06/04/2024
AI, LAVORO, FATICA.
L'utilizzo dei big data e dei potenti sistemi di calcolo a fini produttivi e professionali mettono in crisi il mondo del lavoro precario dei piccoli servizi legati all'uso della IT per le aziende (lavoro nel privato, non quello pubblico che resta tutelato) .
Non solo! Anche il mondo dei "creativi" cioè di coloro che negli anni scorsi hanno trasformato gli Hobby in professione, sta entrando in profonda crisi.
La espulsione dal mercato sembra quasi inevitabile, a meno che i servizi AI saranno molto costosi e quindi alla portata solo delle big company e dei prenditori.
Questa ultima ipotesi non è da escludere;
al momento le big data company ci "regalano il servizio" perchè in realtà NOI stiamo regalando loro la conoscenza e l addestramento degli algoritmi in funzione di noi stessi.
Una volta che diverremo dipendenti dal sistema di autoproduzione - copia e incolla, saremo economicamente e psicologicamente ricattabili e quindi comincerà il vero business della AI.
Ed il LAVORO?
La risposta è ben visibile, basta guardare dietro l'angolo.
Il lavoro è altrove! E' FATICA !
Occorrono elettricisti, idraulici, metalmeccanici, informatici, manovali, edili, agricoltori, agronomi, chimici, elettronici, tecnici del riciclo rifiuti, infermieri, medici, artigiani e operai del legno e del ferro.
E quindi occorre rilanciare il sistema Italiano delle Piccole e Medie imprese produttive, reali, materiali.
L'effimero, il gourmet, MA ancor di più tutto il sistema della economia IMMATERIALE e delle CHIACCHIERE, sta esaurendo il suo ciclo.
Occorre prendere coscienza che se si vuole salvare il paese non bisogna più inseguire (e spendere tutti i soldi) i sogni, le illusioni, la pseudo-imprenditoria ed il para-lavoro dei convegni e della carta patinata .