Marketing Ignorante

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👟 Decathlon rifiuta i resi sulle scarpe da corsa nel mese di gennaio nella sua nuova campagna in Canada.Gennaio è il mes...
24/01/2026

👟 Decathlon rifiuta i resi sulle scarpe da corsa nel mese di gennaio nella sua nuova campagna in Canada.

Gennaio è il mese dei buoni propositi, ma al tempo stesso anche quello in cui risulta più evidente quanto sia facile abbandonarli.

La tendenza è talmente diffusa che esiste persino un giorno rinominato come "Quitters Day" ("Giorno dei Rinunciatari", cioè il secondo venerdì di gennaio) giorno in cui la maggior parte delle persone, statisticamente, smette di seguire gli obiettivi fissati a inizio anno.

👉🏼 Decathlon Canada ha deciso di inserirsi proprio in questo contesto con una scelta molto semplice, ovvero per tutto il mese di gennaio ha reso non restituibile una delle sue scarpe da running più vendute.

La regola è chiara fin dall’inizio, chi le acquista non può effettuare il reso, come invece accade normalmente.

L’idea, più che di motivare o spingere le persone a correre di più, è di rendere l’acquisto più consapevole.

A bilanciare la scelta, Decathlon ha previsto anche un incentivo sotto forma di punti fedeltà per chi mantiene l’impegno fino a febbraio.

➡️ Il punto marketing: la campagna ribalta una logica tipica del retail. Invece di usare la policy di reso per ridurre le barriere e facilitare l’acquisto, la trasforma temporaneamente in una barriera visibile.

Non è fatto per scoraggiare, ma per filtrare le decisioni prese sull’onda dell’entusiasmo, soprattutto in un periodo come gennaio.

💝 Quando pensiamo ai Baci Perugina, difficilmente pensiamo solo al cioccolato.Pensiamo, invece, al gesto, cioè aprirli, ...
23/01/2026

💝 Quando pensiamo ai Baci Perugina, difficilmente pensiamo solo al cioccolato.

Pensiamo, invece, al gesto, cioè aprirli, leggere il bigliettino, e solo dopo assaggiarli.

Nel tempo, quel dettaglio è diventato più riconoscibile del prodotto stesso.

Non perché fosse particolarmente geniale, ma perché è stato trasformato in una parte fissa dell’esperienza. È qualcosa che tutti si aspettano e riconoscono.

Cambiare l’ordine delle azioni (leggere prima di mangiare) introduce una pausa che non è casuale.

Ne rallenta il consumo, aumenta l’attenzione e crea un rituale.

👉 Il marketing, invece di limitarsi alla comunicazione, inizia a progettare il comportamento, mentre il brand arriva di conseguenza, quando il gesto è già condiviso e il significato è già chiaro.

DR PEPPER BAAAABY 🎶🥊 Dr Pepper ha appena lanciato uno spot nazionale partendo da un jingle di una creator.Una ragazza (....
22/01/2026

DR PEPPER BAAAABY 🎶

🥊 Dr Pepper ha appena lanciato uno spot nazionale partendo da un jingle di una creator.

Una ragazza (.show) ha pubblicato un jingle per Dr Pepper improvvisato e cantato senza produzione.

Si tratta una canzoncina semplice e leggera, che entra in testa immediatamente.

Il video è diventato subito virale (ad oggi conta oltre 42 milioni di visualizzazioni) e Dr Pepper decide di utilizzarlo per creare uno spot televisivo svelato durante uno degli eventi sportivi più seguiti negli Stati Uniti, il College Football Playoff National Championship.

Il brand ha ottenuto i diritti per utilizzare il jingle, accreditando e pagando la creator, così da riconoscere quel contenuto come qualcosa di valore, anche sul piano economico.

Questo è un esempio di UGC (“User Generated Content”) che viene usato come vero asset di comunicazione.

Il contenuto nasce fuori dal brand e viene poi integrato senza perdere il legame con la community da cui proviene.

