31/12/2025
Al futuro, con qualche domanda.
Il lavoro, dicono, sarà sempre più flessibile.
Che è un modo elegante per dire: instabile. Automatizzato. Misurato a minuti, interazioni, obiettivi “sfidanti”.
Probabilmente è vero. Probabilmente no.
Di sicuro non succederà autonomamente nel modo giusto.
Noi non sappiamo come sarà il lavoro del futuro.
Sappiamo solo come non ci piacerebbe: un lavoro che occupa tutto, paga poco e lascia ancora meno.
Ci piacerebbe invece un’epoca in cui la produttività non sia l’unica virtù rimasta. Un tempo in cui la gioia, si, proprio quella, non sia vista come una distrazione,
ma come un segnale che qualcosa funziona.
Sui conflitti e le ingiustizie siamo più netti.
Ci schieriamo per un mondo che li ripudia davvero:
non solo nei discorsi solenni, ma nelle scelte quotidiane, nei contratti, nelle filiere, negli statuti,
nelle costituzioni di tutti i paesi, nelle priorità individuali come nei mercati, negli organismi internazionali, nelle scuole.
Noi di Supernaturale non abbiamo soluzioni.
Abbiamo però una certa testardaggine: continuare a strillare affinchè il lavoro possa essere più umano, la gioia meno sospetta e la cooperazione qualcosa di normale e necessario.
Non succede, ma se succede…caro 2026, non ci deludere.
(I tre nella foto siamo noi. Stanchi. Acciaccati. Ma sorridenti)