31/08/2026
Nell'immensità dell'oceano, trovare una preda può sembrare impossibile… ma non per lo squalo.
L'acqua trasporta continuamente minuscole molecole rilasciate dai pesci e dagli altri animali. Lo squalo le percepisce con entrambe le narici e, confrontando anche differenze minime nella loro intensità, riesce a capire da quale direzione proviene la traccia.
Man mano che si avvicina, entrano in gioco anche gli altri sensi: la vista lo aiuta a individuare la preda mentre altri speciali recettori, distribuiti sul muso, gli permettono di percepire i deboli campi elettrici prodotti dai movimenti degli animali.
In questo modo, anche se l’acqua è torbida e la preda è fuori dal suo campo visivo, lo squalo continua a seguirne le tracce grazie alla sua "mappa sensoriale".