⛳️ Il punto marketing: Dr Pepper legge perfettamente il momento, capendo che la mossa migliore per quel contenuto, avendo già una forte viralità, è di amplificarlo senza snaturarlo.

Il brand accetta che il valore stia proprio nella forma originale del contenuto, trattando la viralità come un segnale di riconoscibilità costruita dalle persone.

Il video è già parte del linguaggio, così il lavoro del brand diventa una questione di ascolto e tempismo.

DR PEPPER BAAAABY 🎶

👀 IKEA UK ha da poco lanciato la campagna "Hidden Prices" ("Prezzi Nascosti"), con una scelta che per il brand suona qua...
21/01/2026

👀 IKEA UK ha da poco lanciato la campagna "Hidden Prices" ("Prezzi Nascosti"), con una scelta che per il brand suona quasi controintuitiva: il prezzo non è il protagonista.

Più precisamente viene messo in secondo piano, mentre a occupare la scena sono i materiali come legno, lana, velluto e ghisa che vengono mostrati come elementi principali e come se fossero loro a doversi raccontare.

Il messaggio è che, se si vedesse subito il prezzo, probabilmente si faticherebbe a credere che si tratti davvero di materiali di qualità.

👉 Per questo IKEA ribalta l’ordine abituale, lasciando che prima si costruisca una percezione di qualità e solo dopo arrivi il costo. Si tratta di una mossa significativa per un brand che per anni ha costruito gran parte della sua riconoscibilità proprio sull’accessibilità economica.

Con questa campagna, IKEA prova a mettere in discussione la convinzione che “economico” significhi automaticamente “di bassa qualità”.

Il prezzo non è più il principale e unico argomento, mentre il linguaggio visivo si avvicina a quello dei marchi premium, pur restando coerente con l’identità del brand.

⛳ Il punto marketing: aver nascosto il prezzo è un gesto simbolico che serve a ricordare che il valore non si esaurisce in una cifra. Così IKEA cerca di lavorare sull’immaginario, spostando l’attenzione su ciò che spesso viene dato per scontato, cioè i materiali e la costruzione del prodotto.

In un mercato in cui il prezzo è spesso la principale leva visibile, IKEA sceglie di non usarla per prima, lasciando che sia il valore percepito a fare il primo passo.

👉🏼 BYD, attraverso la nuova campagna di gennaio "Purefication", costruisce un messaggio che viene letto come una stoccat...
20/01/2026

👉🏼 BYD, attraverso la nuova campagna di gennaio "Purefication", costruisce un messaggio che viene letto come una stoccata non troppo velata a Stellantis.

Il concetto è "purificare" la guida e l'esperienza dell'auto, eliminando alcuni problemi tipici del motore tradizionale, per passare ai modelli elettrici o ibridi plug-in del brand cinese.

Senza citare esplicitamente il rivale, BYD scatena il pubblico nei commenti che si riempiono di riferimenti negativi a Stellantis e ai suoi motori "PureTech".

👀 Il motivo delle reazioni è la cinghia a bagno d’olio, diventata ormai un’espressione immediatamente riconoscibile per gli appassionati dell'automotive, perché associa dei problemi estremamente noti sui motori delle auto del gruppo Stellantis.

Basta nominarla per capire subito a cosa si sta alludendo.

La campagna contiene una promozione che offre fino a 10 mila euro di bonus a chi decide di rottamare una vettura dotata proprio di cinghia di distribuzione a bagno d’olio.

BYD gioca su questa riconoscibilità e lo fa anche scegliendo una ricorrenza che denota un giorno triste, cioè il Blue Monday (noto come il giorno più triste dell'anno).

Così facendo, rafforza l’ironia del messaggio e rende l’allusione ancora più efficace, senza bisogno di spiegazioni o accuse dirette.

⛳ Il punto marketing: la campagna "Purefication" è palesemente intenzionale e costruita per generare reazione contro Stellantis (il nome ne è una prova), lavorando sull'immaginazione e sulla percezione.

