Marty-empatiadigitale

Marty-empatiadigitale "Un’attività senza identità é come una persona senza emozioni" EMPATIA

Spesso riesco a raggiungere un'elevata CONNESSIONE EMOTIVA con il prossimo.

Questo mi rende molto empatica e proiettata verso le esigenze degli altri. DIGITALE

Il digitale é diventato un ambiente da abitare, un'estensione della mente umana, un mondo COLLEGATO alla vita reale. Non potevo non farne parte. Come ho scelto di farlo? Impiegando le emozioni e l'empatia per creare PERCORSI e CONTENUTI digitali utili ai negozianti per incrementare presenza e fatturato.

Quando fai il tuo lavoro da tanto tempo, tante cose iniziano a sembrarti normali.Il modo in cui ragioni, le domande che ...
29/09/2026

Quando fai il tuo lavoro da tanto tempo, tante cose iniziano a sembrarti normali.

Il modo in cui ragioni, le domande che fai, quello che noti subito, gli strumenti che hai scelto di tenere e quelli che hai lasciato andare.

Magari sai anche che lì dentro c’è qualcosa di tuo.

Solo che poi provi a raccontarlo e non sai bene da dove partire.

Perché sono tanti pezzi diversi, alcuni così naturali per te che fai persino fatica a vederli.

E quando comunichi, finiscono per rimanere fuori proprio quelle sfumature che potrebbero raccontarti meglio.

Per questo faccio sempre un po’ fatica quando si parla di trovare “l’elemento differenziante” come se dovessimo scovare quella singola cosa che nessun altro al mondo possiede.

Io, per esempio, non credo di averne una.

Credo di averne tante.

E credo che il lavoro più interessante (e bello almeno per me) sia riuscire a riconoscere tutti quei pezzi che fanno parte di te, capire come stanno insieme e trovare il modo di renderli visibili anche nella tua comunicazione.

non hai bisogno di inventarti qualcosa che ti renda diversa, ma di riuscire a comunicare meglio quello che c’è già.

Kissino,
Marty

23/09/2026

Ultimamente mi sono accorta che la parte che mi pesa di più della comunicazione non è nemmeno creare contenuti.

Sono tutte le decisioni che rimangono aperte.

Domani cosa pubblico?
Questa idea la sviluppo oppure no?
È da un po’ che non faccio stories.
Quella frase che mi è venuta durante una call dove la metto?
Forse dovrei parlare di più del mio lavoro.

Spegni il computer, ma da qualche parte nella testa hai ancora diciassette tab aperte.

Ed è anche per questo che sto cercando di costruire la mia strategia in modo un po’ diverso.

Non per sapere oggi cosa pubblicherò tra due mesi. Dio ce ne scampi. 😂

Ma per avere abbastanza struttura da non dover ricominciare ogni volta da zero.

Più ci lavoro, più penso che una buona strategia dovrebbe fare anche questo: togliermi delle decisioni dalla testa.

Perché voglio che la mia comunicazione funzioni.

Ma vorrei anche che avesse un posto dentro la mia vita, invece di continuare a girarmi in testa quando la giornata di lavoro è già finita.

Kissino,
Marty

Credo di aver sempre studiato marketing un po’ al contrario.Più imparavo cose, meno sentivo il bisogno di applicarle tut...
21/09/2026

Credo di aver sempre studiato marketing un po’ al contrario.

Più imparavo cose, meno sentivo il bisogno di applicarle tutte.

Anzi, spesso studiare mi è servito proprio a capire cosa potevo tranquillamente lasciare perdere.

Capire perché esiste una certa regola, cosa dovrebbe far succedere, quando può essere utile e quando invece nel mio caso non serve a molto.

Forse è anche per questo che negli anni ho accumulato corsi di copywriting, marketing, branding, vendita, funnel e compagnia bella 😅.

Non tanto perché volessi diventare bravissima in ognuna di queste cose.

Volevo riuscire a guardare il mio business e pensare:
“ok, so abbastanza da capire cosa sto facendo.”

E soprattutto abbastanza da scegliere.

