30/04/2026
Siamo appena rientrati dal Salone del Mobile e dal Fuorisalone 2026.
E, più che singoli prodotti, ci portiamo a casa alcune conferme molto chiare.
La prima: il design non è più il centro.
O meglio, non è più solo il prodotto.
Quello che abbiamo visto è un passaggio netto verso sistemi, ambienti, narrazioni.
I brand più interessanti non espongono oggetti, costruiscono mondi coerenti. E lì dentro il prodotto diventa uno strumento, non il protagonista.
La seconda riguarda il linguaggio.
Materiali, luci, superfici… tutto comunica posizionamento.
C’è un ritorno forte alla matericità, ma senza nostalgia. È una matericità progettata, consapevole, che parla di valore e durata.
E poi il Fuorisalone.
Ancora una volta, il luogo dove succedono le cose più interessanti.
Meno commerciale, molto più sperimentale. Installazioni, collaborazioni, contaminazioni. Non sempre immediate, ma spesso anticipatorie.
Un altro aspetto che ci ha colpito è il modo in cui i brand lavorano sugli eventi.
Sempre meno “open”, sempre più costruiti.
Inviti selezionati, momenti privati, esperienze pensate per creare relazioni dirette.
Se dovessimo sintetizzare quello che abbiamo capito:
oggi non basta esserci.
Bisogna essere rilevanti, riconoscibili, coerenti.
Ed è esattamente qui, che la comunicazione fa la differenza!