BYD innesca conversazioni e discussioni immediate e a valanga, trasformando un dettaglio tecnico (e una ricorrenza) in un contenuto che vive nei commenti.

Il brand lascia consapevolmente uno spazio che viene riempito dal pubblico.

In vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, Airbnb è tornata a comunicare nello spazio pubblico con una campagna OO...
19/01/2026

In vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, Airbnb è tornata a comunicare nello spazio pubblico con una campagna OOH e DOOH.

Al centro ci sono gli host milanesi e il loro modo di raccontare la città.

Sulle affissioni compaiono messaggi e consigli firmati da chi Milano la vive ogni giorno.

Lo spazio urbano diventa così una sorta di guida informale, fatta di piccoli suggerimenti e punti di vista locali, più simile a una conversazione che a una pubblicità tradizionale.

La campagna prosegue anche fuori dai cartelloni con l’apertura di Casa Airbnb, uno spazio fisico nel centro di Milano pensato come luogo di incontro e di esperienza.

Qui vengono organizzate attività, workshop, momenti di scoperta della città e sessioni legate allo sport e al benessere, spesso guidate dagli host e, in alcuni casi, anche da atleti.

Non è uno showroom, è un ambiente in cui l’idea di ospitalità prende forma attraverso esperienze reali, aperto dal 7 al 22 febbraio, in via Senato 14.

Il punto marketing: Airbnb, partner mondiale di queste Olimpiadi, si inserisce nel contesto del grande evento e rafforza il proprio ruolo raccontando la comunità che lo rende possibile.

L’outdoor serve a costruire immaginario e familiarità, mentre lo spazio permette di rendere tangibile quel racconto.

La campagna lavora sul legame con la città e con chi la vive, soprattutto in un momento in cui Milano è chiamata a rappresentarsi al mondo.

Oggi è la Giornata Mondiale della Pizza 🍕 ed è il momento giusto per ricordare alcune strategie di marketing che hanno u...
17/01/2026

Oggi è la Giornata Mondiale della Pizza 🍕 ed è il momento giusto per ricordare alcune strategie di marketing che hanno usato questo cibo in modo decisamente poco convenzionale.

1️⃣ Pizza Hut, il profumo che richiama l'odore dell'impasto appena sfornato

Nel 2012 Pizza Hut ha lanciato "Eau de Pizza Hut", un profumo che richiama l’odore dell’impasto appena sfornato.

Non nasce come prodotto da vendere, né come nuova linea commerciale, ma come un’operazione simbolica pensata per uscire dal formato pubblicitario classico e farsi raccontare.

2️⃣ Domino's, il profumo ispirato alla pizza con salamino piccante

Più di dieci anni dopo, nel 2025, la stessa logica ritorna.

Domino’s riprende quel meccanismo e lo declina a modo suo, con un profumo ispirato alla "pepperoni pizza" (in Italia, la pizza con salamino piccante).

Cambia il momento culturale e cambia il tono, ma il principio resta lo stesso, cioè usare un oggetto anomalo per rendere il brand memorabile e alimentare la conversazione.

Negli ultimi mesi dinamiche simili si sono viste anche fuori dal mondo della pizza, come Lidl che ha applicato lo stesso approccio al croissant, segno che non si tratta di un caso isolato, ma di una strategia che torna.

➡️ Il punto marketing: queste operazioni creano qualcosa di insolito, semplice e immediato da ricordare e condividere.

Al giorno d'oggi questi brand scelgono di uscire dalla pubblicità tradizionale e di usare oggetti fuori contesto per entrare nella conversazione.

Più che convincere, puntano a restare impressi, e spesso, oggi, è proprio questo l’obiettivo (come lo stiamo facendo noi in questo momento 😝)

Niente CTA che richiama il marketing oggi.

🍕 Qual è la vostra pizza preferita?

🪴 Nei primi giorni del Veganuary, tra Milano e Roma compaiono affissioni che spiazzano.Le immagini richiamano in modo di...
16/01/2026

🪴 Nei primi giorni del Veganuary, tra Milano e Roma compaiono affissioni che spiazzano.