Perché credo che la parte più bella di conoscere le regole sia proprio questa: a un certo punto puoi smettere di seguirle per riflesso e iniziare a decidere quali hanno davvero senso per te.

Ed è probabilmente uno dei motivi per cui oggi vedo la strategia molto più come uno strumento per scegliere, che come un insieme di cose da fare.

Un abbraccio,
Marty 🫶

09/09/2026

Pochi giorni fa Anna mi ha mandato una notizia che mi ha fatto sorridere.

Driadilab è stata presa in uno degli eventi più importanti del suo settore. Per ora non posso dirvi quale. 👀

Un anno fa mi scriveva: “Stanno iniziando a prenderci negli eventi fighi”.

Insomma, siamo arrivati a un altro livello di “fighi”. 😂

Anna trasforma fiori, foglie e altri elementi botanici in amuleti, ispirandosi alla floriterapia. Miniature da scoprire un dettaglio alla volta.

Lavoro con lei da settembre 2025.

All’epoca vendeva quasi esclusivamente dal vivo, girando per l’Italia con il suo banco nei mercatini.

Quando avevi davanti lei e le sue creazioni, capivi subito il valore del suo lavoro.

Online, invece, tutto questo arrivava molto meno.

Non aveva ancora un sito e voleva iniziare a vendere anche attraverso il web.

Abbiamo costruito il sito e lavorato sul brand, sull’offerta, su ciò che rendeva riconoscibile Driadilab e sul percorso che portava all’acquisto.

Poi sono arrivati i messaggi che hai appena visto…

Nel frattempo Anna mi ha raccontato un’altra cosa.

In passato alcune candidature a eventi selezionati non andavano a buon fine.

Le commissioni guardavano anche la presenza online degli artigiani e lì trovavano una versione ridotta di quello che lei riusciva a far percepire dal vivo.

Oggi possono conoscere Driadilab anche attraverso il sito e il mondo che Anna ha costruito intorno al suo lavoro.

E, insieme alle vendite, sono iniziate ad arrivare anche opportunità migliori. Fino alla notizia di pochi giorni fa. 🧡

Per me il punto è anche questo: fare in modo che online non sembriamo molto meno brave di quanto siamo davvero.

Perché il lavoro che hai costruito negli anni merita di essere capito anche da chi non ha ancora avuto la fortuna di incontrarti dal vivo.

E quando quella distanza comincia a ridursi, possono aprirsi porte che magari non avevi nemmeno considerato.

Anna, io sono felicissima per te. E adesso aspettiamo di poter dire anche dove andrai, perché questa cosa va festeggiata come si deve. 🧡

Un abbraccio 🤗
Marty

07/09/2026

Io, per esempio, avevo sviluppato una capacità notevole nel trovare sempre un motivo validissimo per rimandare l’allenamento.

Prima devo rispondere a quella mail, poi ho una call, poi devo finire quel lavoro e, già che ci sono, controllo un’ultima cosa al PC…. (Ovviamente questo non aveva mai fine 🫠)

E così aspettavo quella famosa giornata abbastanza libera da potermi allenare senza sentire che stavo sottraendo tempo al lavoro.

Una giornata abbastanza libera.
Da libera professionista.

Ahahahah. 🥲 (povera illusa)

A un certo punto però ho capito che quella giornata probabilmente non sarebbe mai arrivata, perché c’è sempre qualcosa che potrei fare, sistemare, anticipare o finire.

E soprattutto non avevo bisogno di trasformarmi in una di quelle persone che si svegliano alle cinque e fanno un’ora di allenamento cardio. Conoscendomi, non avrei retto nemmeno dieci minuti.

Volevo semplicemente tornare a essere una persona che si allena con regolarità.

Così ho ricominciato a ritagliarmi almeno venti minuti al mattino. Mi alleno, faccio quello che riesco e poi inizio a lavorare.

Ormai sono tre mesi che riesco a farlo quattro o cinque volte a settimana e la cosa che mi sorprende di più è che adesso, quando salto qualche giorno, mi manca.

Io. Quella che prima aveva sempre una mail urgentissima da mandare proprio nel momento in cui avrebbe dovuto allenarsi. 😂

Forse la parte più strana della libertà di lavorare per conto proprio è proprio questa: a volte non basta averla. Bisogna anche concedersi di usarla.

