23/07/2020
LO SMART WORKING - IL LAVORO AGILE
Durante il periodo di quarantena affrontato nei mesi passati, si è come "scoperta" la possibilità di poter lavorare da casa, lavoro conosciuto con il nome di smart working in inglese e lavoro agile in Italia. 💻
In realtà, nel 2019 si contavano già 570mila Italiani ad aver scelto questa modalità di lavoro, un aumento del ben 20% rispetto al 2018. Purtroppo si tratta di numeri irrisori considerando l'intera popolazione. “Se ci riferissimo ai soli “white collar” operanti in realtà con almeno 10 addetti – si legge sull’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano -, potremmo affermare che in Italia ci sono circa 5 milioni di lavoratori dipendenti che potrebbero accedere allo smart working, il che ci porterebbe a stimare una penetrazione attuale di circa il 10%."
In Europa abbiamo una media del 17% di lavoratori che lavorano a distanza, negli Usa la percentuale di smart working è addirittura arrivata al 37%.
In Italia solo il 7% dei lavoratori ha accesso allo smart working, di cui il 5% sono smartworkers occasionali e meno dell’1% telelavoratori.
Perché nella nostra nazione manca questa cultura del lavoro da casa? 🤔
Soprattutto nel caso di freelancer che lavorano nel digital marketing capita spesso di imbattersi in aziende che "vogliono qualcuno in loco" senza considerare tutti i benefit delle collaborazioni "a distanza".
Un social media manager o un e-commerce specialist freelance hanno naturalmente molteplici clienti: come si può dunque pretendere che vengano 20, 30 o peggio 40 ore alla settimana nell'ufficio di un'unica azienda per svolgere del lavoro che farebbero in 10 ore settimanali, divise come più conviene a seconda degli altri impegni di lavoro?
Ed eccoci giunti al problema: perché pagare una persona per avere un servizio, compensandola per la qualità del servizio stesso ricevuto e non per la quantità di ore di cui ha avuto bisogno, quando pagando la stessa cifra posso impiegare una persona che attui molteplici servizi? Questo il pensiero di molti manager.
Non per nulla ci ritroviamo con offerte di lavoro in cui si ricercano profili completi nei più disparati settori: dai creatori di sistemi gestionali che devono saperci fare anche con la SEO e Google Analytics, a segretari tutto fare che tra un appuntamento e l'altro devono creare grafiche e banner per i social media. 😵
La parola d'ordine è informare, ed essere informati.
Mai svalutare una mansione perché non se ne conosce il valore e lo studio che stanno alla base.
Ci auguriamo che non solo le grosse aziende, ma anche le medie e piccole imprese aprano gli occhi riguardo lo smart working e le sue enormi potenzialità.