13/08/2018
🔹 Spesso mi chiedono: ”che lavoro fai?” 🔹
A questa domanda non so mai come rispondere in maniera semplicistica come ad esempio “sono medico”, “faccio il cameriere”, oppure “sono un commercialista” o ancora “sono un postino”. Per dirla breve, già il nome di questi lavori dice tutto, non c’è nulla da spiegare. 🤔
Insomma, per questa domanda vado sempre in crisi, perché, prima con il nome della mia professione - “Service & User eXperience Designer”, e subito dopo con la sua descrizione; vedo le facce delle persone diventare perplesse, come davanti a una lavagna con un’equazione a integrali multipli da risolvere... 😶
L’immagine sotto è a parer mio perfetta nello spiegare bene il tutto.
⁉️Ma...
1. Cos’è la UXD (User eXperience Design)?
2. Cos’è il SD (Service Design)?
🔍 Vi racconto come stanno le cose:
Avete presente il marchio di caffè Nespresso? Quello delle capsule, quello del “what else?” Quello dell’attore George Clooney che beve un espresso? - ma secondo voi l’ex medico di ER beve caffè espresso? 😒 Insomma, ce l’avete presente? Bene.
Avete anche presente quando, se lo usate, entrate nei loro negozi, pardon, nelle loro “boutique”, per comprare le capsule di caffè dal nome esotico o classico, deciso o medio-orientale? Per esempio, “Roma” piuttosto che “Arpeggio”? O ancora “Kazar” piuttosto che “Dharkan”? Ecco, appunto.
Il SD cura tutto il servizio: dal riconoscimento del brand, alla creazione di appartenenza con esso; dal momento in cui il cliente entra in boutique fino a quando assaggia gratuitamente l’ultimo caffè arrivato in negozio - “Tributo a Palermo” ad esempio; per passare poi all’acquisto delle magiche scatoline sapientemente confezionate, e infine arrivare all’utilizzo vero e proprio del cliente finale: bere il caffè.
Molto bene. Ora, soffermiamoci sulla preparazione del caffè “come al bar”.
Quanto è facile e veloce preparare il caffè in capsula Nespresso con le loro macchine espresso? Aspettate, ovviamente, come i negozi che sono “boutique”, le macchine non sono delle semplici “macchine”, no. Hanno un cuore, un’anima, ma sopratutto UN NOME: “Inissia”, per esempio o “Essenza Mini”.
Da uno a 10, quanto sono facili da usare?
Io direi senza indugio 10.
💎 Benone.
Ecco a voi la User eXperience o per dirla in italiano: l’esperienza utente. Insomma, se quando usate una cosa fisica o digitale, e non bestemmiate perché non riuscite a capirne il funzionamento, ma al contrario siete addirittura contenti di usarla, questa è la buona User eXperience!
La piacevolezza di usare o vivere una cosa, o addirittura il non accorgersi di aver usato una cosa per quanto sia stata semplice, il famoso bicchiere d’acqua, è la UX baby!
Ora premesso che il mio è solo un esempio e non creo servizi per la Nespresso né tanto meno disegno macchine del caffè, il mio ruolo trasponetelo nei prodotti digitai e saprete che dietro un’applicazione e/o un sito web che funziona bene, c’è anche questo straordinario lavoro di ricerca, passione e scoperta, intuizione e utente sempre al centro.
Insomma, what else?