19/09/2026
Il seguente post è semplicemente un’osservazione da designer.
Quando abbiamo perso il senso del bello?
Per la segnaletica stradale e la toponomastica all’interno di un paese esistono standard precisi che ne definiscono caratteristiche, requisiti tecnici e modalità di progettazione.
Esistono normative che devono essere rispettate, ma che, a mio avviso, potrebbero essere riviste e migliorate.
Al di là degli aspetti normativi, però, mi chiedo:
quanto spazio rimane per il progetto, per l’identità e per il senso del bello?
E questo discorso, secondo me, vale per l’Italia intera. A volte basta osservare una semplice targa stradale per capire quanto il design possa influenzare il modo in cui percepiamo un luogo.
Prendiamo, per esempio, le segnaletiche che vi allego qui sotto, come quelle di Piana degli Albanesi o di un’altra città italiana.
Si notano subito diverse problematiche, che non riguardano soltanto il fatto che siano anonime o che non raccontino il territorio.
Osservandole con gli occhi di chi si occupa di progettazione grafica, emergono anche diverse criticità:
- allineamenti poco coerenti;
- pesi e gerarchie visive da rivedere;
- assenza di una griglia progettuale;
Manca, in sostanza, un sistema.
La segnaletica sembra essere stata pensata principalmente come un supporto necessario a riportare il nome di una strada, senza considerare che quel supporto entra a tutti gli effetti a far parte dello spazio pubblico e del contesto urbano.
E allora viene spontaneo chiedersi:
1. Perché una targa stradale non dovrebbe raccontare quel luogo?
2. Perché non dovrebbe adattarsi in modo coerente al proprio contesto di appartenenza?
Guardando invece una semplice insegna stradale di un’altra città europea (quella che trovate allegata qui sotto) la differenza è evidente.
Una targa come quella di Blair Street non si limita a comunicare un’informazione.
La forma, la tipografia, le proporzioni, il trattamento grafico e il suo rapporto con il contesto architettonico contribuiscono a restituire l’identità del luogo e a rendere l’insieme più armonioso ed elegante.
Non è una grafica che potrebbe trovarsi ovunque. Sembra appartenere a quel luogo.
Ed è proprio questa, secondo me, la differenza tra una comunicazione semplicemente presente nello spazio e una comunicazione progettata per quello spazio. Un graphic designer, prima ancora di scegliere un carattere o disegnare una targa, dovrebbe chiedersi:
A. Qual è la storia di questo luogo?
B. Quali sono i suoi elementi distintivi?
C. Quali segni, forme, caratteri e materiali possono tradurre questa identità?
D. Cosa posso fare per rendere ogni elemento del contesto urbano più bello, leggibile e coerente?
Nel caso di Piana degli Albanesi, ci sarebbe moltissimo da cui partire.
La storia, la cultura arbëreshe, l’architettura, i colori, i simboli, le tradizioni e il rapporto con il territorio potrebbero diventare gli elementi di un vero sistema di wayfinding: coerente, leggibile, contemporaneo, ma allo stesso tempo profondamente legato al luogo.
In parole semplici: creare un sistema di identità visiva coerente per lo spazio pubblico.
Questo non significa necessariamente rendere ogni cartello decorativo o trasformarlo in un’opera d’arte.
Anche una semplice targa stradale, quando entra nello spazio pubblico, contribuisce a raccontare il luogo in cui si trova.
E forse è proprio da questi piccoli elementi che si dovrebbe ripartire per restituire maggiore identità e bellezza ai nostri paesi.
Capisco che le normative attuali lascino alle amministrazioni margini di scelta molto limitati e che determinati requisiti debbano necessariamente essere rispettati. Ma credo che, proprio per questo, dovremmo guardare anche a ciò che viene fatto in altri Paesi europei e prendere spunto da modelli in cui funzionalità, normativa, identità e progettazione riescono a convivere.
Perché rispettare una norma e progettare qualcosa di bello e coerente non dovrebbero essere necessariamente due cose in contrasto.
Vi lascio qui il link al mio progetto di tesi dedicato alla progettazione dell’identità visiva di Piana degli Albanesi.
https://www.instagram.com/p/ChuKVNbqIqa/?img_index=4&stkn=MWZ0eWw4d2RiejR1
Buona visione!