24/04/2020
[APPROFONDIMENTO 🔎]
🔸 APP IMMUNI...E LA PRIVACY? 🔸
L’app "Immuni" è, al momento, indicata come la scelta del governo italiano per l'analisi dell’attività di tracciamento dei contagi da Covid-19. Il ministero dell’Innovazione, in accordo con il ministero della Salute, ha scelto quest'app come una colonne portanti su cui si dovrebbe poggiare la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus.
Come funzionerà Immuni❓
🔹 L’idea alla base di Immuni è quella di usare il Bluetooth per fare in modo che, se una persona fosse stata molto vicina a qualcuno che si scopre poi essere infetto di Coronavirus, possa essere avvertito. Con il Bluetooth è possibile tracciare ogni contatto, anche se non sarà possibile sapere dove esso è avvenuto (per saperlo ci vorrebbe l’uso del GPS, che sarebbe sicuramente utile per rilevare possibili focolai, ma che andrebbe a violare fortemente la privacy dei cittadini).
Ora segue la spiegazione "tecnica" dell'applicazione (un po' lunga, ma utile se sei interessato al problema): dopo averla installata, l’applicazione trasmette dei codici anonimi e casuali tramite il bluetooth (tenere conto che il bluetooth da solo esegue questo controllo tutto il tempo anche quando non usato da alcuna app, per rilevare dispositivi nelle vicinanze). Se siamo a casa questi codici cadranno nell'etere, mentre se siamo in giro, potranno essere intercettati da altri telefoni di persone che hanno installato Immuni. Gli smartphone che ricevono i codici generati dal nostro telefono, salvano questi codici in memoria per un certo periodo di tempo (presumibilmente 15 giorni). I codici, ribadiamo, sono completamente anonimi e composti da caratteri casuali e non sono associati all’identità delle persone che hanno trasmesso tali codici.
Se io dovessi scoprire di essere stato contagiato da Coronavirus, l’ospedale in cui ho fatto il test risultato positivo, prende i dati raccolti da Immuni e li registra in un server. Sul server non vengono estratti solo i codici che l’applicazione ha raccolto e non l'identità della persona. Questi codici raccolti dall’app sono stati trasmessi dai telefoni di tutte le persone che abbiamo incontrato durante gli ultimi 15 giorni. A questo punto, il server centrale può inviare una notifica sul telefono delle persone che ho incontrato di recente, per informarle che sono state in contatto con un positivo al Coronavirus.
Chi riceve la notifica saprà che dovrà stare attento e mettersi in quarantena volontaria. Le autorità non avranno modo di sapere che siamo a rischio di infezione, quindi starà alle persone avvertire il medico oppure, semplicemente, starsene a casa per 15 giorni fino a che non è sicuro di non essere infetto.
Sarà obbligatorio scaricarla e utilizzarla❓
🔹 No. Palazzo Chigi e il ministero dell’Innovazione hanno ribadito che il download e l’uso saranno su base volontaria. Però solo se più del 60% della popolazione scaricherà l'app potremo avere dati realistici sul tracciamento dei contatti.
La mia privacy sarà tutelata❓
🔹 I maggiori problemi di privacy evidenziati in questi giorni erano relativi ai server che raccoglieranno i dati. Il ministero ha comunicato che il funzionamento della app “potrà cessare non appena terminerà la fase di emergenza, con cancellazione di tutti i dati generati durante il suo funzionamento". Inoltre, non inserendo i nostri dati personali all'interno dell'app, se un hacker o un funzionario del governo vedesse i codici all’interno del server centrale, vedrebbe soltanto una serie di numeri e lettere che sarebbe impossibile identificare.
L'app dovrà essere rilasciato con licenza Open Source: per una trasparenza massima è necessario che tutto il sistema che permette all’app di funzionare sia pubblicamente accessibile. Questo permetterà l'individuazione di eventuali falle di sicurezza. In questo momento, non resta che attendere il parere formale del Garante della privacy, che a breve potrà esaminare l’app ancora in via di definizione. Rimane un nostro diritto sapere, in modo trasparente, chi userà i nostri dati personali, per quale scopo, come li tratterà, chi avrà accesso a quei dati, per quanto tempo li tratterà e quali misure di sicurezza sono previste.