18/11/2024
Oltre ad essere socia di Rete al Femminile Padova sono anche parte del Gruppo Comunicazione, un bel team di professioniste, brillanti, collaborative. Loro sono Cristiana Pellegrino, Elena Finco e Elisa Martini. Tra i vari progetti per la Rete abbiamo avviato questo dell'alfabeto al femminile. Testi miei, grafica di Cristiana.
Se vi fa piacere seguitelo, accanto agli altri post.
E se siete libere professioniste o imprenditrici e volete partecipare alla prossima riunione scrivetemi qui sotto e ci accordiamo.
Da oggi prende il via una rubrica dedicata alle parole, per raccontare una parte dell’universo femminile.
A partire dalle lettere dell’alfabeto, abbiamo selezionato dei concetti, delle suggestioni, delle condizioni che ci permettono di mostrare un punto di vista di genere.
Qualcuno, appunto.
Non abbiamo la pretesa di rappresentare tutte, ma se iniziamo a darci voce, il mondo inizia a somigliarci di più.
Artificial Intelligence, o AI, come la chiamiamo più comunemente.
Si tratta di un sistema di elaborazione ad altissima velocità di un enorme numero di informazioni. È progettata per incrociare i dati, come una rete neurale, e prende “decisioni” in maniera simile al cervello umano. Soprattutto apprende dall’esperienza.
È uno strumento potentissimo, che sta rivoluzionando le nostre vite e il mondo delle professioni ma anche in questo caso può essere fonte di disparità.
Una delle ragioni principali è che le donne delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono ancora una minoranza, parliamo di meno del 40%.
Questo significa che lavoreranno meno ad una tecnologia di raccolta e diffusione di informazioni che dovrebbe includere chiunque.
In relazione a questo, e puntando l’attenzione sull'addestramento del sistema di elaborazione, sembra che, se a questo vengono forniti dati che partono da bias cognitivi, esso li replicherà nella costruzione dei campi semantici, delle connessioni tra argomenti, delle possibilità di sviluppo di concetti, potenzialmente arrivando alla distorsione e alla discriminazione. E non si tratta solo del genere femminile, ma accade anche con la percezione della disabilità o con il colore della pelle.
Nel nostro piccolo possiamo usarla partendo dal nostro punto di vista, facendole le domande corrette, dandole informazioni eque, addestrandola ad essere rispettosa di ogni diversità rispetto alla visione prevalente.
La risposta come sempre è: partecipare, esserci, agire per potere cambiare le cose.
E voi, che esperienza avete con l'Intelligenza artificiale? La usate? La trovate inclusiva?
Buon addestramento del sistema ;-)
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Rete al Femminile Padova, riunisce libere professioniste e imprenditrici locali per scambiare informazioni, attivare collaborazioni e opportunità di formazione.
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