Kissino,
Marty

Mi sto accorgendo che da quando vivo qui ho iniziato a fare una cosa che prima mi riusciva pochissimo: interrompere.Inte...
03/09/2026

Mi sto accorgendo che da quando vivo qui ho iniziato a fare una cosa che prima mi riusciva pochissimo: interrompere.

Interrompere per lasciare che la testa faccia il suo lavoro senza avermi continuamente addosso (o in mezzo alla scatola, dipende dai punti di vista 🫣).

Il difficile, ovviamente, è ricordarselo prima della terza ora di guerra personale con il computer 😂

E sono certa di non essere l’unica 😂✌️

Kissino,
Marty

Dopo anni passati a studiare marketing, alcune regole le uso ancora, altre le ho adattate parecchio e altre semplicement...
01/09/2026

Dopo anni passati a studiare marketing, alcune regole le uso ancora, altre le ho adattate parecchio e altre semplicemente non fanno più parte del mio modo di comunicare.

Perché quando pubblico non voglio solo avere qualcosa da dire.

- Voglio sapere a chi sto parlando
- perché sto dicendo proprio quella cosa
- cosa voglio che succeda dopo che una persona l’ha letta.

Poi, dentro questa direzione, voglio anche potermi permettere di scrivere una frase lunga se sta meglio intera, non passare mezz’ora a cercare il gancio perfetto, lasciare una battuta se mi viene naturale…

… e non trasformare ogni pensiero in una mini lezione perché altrimenti pare che internet ci revochi il patentino da professioniste 😂

Ed è probabilmente questa la cosa che ho capito meglio in questi anni:

si può fare marketing senza dipenderne e senza sentirsi un’altra persona.

Conoscere le regole, per me, serve proprio a questo: capire quali mi aiutano davvero, come adattarle a quello che sto facendo e quali posso tranquillamente lasciare perdere.

Perché più conosco il marketing, più voglio essere libera di scegliere come usarlo.

A presto 🤗,
Marty

Sono stufa di aprire Instagram e vedere gente che pubblica ogni santo giorno.Stories dalla mattina alla sera, reel, caro...
28/08/2026

Sono stufa di aprire Instagram e vedere gente che pubblica ogni santo giorno.

Stories dalla mattina alla sera, reel, caroselli, dietro le quinte, vita privata, lavoro, pensieri….

E sì, certo che ogni tanto mi sale il nervoso e penso che dovrei fare di più anch’io.

Sono stufa di guardare le visualizzazioni dei miei post e pensare “ma veramente?”, soprattutto quando magari ci ho lavorato per ore.

E poi apro le call conoscitive e mi trovo davanti persone che mi dicono che mi seguono da mesi, che hanno letto questo e quello, che sono arrivate da un mio contenuto.

Quindi mi incazzo per i numeri bassi e contemporaneamente quei numeri mi stanno portando clienti.

Molto comodo per la mia stabilità mentale. 😂

Sono stufa di fare le grafiche per Instagram.

Le odio da ⚰️

Ma voglio comunque aprire il mio profilo e trovarlo bello, ordinato, riconoscibile.

Sono stufa di dover rimpicciolire tutto quello che sono e faccio dentro una bio di 150 caratteri.

Sono stufa delle sponsorizzate.

Eppure continuo a farle perché quando io non pubblico, non ho voglia, sto lavorando o semplicemente sto facendo altro, loro continuano a portare persone dentro i miei funnel.

Perché la verità è che a volte odio Instagram.

Odio quanto riesca a farmi sentire indietro anche quando, razionalmente, so benissimo di non esserlo.

Odio la sensazione che ci sia sempre qualcuno che pubblica di più, cresce di più, fa più cose e riesce inspiegabilmente a essere presente h24.

E contemporaneamente amo comunicare qui.

Mi piace pensare a un contenuto, scriverlo, pubblicarlo e sapere che dall’altra parte qualcuno lo leggerà.

Voglio ancora che il mio feed sia carino.

Continuo a guardare le visualizzazioni.

Continuo a pubblicare.

E niente.

