23/04/2026
Se un progetto scricchiola, quasi mai è colpa del font. Di solito scricchiola da prima: quando parti senza brief o con un brief fatto male.
Per noi, (ma soprattutto per ) che si parli di branding, social, campagna di comunicazione o realizzazione di un volantino, senza brief creativo non si parte.
Non è una formalità. È una fase di lavoro vera: uno, a volte due incontri, in cui mettiamo a fuoco il progetto prima di fare qualsiasi altra cosa. Facciamo domande tecniche (obiettivi, pubblico, tempi e vincoli…), ma anche domande meno comode: quelle che servono a capire identità di brand, posizionamento, aspettative, percezioni, priorità. In pratica?
Un mix tra interrogatorio e seduta psicologica. Ma con uno scopo molto concreto: evitare di costruire una soluzione elegante sopra un problema capito male.
Negli anni le domande, le abbiamo modificate, aggiunte ed eliminate, oggi sono diventate circa 40. Alcune cambiano in base al progetto, altre per noi sono imprescindibili. Perché il brief non serve solo a capire cosa fare: serve anche a capire cosa non fare, cosa chiarire prima e, in certi casi, se è davvero il momento giusto per partire.
Le 4 domande che trovi in questo carosello sono tra le nostre preferite. Perché aprono i discorsi più interessanti. E spesso anche quelli più utili.
Salvalo se stai lavorando sul tuo brand. Se invece vuoi capire da dove partire davvero, scrivici BRIEF in DM per avere un primo confronto senza impegno.