17/06/2026
Le edicole chiudono. I comunicati a pioggia generano solo rumore di fondo. E intanto l'Intelligenza Artificiale ha già preso posto in prima fila.
Nel mio ultimo articolo per Istituto Italiano dei Media parto da un dato di fatto — non da una previsione — per spiegare come l'IA sta riscrivendo le regole delle Relazioni Pubbliche:
→ Si passa dalla diffusione al posizionamento d'autorità. Non si parla più a tutti: si diventa la fonte più credibile per chi conta davvero.
→ L'automazione da sola non basta. Gli algoritmi di nuova generazione premiano esperienza, autorevolezza e affidabilità: tre qualità che nessun modello linguistico fabbrica dal nulla. La fiducia con un giornalista si costruisce ancora guardandolo negli occhi.
→ Il vero salto è la reputazione predittiva: anticipare il dibattito pubblico e le crisi, invece di inseguirli a posteriori.
Chi continua a misurare il successo contando gli spazi sui quotidiani in via di estinzione è destinato all'invisibilità. Non per colpa dell'IA, ma per una pigrizia intellettuale che l'IA ha solo reso più costosa.
Noi di Alessandro Maola Comunicazione siamo la prima agenzia di ufficio stampa in Italia a garantire il risultato per contratto. Perché la carta si restringe, ma lo spazio per chi sa costruire autorevolezza non è mai stato così vasto.
La domanda non è se adattarsi. È quanto si sia già in ritardo.
Articolo completo nel primo commento.