Movimento Cristiano Lavoratori Parma

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21/08/2022

La riflessione sul di oggi a cura del nostro Vescovo Enrico.
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Martedì 26, 18:30 alla Pieve di Tizzano V. P. incontro con Agnese Moro ed altri ospiti👇👇👇
24/07/2022

Martedì 26, 18:30 alla Pieve di Tizzano V. P. incontro con Agnese Moro ed altri ospiti
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24/07/2022

La riflessione del nostro Vescovo Enrico sul
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10/07/2022

La riflessione sul a cura del nostro Vescovo Enrico.
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03/07/2022

La riflessione sul a cura del nostro Vescovo Enrico.
Buon ascolto!

 , il commento a cura di don Luigi M. Epicoco🙏👇👇👇🙏
26/06/2022

, il commento a cura di don Luigi M. Epicoco
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L’ultimo tragitto che separa Gesù da Gerusalemme inizia con un incidente di percorso. Un gruppo di Samaritani si rifiuta di farlo entrare nel proprio villaggio. È l’infinita libertà dell’uomo che decide vittorie o sconfitte anche per il Figlio di Dio, non accorgendosi che ogni volta che Gesù perde, sono in realtà loro stessi a perdere. Nonostante ciò, Dio non si rimangia lo spazio di libertà che ha concesso all’uomo. Senza di essa, non ci sarebbe nulla, non esisterebbe nemmeno l’amore, sarebbe tutto semplicemente determinato, stabilito, artificialmente perfetto. Ma il Vangelo non nasconde nulla, non tace anche le chiusure, i fallimenti pastorali, e le frustrazioni dei discepoli che a quella chiusura rispondono con la violenza:

«Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».

Non riescono a sopportare il fatto che qualcuno si chiuda a quel messaggio, non riescono a tollerare le vertigini della libertà che si portano addosso anche quelli che dicono di no. L’amicizia con Gesù, la spiritualità appresa in quegli anni non li tutela dalla tentazione dell’integralismo. Ed è proprio Gesù a richiamarli alle logiche vere, non a quelle delle loro aspettative:

“Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio”.

Il Vangelo tace sulle parole usate da Gesù, di certo però è paradossale il fatto che sia proprio Gesù, il primo difensore della libertà dei ‘dissidenti’. Non sono i discepoli a calmare Lui, ma Lui a calmare i bollori dei discepoli che a volte si fanno talmente prendere la mano da infrangere il tratto più Santo che ci portiamo addosso dell’immagine e somiglianza di Dio: la libertà. E la libertà ha tempi, alfabeti e modalità diverse che vanno rispettati, compresi e tenuti sempre in considerazione. Delle volte lo zelo della fede ci rende eccessivamente integralisti. Paradossalmente questo nostro irrigidirci più che difendere Dio lo smentiscono. La testimonianza più dannosa che si possa dare a Dio è quella della violenza in tutte le sue forme.

Il commento al   festa del Corpo e Sangue di Gesù, a cura di P. Ermes M. Ronchi🙏👇👇👇🙏
19/06/2022

Il commento al festa del Corpo e Sangue di Gesù, a cura di P. Ermes M. Ronchi
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19 giugno - Festa del Corpo e Sangue di Gesù.

LA FOLLA INCANTATA

“Mandali via, è sera ormai e siamo in un luogo deserto!”
Festa della vita donata, del Corpo e del Sangue di Dio in noi. Il mio cuore lo assorbe, lui assorbe il mio cuore, e diventiamo una cosa sola; l'uomo è l'unica creatura che ha Dio nel sangue (G. Vannucci).

Per i discepoli, quella sera, Gesù aveva finito il suo lavoro. Aveva predicato, aveva nutrito la loro anima, ed era sufficiente così.
Per Gesù no.
Lui non riusciva ad amare l'anima senza amare i corpi, lui «parlava alle f***e del Regno e guariva quanti avevano bisogno di cure». Corpo e Spirito abbracciati.

Il Vangelo trabocca di miracoli compiuti su corpi di uomini, donne, bambini. Corpi guariti che diventano laboratorio e collaudo di un mondo nuovo, risanato, liberato, respirante, dove lo Spirito può finalmente trovare casa.
E sul finire del giorno quei cinquemila si incantano, a loro volta, davanti a questo sogno, tanto che devono intervenire i Dodici: Rabbi, tra poco è buio, e siamo in un luogo deserto.
Si preoccupano della gente, ma trovano la soluzione più meschina: mandali via.

Gesù non manda via nessuno, mai! Fare casa è la sua priorità, al punto che lui stesso è diventato casa per tutti, cercando casa in noi.
«Fateli sedere a gruppi», a tavolate, create mense comuni, comunità dove ognuno possa ascoltare la fame dell'altro, e faccia circolare il pane e il tempo che avrà fra le mani. Metteteli in relazione, che facciano casa.

La condivisione dei pani e dei pesci inizia con una richiesta illogica di Gesù ai suoi: date loro voi stessi da mangiare. Ma gli apostoli non sono in grado, hanno soltanto un pane ogni mille persone. Ancora una volta non hanno capito.

La sorpresa di quella sera è che la fine della fame non sta nel mangiare a sazietà, da solo, il tuo pane, ma nello spartire con gli altri il poco che hai, il bicchiere d'acqua fresca, un po' di tempo e un po' di cuore.
Gesù avanza questa pretesa irragionevole e profetica (date voi da mangiare) per dire a noi, alla Chiesa, di seguire la voce della profezia e non quella della ragione.
Dona, allora, anche il tempo che non hai, e torneranno a te ore più liete, giorni più sereni, battiti danzanti del cuore.
Tutti mangiarono a sazietà. Quel «tutti» è importante. Sono bambini, donne, uomini. Sono santi e peccatori, sinceri o bugiardi, donne di Samaria con cinque mariti e altrettanti divorzi, nessuno escluso.

È volontà di Dio che anche la sua Chiesa sia così: capace di guarire, dare, saziare, accogliere, capace come gli apostoli di mettere in comune quello che ha, fosse anche la sua povertà.

Il gioco divino, al quale quella sera tutti sono invitati, è la semplice condivisione. Ecco allora che i discepoli capiscono, e sperimentano, che il pane diventa benedizione, sempre (alzò gli occhi al cielo, lo benedisse, e lo spezzò).
E non una guerra.

Info www.smariadelcengio.it

12/06/2022

SS.ma Trinita, la riflessione del nostro Vescovo Enrico
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05/06/2022

Pentecoste...il dono della luce nella riflessione del nostro Vescovo Enrico.
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43126

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Martedì 09:30 - 12:30
Giovedì 09:30 - 12:30
Venerdì 09:30 - 12:30

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