Hubove Studio

Hubove Studio Creiamo strategie digitali per il mondo dell'Arte e della Cultura

Negli ultimi 30 giorni abbiamo fatto oltre 100k visualizzazioni parlando di arte, editoria e comunicazione culturale sen...
03/06/2026

Negli ultimi 30 giorni abbiamo fatto oltre 100k visualizzazioni parlando di arte, editoria e comunicazione culturale senza ADV, senza boost, senza trucchi di alcun tipo.

Li avrete visti anche voi: abbiamo pubblicato due caroselli a cui tenevamo molto:
uno sul Centre Pompidou che resterà chiuso per 5 anni e uno sul Salone del Libro 2026.

A prima vista, guardando solo i numeri, sembrava aver vinto il Salone. Poi abbiamo aperto gli analytics e ci siamo accorti che la storia era un po’ più interessante.

Nel nuovo articolo della newsletter facciamo una cosa diversa dal solita: vi mostriamo gli screenshot (qualcosa è anticipato in questo carosello) dei nostri Insights su Instagram. In pratica, condividiamo i numeri veri dei due contenuti e vi facciamo entrare nel backstage editoriale di Hubove Studio: follower acquisiti, salvataggi, timing e quello che abbiamo imparato.

Negli anni abbiamo usufruito anche noi di tanta formazione gratuita online, quando possiamo, ci piace rimetterne un pezzetto in circolo.

Link in bio per spaccare l’Instagram ✨

     

Quest’anno abbiamo raggiunto i mille contenuti pubblicati.Anche se ci viene voglia di celebrare (yeeee🎉), pensiamo per u...
22/05/2026

Quest’anno abbiamo raggiunto i mille contenuti pubblicati.

Anche se ci viene voglia di celebrare (yeeee🎉), pensiamo per un momento a questa milestone: significa che siamo da abbastanza tempo dentro questo lavoro per riconoscere cosa funziona davvero e perché.
Sicuramente, una delle cose che abbiamo imparato è che la comunicazione culturale non può usare le stesse logiche di quella commerciale.

Il marketing tradizionale fa leva sull’urgenza e sul bisogno indotto. Nella comunicazione culturale quelle stesse leve rischiano di ridurre un’esperienza complessa a qualcosa di effimero, e di escludere proprio il pubblico che vuoi raggiungere.

Il valore di una mostra o di un libro non si esaurisce nel momento della fruizione. Per questo il nostro lavoro è trovare ogni volta l’equilibrio tra profondità e accessibilità, senza sacrificare né l’una né l’altra. 🏛📚

Se vuoi lavorare nel mondo della comunicazione dell’arte e della cultura, sei nel posto giusto!
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L’edizione del Salone del libro di Torino 2026 finisce oggi, e per il quarto anno di fila siamo andati a lavorare propri...
18/05/2026

L’edizione del Salone del libro di Torino 2026 finisce oggi, e per il quarto anno di fila siamo andati a lavorare proprio nei giorni clou dell’evento editoriale più atteso dell’anno.

Ma se le porte del Lingotto si chiudono, non vuol dire che il Salone scompaia, anzi: ci tiene particolarmente a rimanere accanto al suo pubblico anche quando la fiera non c’è, attraverso il magico mondo dei social media.

Noi di Hubove Studio abbiamo analizzato la strategia digitale e la comunicazione del Salone del libro per un anno: ecco che cosa abbiamo intercettato👆

L’articolo integrale si trova alla newsletter al link in bio 💌

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Da oggi inizia l’ultima settimana per visitare a  “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, il secondo atto del cic...
11/05/2026

Da oggi inizia l’ultima settimana per visitare a “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, il secondo atto del ciclo di mostre dedicate al fotografo.

Questa seconda tappa celebra la sublimazione artistica degli scatti di Robert Mapplethorpe, capace di rendere i corpi statue e il desiderio tensione controllata.

Con piacere abbiamo lavorato insieme al team di (, , .bettiol) e del team Hubove per la strategia editoriale, la gestione e la creazione dei contenuti pubblicati in collaborazione con , sia su Instagram che sul canale YouTube di Marsilio Arte e il magazine di Marsilio Arte “C’è vita su Marte”.

Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio

📍 Palazzo Reale, Milano

📅 Fino al 17 maggio 2026

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La Biennale Arte apre domani, ma la sua narrazione è già stata scritta da altri.Negli ultimi giorni le P***y Riot, le te...
08/05/2026

La Biennale Arte apre domani, ma la sua narrazione è già stata scritta da altri.

Negli ultimi giorni le P***y Riot, le testate di settore e gli artisti firmatari di un manifesto hanno occupato uno spazio che l’account ufficiale ha lasciato libero. Non per negligenza: per una logica istituzionale che ancora si fida del calendario più che della conversazione.

Noi lo abbiamo guardato come un caso studio. E ne abbiamo tratto tre osservazioni che valgono, secondo noi, per qualsiasi istituzione culturale.

L’articolo è nella newsletter. Link in bio 💌

Questa è la settimana santa dell’arte, e noi stiamo lavorando a Palazzo Diedo () per collaborare alle mostre “Strange Ru...
05/05/2026

Questa è la settimana santa dell’arte, e noi stiamo lavorando a Palazzo Diedo () per collaborare alle mostre “Strange Rules”, curata da Mat Dryhurst, Holly Herndon, Hans Ulrich Obrist e Adriana Rispoli, e “Ceal Floyer. Unfinished”, a cura di Ann Gallagher e Jonathan Watkins.

