09/05/2026
Il “Liking Gap”: perché spesso piacciamo più di quanto crediamo
1. La sensazione di aver fatto una cattiva impressione
Succede a quasi tutti. Dopo aver conosciuto una persona nuova o aver partecipato a una conversazione importante, la mente torna continuamente sugli stessi dettagli: una battuta uscita male, una pausa di troppo, una frase poco brillante.
Spesso iniziamo a pensare di non essere stati interessanti, simpatici o abbastanza “all’altezza”. Eppure, nella maggior parte dei casi, questa percezione è distorta.
La psicologia sociale definisce questo fenomeno Liking Gap: il divario tra quanto pensiamo di piacere agli altri e quanto, invece, veniamo realmente apprezzati.
In altre parole, tendiamo a credere di aver lasciato un’impressione peggiore rispetto a quella che gli altri hanno davvero di noi.
È un meccanismo molto comune nelle prime interazioni: un colloquio, un nuovo ambiente di lavoro, una conoscenza casuale, un incontro universitario o perfino una semplice chiacchierata. Mentre parliamo, infatti, siamo spesso concentrati più su noi stessi che sull’interazione reale.
Osserviamo ogni minima esitazione, analizziamo le parole che abbiamo scelto, correggiamo mentalmente ciò che avremmo dovuto dire. Nel frattempo, però, rischiamo di non accorgerci dei segnali positivi dell’altra persona: interesse, disponibilità, curiosità o simpatia.
2. Lo studio che ha dimostrato il fenomeno
Il concetto di Liking Gap è stato studiato in modo approfondito da Erica Boothby e dal suo gruppo di ricerca, in uno studio pubblicato nel 2018 sulla rivista Psychological Science.
I ricercatori hanno osservato persone coinvolte in diverse situazioni sociali:
sconosciuti che conversavano per la prima volta;
studenti universitari che conoscevano i nuovi compagni di stanza;
partecipanti a workshop professionali e attività di gruppo.
Dopo ogni conversazione, ai partecipanti venivano chieste due valutazioni:
quanto avessero gradito l’altra persona;
quanto pensassero di essere piaciuti all’interlocutore.
I risultati furono molto chiari.
Quasi tutti tendevano a sottovalutare il gradimento ricevuto. Le persone pensavano di essere state giudicate in modo più freddo o meno positivo rispetto a quanto dichiarato realmente dagli altri.
Secondo i ricercatori, questo accade perché viviamo l’interazione da due prospettive completamente diverse:
dall’interno, vediamo tutte le nostre insicurezze;
dall’esterno, gli altri vedono soprattutto il nostro comportamento generale.
Noi ricordiamo ogni piccola imperfezione. Gli altri, invece, spesso percepiscono soltanto una conversazione normale, piacevole e spontanea.
Lo studio ha mostrato anche un altro aspetto interessante: il Liking Gap non scompare subito. In alcuni casi continuava anche dopo mesi di convivenza tra compagni di stanza universitari. Questo significa che molte relazioni potrebbero svilupparsi più lentamente proprio perché le persone sottovalutano il gradimento reciproco.
3. Perché comprenderlo può cambiare il modo in cui viviamo le relazioni
Sapere che esiste il Liking Gap può avere un effetto molto concreto sul benessere psicologico.
Molte persone convivono con una forma continua di autocritica sociale: pensano di risultare noiose, impacciate o poco interessanti anche quando non è affatto così. Questo porta spesso a evitare nuove conoscenze, esporsi meno o chiudersi gradualmente nelle relazioni.
La ricerca suggerisce invece qualcosa di sorprendente: nella maggior parte delle situazioni, gli altri ci percepiscono in modo più positivo di quanto immaginiamo.
Questo non significa che ogni interazione vada perfettamente o che non commettiamo errori. Significa però che il nostro cervello tende a dare un peso enorme ai piccoli dettagli negativi, ignorando tutto il resto.
Un silenzio imbarazzante che ricordiamo per ore, probabilmente, per l’altra persona è stato solo un momento irrilevante. Una frase che ci sembra “stupida” spesso viene dimenticata pochi secondi dopo.
Comprendere questo meccanismo può aiutare a:
ridurre l’ansia sociale;
vivere le conversazioni con meno pressione;
affrontare nuove relazioni con maggiore serenità;
interrompere il circolo della ruminazione mentale.
In fondo, il Liking Gap ci ricorda qualcosa di molto umano: siamo quasi sempre più severi con noi stessi di quanto lo siano gli altri.
Fonti bibliografiche
Boothby, E. J., Cooney, G., Sandstrom, G. M., & Clark, M. S. (2018). The Liking Gap in Conversations: Do People Like Us More Than We Think? Psychological Science, 29(11), 1742–1756.
Sandstrom, G. M., & Boothby, E. J. (2021). Why do people hesitate to talk to strangers? Current Opinion in Psychology.
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