Instagram mi sta parecchio sulle p***e, ma a quanto pare non abbastanza da andarmene ✌️

Marty

Mollare e riprendere la comunicazione (social e non) l’ho fatta ventordici volte 😂E quasi ogni volta ripartivo pensando ...
25/08/2026

Mollare e riprendere la comunicazione (social e non) l’ho fatta ventordici volte 😂

E quasi ogni volta ripartivo pensando che avrei dovuto organizzarmi meglio, essere più costante, capire prima cosa pubblicare e magari riuscire finalmente a non sparire di nuovo dopo un po’.

Solo che nel frattempo io continuavo a lavorare, studiavo, cambiavo idea su alcune cose, ne capivo meglio altre e avevo sempre più cose che volevo dire.

Poi tornavo online e provavo comunque a comunicare più o meno come avevo sempre fatto.

Ed è lì che, dopo un po’, tornava tutto a starmi stretto.

Perché dentro al mio lavoro ormai c’erano molte più cose: quello che osservavo nelle call, le opinioni che mi ero costruita, gli esempi che usavo, il mio modo di parlare e anche cose che semplicemente avevo voglia di condividere.

A una certa ho capito che per me il punto non era diventare più brava a seguire tutte le regole o riuscire finalmente a fare tutto “come si dovrebbe”.

Volevo conoscere abbastanza bene il marketing da poter scegliere cosa usare, come usarlo e cosa invece lasciare tranquillamente perdere.

E credo che sia ancora oggi la cosa che mi interessa di più.

Impararlo davvero, proprio per potermi permettere di scegliere.

Anche Rimetti a fuoco il tuo centro nasce un po’ da qui: dal desiderio di costruire una comunicazione in cui ci sia più spazio per quello che sappiamo, pensiamo e vogliamo condividere, senza perdere per strada la direzione.

Se anche tu in questo periodo senti che vuoi ripartire, spero che possa aiutarti a farlo sentendoti un po’ più libera 💛

Se vuoi ricevere gratuitamente la guida + workbook, commenta CENTRO e te li mando.

Un abbraccio,
Marty

Io ChatGPT lo uso tantissimo, quindi questo post non nasce assolutamente dal reparto “AI cattiva, torniamo a scrivere a ...
24/08/2026

Io ChatGPT lo uso tantissimo, quindi questo post non nasce assolutamente dal reparto “AI cattiva, torniamo a scrivere a penna su carta”. 😂

Anzi, una delle cose che mi piace di più è proprio poterci ragionare insieme quando ho la testa piena, un’idea ancora mezza storta o cinquanta pezzi sparsi che da sola impiegherei molto più tempo a rimettere in ordine.

Però mi accorgo anche di quanto sia facile, soprattutto quando siamo stanche o abbiamo bisogno di ti**re fuori un contenuto alla veloce, saltare un passaggio.

Invece di portargli qualcosa che abbiamo visto, pensato, ascoltato e provare a lavorarci insieme, possiamo chiedergli direttamente: “dimmi cosa pensa il mio target, cosa prova, cosa dovrei dirgli e possibilmente scrivimi pure il post, con empatia mi raccomando”

Comodissimo, eh. Lo capisco benissimo. 😂

Solo che quello è anche il pezzo in cui rischiamo di smettere di ascoltare davvero le persone che abbiamo davanti.

E forse è proprio per questo che negli ultimi mesi mi interessa sempre meno avere una lista perfetta di pain point, bisogni e desideri e sempre di più raccogliere “le cose vere che le persone dicono”: durante una call, in un messaggio, rispondendo a una storia, mentre provano a spiegarmi qualcosa e magari usano una frase che io non avrei mai inventato.

Poi posso tranquillamente portare tutto a ChatGPT e farmi aiutare.

Ma almeno a quel punto non gli sto chiedendo di immaginare una persona al posto mio.

Gli sto portando una persona che ho già provato ad ascoltare.

E credo che la differenza, nei contenuti, si senta parecchio (tu forse fatichi a comprenderlo ma chi lo legge vai tranquilla che ahimè se ne accorge 😅✌️).

A presto ,
Marty

Indirizzo

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Reggio Nell Emilia
42124

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