10/02/2026
Il patriottismo alternativo di Bad Bunny.
Bad Bunny, artista latino che canta prevalentemente in spagnolo, è appena stato al centro dell’evento televisivo più seguito degli Stati Uniti: il Super Bowl Halftime Show.
Un evento sportivo che dagli anni ’90 a oggi si è trasformato in un rito collettivo globale, un momento in cui una nazione – e una parte di mondo – si ferma per guardare se stessa.
Il palco dell’Halftime Show è molto più di intrattenimento: è uno spazio simbolico, un dispositivo narrativo in cui si riflettono conflitti, sogni e rappresentazioni dell’identità americana.
In questa cornice si inserisce la performance di Bad Bunny che va letta non solo come puro intrattenimento ma come “testo” perche ogni scelta - musicale, scenografica, linguistica e coreografica - è un segno. Lo spettacolo è stato concepito come un racconto di comunità, ricco di simboli visivi legati a Puerto Rico e ai Caraibi, che restituiscono un'idea di identità fluida e appartenenza latina: paesaggi tropicali, campi di canna da zucchero e lavoro agricolo, insieme agli spazi della socialità quotidiana — bodegas, bar di quartiere e barber shop.
Il momento culminante dello show arriva quando l’artista solleva un pallone da football con la scritta “Together, we are America”.
Lo mostra alla camera e lo lascia cadere, mentre sullo sfondo scorrono le bandiere di tutto il continente.
Poi, per la prima volta, parla in inglese: “God bless America” – ricordando però che “America” non coincide solo con gli Stati Uniti, ma è un insieme di popoli, culture e lingue.
Sul maxischermo si legge: “The only thing more powerful than hate is love.”
Con questa frase Bad Bunny dichiara il suo posizionamento valoriale: l’amore come resistenza, come forza politica e sociale contro la paura e la divisione.
Dunque Bad Bunny sceglie una rappresentazione di un’America plurale, emozionale e bilingue.
La struttura narrativa della performance si chiude con un ballo corale, quasi catartico che celebra la gioia e la consapevolezza del viaggio intrapreso.