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Hubove Studio Creiamo strategie digitali per il mondo dell'Arte e della Cultura

I social portano all’accumulo, la cultura implica una scelta.Ma allora quale è la strada giusta da percorrere nella comu...
10/09/2026

I social portano all’accumulo, la cultura implica una scelta.
Ma allora quale è la strada giusta da percorrere nella comunicazione culturale?

Sicuramente non è semplice scegliere cosa pubblicare, ma senza una forma di selezione ogni contenuto assumerà inevitabilmente lo stesso valore, perdendo così di peso e finendo per depotenziare la narrazione nel suo insieme.
Selezionare non vuol dire rinunciare alla pubblicazione, ma scegliere accuratamente cosa esporre o no. Quali elementi lasciare all’interno del mio progetto e quali mostrare.
Per far ciò, è essenziale creare a priori una gerarchia dei contenuti, stabilendo criteri di scelta ben precisi: solo in questo modo potremmo edificare una narrazione coerente e instaurare un dialogo attivo con chi ci segue.

Questo contenuto è tratto dall’articolo “Cosa abbiamo imparato dopo aver creato +1000 contenuti per istituzioni culturali” che trovi nella nostra newsletter su Substack, al link in bio. 💌

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Quando ci riferiamo alla comunicazione culturale, tendiamo spesso a parlare più di “promozione” che di “mediazione”. Epp...
08/09/2026

Quando ci riferiamo alla comunicazione culturale, tendiamo spesso a parlare più di “promozione” che di “mediazione”. Eppure, se non comprendiamo che cosa blocchi un potenziale pubblico dal varcare la soglia di un museo, non possiamo neanche raggiungere l’obiettivo principale della promozione: aumentare il numero dei biglietti venduti.
La mediazione diventa quindi parte fondamentale del processo comunicativo: lo strumento essenziale per abbattere le barriere tra le persone e le istituzioni culturali.

Trovi l’argomento approfondito nell’ultimo articolo della nostra newsletter, al link in bio. 💌🔗

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Quando ci riferiamo a una mostra o a un museo che visitiamo parliamo quasi sempre solo di “pubblico”.Eppure le comunità ...
04/09/2026

Quando ci riferiamo a una mostra o a un museo che visitiamo parliamo quasi sempre solo di “pubblico”.
Eppure le comunità che attraversano un’istituzione culturale sono molteplici: dagli studenti in gita, al turista straniero che non ha i nostri riferimenti culturali, passando per il cittadino che vuole impegnare la domenica mattina o la visitatrice che approda al museo tramite i social. Senza considerare gli esperti e gli appassionati del settore.

Quando comunichiamo dovremmo forse considerarli tutti come nostri target di riferimento? Certo che no, altrimenti perderemmo l’essenza stessa del museo e il nostro messaggio risulterebbe dispersivo.
Tutto ciò si traduce in una singola parola, per quanto riguarda la strategia comunicativa: diversificazione.
Segmentando i nostri contenuti e assegnando loro un destinatario prioritario, puntiamo a far sentire i diversi pubblici visti e coinvolti, o almeno questo è il nostro obiettivo.

La narrazione di fondo rimane coerente, ma i format cambiano: un TikTok con un gancio pensato per i liceali o un carosello divulgativo per gli appassionati del settore, per esempio, posso contribuire a differenziare la narrazione della mostra.
Cercare di parlare a tutti è lecito, l’importante è che si sappia come fare 📲
Se vuoi lavorare o lavori nel mondo della comunicazione dell’arte e della cultura, sei nel posto giusto!

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Spesso ci scervelliamo su orari di pubblicazione, numero di hashtag, quantità di stories da preparare e così via, come s...
02/09/2026

Spesso ci scervelliamo su orari di pubblicazione, numero di hashtag, quantità di stories da preparare e così via, come se l’algoritmo fosse il nostro nemico numero uno.
Eppure, se torniamo alle basi del social media marketing, sappiamo che l’algoritmo distribuisce i contenuti anche sulla base degli interessi e dei comportamenti delle persone.
Quindi no, il successo di un post non dipende solo dalla fortuna.

Dopo anni di lavoro nel settore abbiamo fatto un po’ l’occhio sui contenuti che hanno maggiori probabilità di funzionare. Altri, invece, sappiamo che difficilmente diventeranno virali, ma sono comunque necessari perché contribuiscono a costruire l’autorevolezza e l’identità istituzionale di un brand. Pensiamo, ad esempio, alle interviste ai curatori di una mostra.

Il punto sta nel trovare un equilibrio tra queste due modalità: creare contenuti capaci di raggiungere e coinvolgere il pubblico, senza dimenticare quelli che servono a costruire un’identità riconoscibile nel tempo.
La formula magica non esiste, ma una buona strategia può sicuramente ridurre il numero di tentativi a vuoto.
Se vuoi lavorare nel mondo della comunicazione dell’arte e della cultura, sei nel posto giusto!

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Oggi è 1° settembre, e visto che nemmeno quest’anno ci troviamo a King’s Cross per prendere l’Espresso per Hogwarts, ci ...
01/09/2026

Oggi è 1° settembre, e visto che nemmeno quest’anno ci troviamo a King’s Cross per prendere l’Espresso per Hogwarts, ci tocca tornare a lavorare.

La newsletter è al link in bio. 🔗

       

Abbiamo accesso a tutto. Ma cosa stiamo vivendo davvero?  Nel digitale abbiamo accesso a tutto in qualsiasi momento: ogn...
11/06/2026

Abbiamo accesso a tutto. Ma cosa stiamo vivendo davvero?