Le immagini richiamano in modo diretto il mondo della macelleria, con carne appesa e testi che sembrano andare nella direzione opposta rispetto a ciò che ci si aspetterebbe da un brand plant-based.

Chi passa davanti a quei manifesti resta perplesso: non è chiaro se si tratti di una provocazione, di una critica o di un errore di contesto.

Questa ambiguità non viene chiarita subito, ed è una scelta precisa.

👉🏼 Per alcuni giorni la campagna resta lì, lasciando che siano le persone a interrogarsi sul senso di frasi come “È successo un macello” o “Nessuno nasce vegano”.

Solo in un secondo momento arriva il reveal e si scopre che dietro quelle affissioni c’è Kioene.

A quel punto la lettura cambia.
Quelle immagini non celebrano la carne, ma raccontano un passaggio.

Kioene non si presenta come un brand nato plant-based né rinnega il proprio passato: sceglie invece di dichiararlo apertamente. Nasce onnivora e diventa plant-based, mostrando il percorso che l’ha portata a cambiare.

Il messaggio non è moralistico né divisivo.

È una presa d’atto più onesta e meno giudicante: nessuno nasce vegano, neanche chi oggi produce solo alternative vegetali.

Kioene sceglie di raccontare una trasformazione reale, con le sue contraddizioni, parlando anche a chi è ancora nel mezzo del cambiamento.

Più che una campagna sul plant-based, è una riflessione sul cambiamento stesso. E ricordare che il cambiamento è un percorso, e non un punto di arrivo, può essere la forma di comunicazione più credibile di tutte.

👉🏼 E tu, che ne pensi?

15/01/2026

🍌 Uber Eats smette di spiegare cosa puoi ordinare e inizia a farlo vedere nel modo più letterale e assurdo possibile.

Ogni spot della campagna “Get Almost, Almost Anything” parte come una piccola storia surreale.

Una banana che corre verso un grappolo d’uva, un pirata che balla in modo improbabile e molto altro.

🥊 Per qualche secondo non capisci cosa stai guardando, ma poi arriva il twist. Non è una gag fine a sé stessa, è il nome del prodotto preso alla lettera.

Passion Fruit, Pirate’s B***y (“Il Sedere del Pirata”), Sandwiches, Pad Thai, Powerade.

Tutte cose che su Uber Eats puoi davvero ordinare.

➡️ Il punto marketing: Uber Eats non cerca di dimostrare che “ha tutto” con un elenco infinito di categorie che nessuno leggerebbe, usa invece l’umorismo per rendere memorabili prodotti normalissimi, trasformandoli in storie che ti restano in testa.

La promessa “Almost almost anything” (“quasi qualsiasi cosa”) non viene spiegata, viene fatta vivere.

È una campagna che funziona perché risolve un problema tipico delle piattaforme enormi, cioè che quando l’offerta è troppo ampia, diventa astratta.

Qui invece ogni oggetto diventa concreto, riconoscibile e quasi ridicolo, e proprio per questo memorabile.

Invece di parlare di servizio, Uber Eats parla di possibilità.

Non ti dice cosa puoi ordinare oggi, ti fa pensare che, quando ne avrai bisogno, probabilmente lì lo troverai, anche se non sapevi di volerlo.

👉🏼 Quale video ti piace di più?

👀 Volvo ha annunciato un nuovo font progettato per le dashboard delle sue autoNon per cambiare stile, ma per rendere le ...
14/01/2026

👀 Volvo ha annunciato un nuovo font progettato per le dashboard delle sue auto

Non per cambiare stile, ma per rendere le informazioni più leggibili mentre si guida e ridurre le distrazioni.

Il carattere è stato sviluppato per essere letto più velocemente sugli schermi di bordo, con lettere e numeri più chiari anche in movimento.

Si chiama "Centum" e la denominazione è un omaggio al centenario del brand che verrà celebrato nel 2027.

