe espressioni vengono utilizzate per orientare, per accendere gli animi, per separare e distinguere, per spingere gli spettatori a radicalizzare la propria opinione e preferire una parte, piuttosto che un’altra parte.

Come parla Donald Trump? Un'analisi linguistica sul linguaggio che ci sta portando alla guerra e ad un nuovo ordine mondiale.

In questo tempo di Pasqua (almeno per i cattolici) si parla di resurrezione, che è parlare di Vita, di assenza, di ciò c...
11/04/2026

In questo tempo di Pasqua (almeno per i cattolici) si parla di resurrezione, che è parlare di Vita, di assenza, di ciò che resta.

Mi sono fermato su una domanda semplice. Che forma ha oggi la memoria di una persona? Fino a ieri erano foto, lettere, ricordi. Oggi può diventare anche una voce che risponde.

Ho scritto questo articolo per provare a capire, cosa significa davvero poter “parlare” con chi non c’è più.

Se ti va, leggilo. Magari ti farà nascere qualche domanda, più che darti una risposta.

Negli ultimi anni la resurrezione digitale è diventata uno dei temi tra i più discussi nel dibattito sull’intelligenza artificiale e sulla memoria online. Negli ultimi anni la resurrezione digitale è diventata uno dei temi più discussi nel dibattito sull’intelligenza artificiale e sulla memo...

La domanda non è se l’AI ci renderà meno umani. La domanda è se siamo ancora disposti ad allenare la nostra umanità anch...
21/03/2026

La domanda non è se l’AI ci renderà meno umani. La domanda è se siamo ancora disposti ad allenare la nostra umanità anche quando una macchina è pronta a sostituirne la fatica.

L’intelligenza artificiale toglierà umanità? Oppure sarà l’assenza di umanità a preparare il terreno ad una intelligenza artificiale

Non lavoro con tutti. E non perché mi senta “selettivo”.È che alcuni progetti cercano solo qualcuno che esegua. Altri ce...
03/03/2026

Non lavoro con tutti. E non perché mi senta “selettivo”.

È che alcuni progetti cercano solo qualcuno che esegua. Altri cercano qualcuno con cui pensare.

Io lavoro bene nel secondo caso. Quando c’è spazio per discutere, per sbagliare, per rimettere in ordine le idee. Quando la comunicazione non è un servizio da spuntare, ma un pezzo del progetto da costruire insieme.

Dire qualche “no” è l’unico modo che conosco per poter dire dei “sì” che abbiano senso.

Ci sono luoghi che non sono solo spazi. Una piazza, una sala, una strada, una piccola biblioteca, un cortile. Posti in c...
02/03/2026

Ci sono luoghi che non sono solo spazi. Una piazza, una sala, una strada, una piccola biblioteca, un cortile. Posti in cui capisci subito se le persone vengono solo a passare o se vengono per restare un po’.

Una comunità non nasce online. Nasce dove le persone si riconoscono. I social, al massimo, possono aiutarla a ritrovarsi.

Quando penso alla comunicazione, penso sempre a questo: non a quante persone arrivano, ma a quante decideranno di fermarsi.

- Sul declino delle comunità ho parlato sul mio blog.
https://www.tonifontana.it/il-declino-delle-comunita/

La comunicazione, quando funziona, trasforma idee in presenza, progetti in persone, valori in gesti concreti.È per quest...
27/02/2026

La comunicazione, quando funziona, trasforma idee in presenza, progetti in persone, valori in gesti concreti.

È per questo che lavoro con associazioni e realtà culturali.
Non per “fare visibilità” ma per aiutare le idee a trovare le loro persone.

Fare post non significa avere una comunicazione. Si può pubblicare ogni giornoe non costruire nulla.Perché senza una str...
25/02/2026

Fare post non significa avere una comunicazione. Si può pubblicare ogni giorno
e non costruire nulla.

Perché senza una struttura, i contenuti non diventano percorso. Diventano solo presenza.

Essere presenti non è la stessa cosa che essere riconoscibili. Essere riconoscibili non è la stessa cosa che essere seguiti. Essere seguiti non è la stessa cosa che creare una comunità.

La differenza non la fa la frequenza. La fa il senso.

https://www.tonifontana.it/tag/senso/

Una delle frasi che sento più spesso è: “Ci pensa il capo alla comunicazione!" "Il presidente ti dirà cosa scrivere e co...
24/02/2026

Una delle frasi che sento più spesso è: “Ci pensa il capo alla comunicazione!" "Il presidente ti dirà cosa scrivere e cosa fare. Tanto conosce bene l’associazione.”

Ed è vero. Il capo, il presidente, il fondatore, conosce meglio di chiunque altro la propria creatura. Ma conoscere un progetto non significa saperlo comunicare.

Comunicare vuol dire scegliere cosa dire, cosa lasciare fuori, in che ordine, con che parole, con che tono, per chi. Anche usando le intelligenze artificiali.

Quando tutto resta nella testa di una sola persona, la comunicazione diventa istinto. E l’istinto, da solo, non regge nel tempo.

I progetti crescono quando smettono di dipendere da una persona sola e iniziano ad avere una struttura condivisa.

La comunicazione non è controllo. È costruzione di senso insieme.
Sapendo che la vera condivisione è un miracolo. Sempre!

https://www.tonifontana.it/la-condivisione-e-un-miracolo/

Ho visto progetti con pochi mezzi fare cose bellissime. E progetti con molti mezzi restare confusi, incoerenti, invisibi...
23/02/2026

Ho visto progetti con pochi mezzi fare cose bellissime. E progetti con molti mezzi restare confusi, incoerenti, invisibili.

Il problema, infatti, non è il budget è la visione.

Quando manca una direzione, ogni azione è solo un tentativo isolato. Un post. Un evento. Un sito. Un volantino.

Ma non un sistema.
La comunicazione non cresce sommando pezzi. Cresce quando quei pezzi iniziano a parlare tra loro.

Serve capire perché e verso dove. Il resto viene dopo.

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