22/07/2026
Quando si parla di Intelligenza Artificiale in azienda, molti pensano ancora alla chat: fai una domanda, ricevi una risposta.
In AreaD abbiamo superato questo modello da tempo.
Oggi lavoriamo con gli agenti: non un unico assistente generico, ma decine di collaboratori digitali, ciascuno con un ruolo preciso, competenze definite e istruzioni progettate da noi.
Ne abbiamo sviluppati 55. Insieme, funzionano come un vero team:
• analizzano il codice prima di un rilascio e segnalano anomalie
• individuano vulnerabilità e criticità di sicurezza
• generano test, documentazione e user story
• esaminano bandi di gara ed estraggono requisiti e vincoli
Non prendono decisioni al posto nostro. Preparano il lavoro, accelerano l’analisi e riducono gli errori, ma la responsabilità finale resta sempre umana.
Chi utilizza un agente risponde del risultato esattamente come se lo avesse prodotto in prima persona.
È la regola più importante che ci siamo dati.
Il vero vantaggio, infatti, non è semplicemente “scrivere codice più velocemente”.
È rendere competenze senior disponibili a tutto il team, in modo strutturato, continuo e scalabile.
L’agente su cui stiamo lavorando in questo momento non analizza codice: dialoga con le persone.
Interagisce tramite Telegram e, con poche domande poste nel momento giusto, raccoglie informazioni sulle attività svolte durante la giornata.
A partire da queste conversazioni, ricostruisce automaticamente il worklog su Jira, già organizzato e suddiviso per task.
Niente più mezz’ora il venerdì sera trascorsa a cercare di ricordare cosa si è fatto il lunedì.
È ancora in fase di test, ma è il punto è proprio questo:’IA più utile non è necessariamente quella che realizza qualcosa di spettacolare.
È quella che elimina attriti quotidiani diventati talmente abituali da non essere più percepiti come problemi.
Nel vostro team, quale attività ripetitiva eliminereste per prima?