Nel digitale abbiamo accesso a tutto in qualsiasi momento: ogni cosa è istantanea, vicina. Ma tra contenuti che scorrono e stimoli continui, è difficile prestare realmente attenzione a quel che accade. Farsene un’opinione sincera poi, è impossibile.

Il punto è questo: l’esperienza reale segue altre logiche, tempistiche, necessita di attenzione.

I social non ti permettono di vivere qualcosa ma soltanto di guardarlo, per massimo 1 minuto, da fuori.

Se è vero che grazie ai social tutto è accessibile, è anche vero che non tutto è esperienza.

La citazione nella card è ripresa dal libro di Giovanni Carrada, Perché non parli?, Johan and Levi, 2025

Cosa è più importante, l’autorevolezza o la riconoscibilità? Nel corso degli anni, abbiamo assistito a due tendenze oppo...
10/06/2026

Cosa è più importante, l’autorevolezza o la riconoscibilità?

Nel corso degli anni, abbiamo assistito a due tendenze opposte nel mondo della cultura, entrambe controproducenti: chi associa la visibilità alla superficialità e vuole produrre solo contenuti di nicchia, o chi confonde tra loro i due concetti e si aspetta che ogni suo post ottenga il massimo numero di interazioni.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Se la visibilità è immediata e misurabile, l’autorevolezza si guadagna nel tempo ed è ciò che fidelizza il pubblico.

Appartengono a due mondi distinti, ma entrambi fondamentali: senza la visibilità, capillare e costante, non posso raggiungere i miei utenti; senza autorevolezza, non li mantengo.

Le metriche servono nell’immediatezza: ma è solo attraverso le interazioni dirette con chi mi segue che posso capire quanto ho attecchito nel mio pubblico.

I numeri contano, ma fino a un certo punto: dopo serve il dialogo.

Se vuoi lavorare nel mondo della comunicazione dell’arte e della cultura, sei nel posto giusto!
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In foto 📸

Card 1: David Hockney 25, 9 aprile 2025 - 31 agosto 2025, Fondation Louis Vuitton, Parigi

Card 2: Wolfgang Tilmans, Nothing could have prepared us – Everything could have prepared us, 13 giugno - 22 settembre 2025, Centre Pompidou, Parigi

Card 3: Mostra su Martin Parr a Phest, Festival internazionale di fotografia e arte, 7 agosto - 1° novembre 2025, Monopoli

Card 4: Barcellona, Studio d’artista, giugno 2025

Negli ultimi 30 giorni abbiamo fatto oltre 100k visualizzazioni parlando di arte, editoria e comunicazione culturale sen...
03/06/2026

Negli ultimi 30 giorni abbiamo fatto oltre 100k visualizzazioni parlando di arte, editoria e comunicazione culturale senza ADV, senza boost, senza trucchi di alcun tipo.

Li avrete visti anche voi: abbiamo pubblicato due caroselli a cui tenevamo molto:
uno sul Centre Pompidou che resterà chiuso per 5 anni e uno sul Salone del Libro 2026.

A prima vista, guardando solo i numeri, sembrava aver vinto il Salone. Poi abbiamo aperto gli analytics e ci siamo accorti che la storia era un po’ più interessante.

Nel nuovo articolo della newsletter facciamo una cosa diversa dal solita: vi mostriamo gli screenshot (qualcosa è anticipato in questo carosello) dei nostri Insights su Instagram. In pratica, condividiamo i numeri veri dei due contenuti e vi facciamo entrare nel backstage editoriale di Hubove Studio: follower acquisiti, salvataggi, timing e quello che abbiamo imparato.

Negli anni abbiamo usufruito anche noi di tanta formazione gratuita online, quando possiamo, ci piace rimetterne un pezzetto in circolo.

Link in bio per spaccare l’Instagram ✨

     

Quest’anno abbiamo raggiunto i mille contenuti pubblicati.Anche se ci viene voglia di celebrare (yeeee🎉), pensiamo per u...
22/05/2026

Quest’anno abbiamo raggiunto i mille contenuti pubblicati.

Anche se ci viene voglia di celebrare (yeeee🎉), pensiamo per un momento a questa milestone: significa che siamo da abbastanza tempo dentro questo lavoro per riconoscere cosa funziona davvero e perché.
Sicuramente, una delle cose che abbiamo imparato è che la comunicazione culturale non può usare le stesse logiche di quella commerciale.

Il marketing tradizionale fa leva sull’urgenza e sul bisogno indotto. Nella comunicazione culturale quelle stesse leve rischiano di ridurre un’esperienza complessa a qualcosa di effimero, e di escludere proprio il pubblico che vuoi raggiungere.

Il valore di una mostra o di un libro non si esaurisce nel momento della fruizione. Per questo il nostro lavoro è trovare ogni volta l’equilibrio tra profondità e accessibilità, senza sacrificare né l’una né l’altra. 🏛📚

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L’edizione del Salone del libro di Torino 2026 finisce oggi, e per il quarto anno di fila siamo andati a lavorare propri...
18/05/2026

L’edizione del Salone del libro di Torino 2026 finisce oggi, e per il quarto anno di fila siamo andati a lavorare proprio nei giorni clou dell’evento editoriale più atteso dell’anno.

Ma se le porte del Lingotto si chiudono, non vuol dire che il Salone scompaia, anzi: ci tiene particolarmente a rimanere accanto al suo pubblico anche quando la fiera non c’è, attraverso il magico mondo dei social media.

Noi di Hubove Studio abbiamo analizzato la strategia digitale e la comunicazione del Salone del libro per un anno: ecco che cosa abbiamo intercettato👆

L’articolo integrale si trova alla newsletter al link in bio 💌

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