05/12/2021
Che ci piaccia o meno, l'ultima parola spetta sempre al mercato.
Per questo, il marketing strategico non può che prendere le mosse dalle esigenze del cliente, per poi elaborarle e mettere a frutto conoscenze, competenze ed esperienze accumulate nel tempo al fine di soddisfarle nel migliore dei modi.
Il caso di Orefice Generators - azienda che abbiamo il privilegio di supportare da anni nel suo approccio dei mercati internazionali - è paradigmatico.
Scriveva Robert Sutton, guru della Stanford Engineering School: “I prodotti, i servizi e i concetti innovativi non nascono dal nulla. La creatività è il risultato dell’utilizzo di idee vecchie in nuovi contesti, in nuove combinazioni e secondo nuovi metodi”.
Non è certo una novità che l'azione di un motore e di un alternatore - cuore di un gruppo elettrogeno - produca calore. Nemmeno è scontato - immagino abbia pensato il mio amico Andrea Orefice - che questa energia termica debba essere necessariamente dissipata. Tanto più che, nel contesto operativo dei gruppi elettrogeni (specie nei cantieri edili), si riscontra parallelamente la necessità di produrre acqua ed aria calda per gli spogliatoi e gli uffici e che, a questo fine, viene consumata altra energia, per esempio elettrica.
Forte di un'esperienza di tre generazioni, Orefice ha saputo trovare la chiave del problema attraverso la creatività , individuando un legame tra elementi pre-esistenti in nuove ed utili combinazioni. Recogeno, in fondo è tutto qui. Recupero di energia e suo reimpiego ad altri fini. Efficientamento del sistema e risparmio per il cliente, che, in termini di marketing, vuol dire valore percepibile.
Come sempre, anche da questa bella storia d'impresa possiamo trarre utili insegnamenti. Il primo è che il terreno più fertile per competere attraverso l'innovazione è quello dei prodotti maturi come, ad esempio, i gruppi elettrogeni. Gli investimenti che stanno portando al successo Orefice sui mercati internazionali ricadono solo in piccola parte nel marketing e nella comunicazione. Stanno piuttosto nella ricerca e sviluppo di soluzioni sempre nuove, nella capacità di rispondere ad esigenze particolari con soluzioni custom-made, nel richiamo a quel genio italico che abbiamo scoperto chiamarsi design-thinking pur avendolo nel sangue dal tempo di Leonardo.
Il secondo insegnamento è che, nella vita dell'impresa, il passaggio generazionale non rappresenta solo un rischio, ma anche l'opportunità di capitalizzare un pensiero lungo ed ininterrotto e metterlo ogni volta al servizio di nuove sfide. C'è un quid di affascinante nella lunga storia di impresa che unisce Natale Orefice a suo figlio Stefano ed a suo nipote Andrea ( a destra nella foto, in occasione di una nostra recente missione a Riyadh).
Si snoda dalla metà degli anni Trenta ai giorni nostri. Dalla ditta individuale Elettromeccanica Orefice Natale ai grandi progetti internazionali della Orefice generators. E state sicuri che come direbbero gli inglesi, the best is yet to come.
Fuori dai libri, il Made in Italy è una ricetta fatta con pochi ingredienti: lavoro - tanto lavoro - imprese familiari e genio creativo. Sappiamo bene che, per competere spalla-contro-spalla con i giganti internazionali,i piccoli devono crescere ed unirsi tra loro ma l'humus dal quale nasce il successo rimarrà sempre quello: le prove sul banco dell'officina, la ricerca dell'eccellenza nei dettagli, la condivisione dello sforzo e del successo tra imprenditore e collaboratori .
Difficile distinguerli nel capannone di Orefice. Tutti indossano con la stessa disinvoltura la tuta blu e quando il successo li premia - e capita spesso - hanno la stessa luce negli occhi.
Complimenti ragazzi , ve li meritate tutti.