17/05/2023
Mentre il dibattito pubblico sulla carne coltivata si concentra sull'inquinamento e sulla sua ottimizzazione, in Europa si discute anche di un altro argomento piuttosto delicato in tema di alimenti e loro distribuzione: le confezioni di plastica.
Dopo l'addio a piatti, bicchieri, posate e cannucce e le buste per ortofrutta a pagamento, arrivano novità anche in merito al confezionamento dei prodotti alimentari. In particolare, la nuova regolamentazione UE per com'è stata disegnata, prevede che vengano eliminate o ripensate le attuali modalità di distribuzione del fresco tramite confezioni in plastica monouso per "pesate" inferiori a 1,5 Kg.
Insomma, è chiaro che la conformazione del reparto ortofrutta della grande distribuzione rischia di essere seriamente messo a soqquadro da questa mossa, il cui scopo finale sarebbe proprio quello di ridurre l'impiego di plastica monouso per tali scopi. Tuttavia, come ha spiegato Coldiretti e poi rilanciato Il Sole 24 Ore, il rischio non è solo quello che spariscano determinate tipologie di confezionamenti, ma anche le conseguenti proposte commerciali andando a far lievitare i costi per il consumatore finale, senza considerare anche i possibili problemi di natura igienico-sanitaria.
Questo significa che dall'oggi al domani dai supermercati potrebbero sparire in un sol colpo le confezioni di pomodorini da 1Kg in giù, agrumi e tuberi in rete di plastica e persino insalate già tagliate, spinaci a foglia e rucola, a meno che non sia dimostrabile la necessità per rischio di dispersione o deperimento.