L’esposizione “Strange Rules” introduce alla Protocol Art, una pratica artistica che interagisce con le nuove regole che sottostanno alla produzione, la distribuzione e la percezione dell’arte nell’era digitale.

“Ceal Floyer. Unfinished” è una mostra che rende omaggio all’artista britannica Ceal Floyer, scomparsa a dicembre del 2025, con una panoramica delle sue opere principali.

In questi mesi troverete sui canali di Berggruen Arts&Culture un lavoro di strategia digitale, social media management e content marketing che spazia da Instagram a Youtube, passando per il sito web. Il tutto è sempre frutto del lavoro con (, e .bettiol ), ed , videomaker junior di Hubove Studio pronta a intercettare i WeTransfer del team alla velocità della luce!

Insomma, in questi giorni ci trovate a Palazzo Diedo, nel caso passaste di lì!

🏛️“Strange Rules”, curata da Mat Dryhurst, Holly Herndon, Hans Ulrich Obrist, con Adriana Rispoli // “ Ceal Floyer. Unfinished”, curata da Ann Gallagher e Jonathan Watkins

📆 4 maggio - 22 novembre 2026

📍Palazzo Diedo, Venezia

     

Il Centre Pompidou ha chiuso a settembre 2025.Cinque anni di cantiere, zero mostre, zero inaugurazioni.Eppure la sua com...
29/04/2026

Il Centre Pompidou ha chiuso a settembre 2025.

Cinque anni di cantiere, zero mostre, zero inaugurazioni.

Eppure la sua comunicazione non si è mai fermata.

Abbiamo analizzato cosa ha fatto, come lo ha fatto e cosa possiamo imparare da un museo che ha scelto di continuare a esistere anche senza il suo edificio.

L’articolo è nella newsletter al link in bio 💌🔗

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Qual è la differenza tra spiegare e raccontare un museo?Per noi di Hubove è una distinzione fondamentale, perché spiegar...
28/04/2026

Qual è la differenza tra spiegare e raccontare un museo?

Per noi di Hubove è una distinzione fondamentale, perché spiegare, da solo, spesso rischia di creare distanza. Raccontare, invece, costruisce un legame.

I musei oggi non possono limitarsi a trasmettere informazioni: devono creare percorsi narrativi capaci di accompagnare il pubblico dentro temi complessi senza semplificarli troppo. È qui che entrano in gioco storytelling, contenuti digitali, audioguide, video e tutti quei dispositivi che aiutano le persone a sentirsi coinvolte, e non escluse, davanti alla cultura.

La sfida non è banalizzare, ma rendere accessibile senza perdere profondità.

Perché raccontare un museo non significa abbassare il livello. Significa permettere a più persone di entrarci davvero.

Se ti interessa approfondire il rapporto tra storytelling, accessibilità e comunicazione culturale, ne parliamo nella nostra newsletter. Link in bio.

      ✔️   digitalculture

Il Fridericianum fu il primo museo creato appositamente per contenere opere d’arte. Era il 1779. Prima i dipinti, le scu...
27/04/2026

Il Fridericianum fu il primo museo creato appositamente per contenere opere d’arte. Era il 1779. Prima i dipinti, le sculture, gli oggetti di valore venivano posti in studioli o cortili: testimonianze di civiltà, di culture lontane, ridimensionate, riadattate a spazi troppo piccoli o dissonanti rispetto alla grandezza (anche simbolica) degli oggetti d’arte.

Oggi abbiamo musei, gallerie, fondazioni, archivi, una serie di ambienti ad-hoc, pronti ad accogliere la cultura. Ma questo basta davvero?

Non necessariamente. Avere uno spazio dedicato all’arte non significa automaticamente creare un dialogo con chi quell’arte dovrebbe incontrarla. Il museo contemporaneo non può più limitarsi a conservare ed esporre: deve anche farsi capire.

Perché senza mediazione, senza strumenti interpretativi, senza un pensiero su chi guarda, il museo rischia di restare accessibile solo a chi possiede già le chiavi per comprenderlo.

La sfida oggi è costruire un ponte tra le opere e i visitatori: attraverso la narrazione, la mediazione culturale, i percorsi educativi, ma soprattutto attraverso l’ascolto.

Se il museo nasce come contenitore, forse oggi dovrebbe diventare prima di tutto uno spazio di relazione.

La citazione nella card è ripresa dal libro di Giovanni Carrada, Perché non parli?, Johan and Levi, 2025

Per la prima volta Hubove Studio partecipa alla realizzazione di una mostra a livello progettuale: siamo felicissimi di ...
26/04/2026

Per la prima volta Hubove Studio partecipa alla realizzazione di una mostra a livello progettuale: siamo felicissimi di aver preso parte all’allestimento di “The only true protest is beauty”, la mostra che ha dato il via all’apertura della Fondazione Dries Van Noten ( ).

Nel nostro caso ci siamo occupati dell’editing di tutti i video che vedrete in mostra, contribuendo dunque all’esperienza di visita.

“The only true protest is beauty” é curata da Dries Van Noten insieme a Geert Bruloot, e celebra l’artigianato come linguaggio espressivo. Opere di gioielleria, design e moda, arte, fotografia e sperimentazioni materiche, superano i confini disciplinari per dialogare tra loro. L’obiettivo è scardinare i pregiudizi, ribaltare le aspettative e rivelare la dimensione profondamente umana insita nel processo creativo.

Ringraziamo la nostra collega per essere stata i nostri occhi e le nostre orecchie durante la giornata inaugurale, e per aver pensato a noi ❤️

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Rome

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