Sembra tutto lineare, soprattutto se si considera che Volvo ha costruito gran parte del suo posizionamento storico proprio sul tema della sicurezza.
Intervenire anche sulla leggibilità delle interfacce è coerente con questa traiettoria.

Ciò che è interessante, però, è la reazione delle persone.

Sotto i video e gli articoli dedicati a Centum, molti utenti fanno notare che più che un font migliore e leggibile in movimento, forse sarebbe più utile ed efficace il ritorno dei pulsanti fisici.

Questa situazione è l'esempio di come sia rischioso migliorare un dettaglio se il problema principale per le persone sembra essere un altro.

👉🏼 Il punto marketing: Volvo sta intervenendo su un problema reale, cioè la distrazione digitale alla guida, partendo dal software, mentre una parte del pubblico lo percepisce come un problema di mera interazione, più che di leggibilità.

Questo crea una tensione interessante perché la soluzione progettata dal brand non coincide del tutto con la soluzione percepita dagli utenti.

Dal punto di vista marketing, il valore non sta tanto nel font in sé, ma nella conversazione che apre, perché mostra quanto oggi il prodotto, l'esperienza dell'utente e la percezione del pubblico siano intrecciati.

🍟 Heinz lancia Dipper: la box di patatine con la tasca integrataQuando si parla di packaging, spesso si pensa a una ques...
13/01/2026

🍟 Heinz lancia Dipper: la box di patatine con la tasca integrata

Quando si parla di packaging, spesso si pensa a una questione di estetica.

In questo caso, invece, Heinz parte da un problema molto concreto, cioè la scomodità di mangiare le patatine con il ketchup fuori casa.

Niente tavolo, bustine difficili da usare e salsa che cola.

Heinz ha analizzato questi comportamenti attraverso delle ricerche e ha osservato che molte persone, quando mangiano in movimento, tendono a rinunciare al ketchup o a usarlo in modo poco pratico.

Un problema piccolo, ma molto diffuso.

🍟 Nasce quindi Heinz Dipper.
Una confezione per patatine con una tasca integrata per la salsa, pensata proprio per quei contesti in cui si mangia in piedi, camminando, allo stadio o in auto, per esempio.

La soluzione è semplice e immediata, si capisce subito come usarla e proprio per questo funziona.

🇮🇹 Heinz ha annunciato il lancio del Dipper in 11 paesi, tra cui anche l’Italia (dai prossimi mesi), e in locali reali come ristoranti e stadi.

Questa soluzione è pensata come parte di una strategia per intercettare momenti di consumo fuori casa sempre più frequenti.

La parte creativa e strategica è stata sviluppata insieme all’agenzia canadese Rethink, partner storico di Heinz su molte delle sue campagne più note degli ultimi anni

📍Il punto marketing: in questo caso la comunicazione parte direttamente dall’esperienza perché invece di costruire un messaggio astratto, Heinz lavora su un gesto quotidiano e lo rende più semplice.

Quando un brand fa questo, il prodotto diventa il racconto stesso e la campagna nasce quasi da sola, perché è l’utilizzo stesso a generare attenzione e conversazione.

👉🏼 Da quanto aspettavi la tasca per la salsa delle patatine?

Fanta nasce come soluzione di emergenza, in un contesto in cui mancavano ingredienti, certezze e alternative.Durante la ...
12/01/2026

Fanta nasce come soluzione di emergenza, in un contesto in cui mancavano ingredienti, certezze e alternative.

Durante la guerra, l’obiettivo non era innovare né distinguersi, ma continuare a produrre.

Il risultato è una bevanda funzionale, figlia di una necessità industriale.

Finita la guerra, Coca-Cola nota quella scelta forzata e ne coglie il potenziale.

Un’idea nata per sopravvivere può diventare strategia, se inserita nel momento giusto.

È così che una soluzione temporanea smette di essere tale e inizia il percorso che la porterà a diventare un brand globale

👉🏼 E tu, preferisci Coca Cola o Fanta?

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