26/04/2021
Mettetevi comodi perché oggi vi racconto una storia lunga:
Nel 2015 a papà fu diagnosticato un meningioma, un tumore all'apparenza benigno che si era formato e ingrandito all'interno del cervello.
Dopo le prime analisi e le rassicurazioni del chirurgo sapevamo che il processo di recupero motorio e di linguaggio a seguito dell'asportazione del tumore sarebbe stato complicato, ma non impossibile.
Dopo l'intervento papà fu portato alla Fondazione Santa Lucia che fino a quel momento conoscevo solo di nome. Presto, tramite i progressi di mio padre, ho scoperto la cura e la dedizione del personale medico della struttura che per 4 mesi hanno lavorato con lui per fargli recuperare l'uso dalla parte destra del corpo che era quella interessata dall'operazione che aveva subito al cervello.
In pochi mesi Papà era tornato a camminare senza uso di stampelle, a parlare in maniera normale, a tenere in mano una penna per riuscire a firmare i documenti.
Per quei risultati mi sentirò sempre in debito con i ragazzi del Santa Lucia.
Ma il meningioma è un essere strano che da benigno sa trasformarsi in qualcosa di pura malvagità. In poco meno di un anno è passato dall'essere un tumore di tipo 1 ad uno di tipo 3, così quell'ariete che era mio Padre ha dovuto subire altri 2 interventi al cervello e, per non farsi mancare nulla, anche 4 interventi al cuore che nel frattempo faticava a fornire linfa a tutto il resto di un corpo così tanto debilitato.
A Gennaio 2018 papà, che in vita sua non ha mai smesso di lavorare (nemmeno nel periodo in cui era ricoverato), ha pensato bene di prendersi delle ferie perenni dalla vita.
E' una cosa che capita a tutti, prima o poi nella vita, quella di perdere un genitore e per quanto ci si possa preparare, a prescindere dai rapporti, sono convinto che sia una cosa che fa sempre e comunque male e ti porta a rimettere in discussione molte scelte fatte in passato.
In me ha sancito il passaggio definitivo dal Marco Bambino a quello Adulto (che questo sia avvenuto a 43 anni è solo un dettaglio anagrafico).
Come scrivevo papà non ha mai smesso di lavorare in vita sua, da quando appena diciottenne guidava il camion di nonno per portare le verdure e la frutta raccolta al mercato di Fondi, fino a quando da ingegnere elettronico guidava aziende da 15-20 persone sempre intento a trovare un modo per garantirgli uno stipendio minimo mensile. Così la sua scomparsa è coincisa con la mia scelta di dedicare tutto me stesso alla fotografia. Ero diventato professionista sette anni prima, dopo 12 anni di lavoro nel mondo IT, ma ancora non prendevo questo mestiere in maniera del tutto seria.
Poco dopo il lutto, mi sono messo a cercare un posto dove esprimere realmente la mia idea di fotografia e a ottobre del 2019 ho finalmente trovato il mio studio ideale, quindi l'ho affittato e dentro ci ho speso praticamente tutto ciò che avevo per allestirlo.
Lo Shining Studio (perché se non ci metto un po' di cultura nerd-pop anni 80 non sono contento) doveva essere inaugurato il Primo Aprile 2020.
Come tutti sappiamo, intanto nel Mondo è arrivato un divertente virus che ci ha fatto letteralmente spegnere tutta Italia. Anche dopo il periodo di lockdown puro e duro il mio lavoro da fotografo non è ripartito perché lavoravo principalmente nel mondo degli eventi aziendali che sono state tra le prime cose ad essere sospese e ancora oggi non possono essere realizzati.
Però l'affitto dello studio intanto era partito, gli operai che avevano lavorato alla ristrutturazione andavano pagati, avevo una macchina, delle attrezzature, un appartamento che dovevano essere manutenuti.
In breve mi sono ritrovato a Gennaio 2021 con uno scoperto di 500 euro sul conto in banca e due affitti (casa e studio) da sostenere.
L'unica cosa che mi teneva lontano un passo dalla disperazione era la richiesta da parte di Area Comunicazione e Informatica di aiutarli a realizzare la nuova campagna 5x1000 della Fondazione Santa Lucia, lo stesso posto dove papà aveva ritrovato un minimo di speranza dal recupero del suo male.
Sono nato e cresciuto nel mondo dei film anni 80, del machismo e dell'uomo che non deve chiedere mai. Sono un tipo orgoglioso e piuttosto che chiedere aiuto preferisco la morte, ma questa volta ho dovuto ingoiare tutto il mio orgoglio e affidarmi a qualcuno: a mio padre, di nuovo.
Tra i tanti sbagli che papà ha commesso, ci sono comunque altrettante cose buone e una di quelle era l'assicurazione sulla vita che aveva fatto e che aveva trasferito su di me e mio fratello.
Erano soldi che non volevo toccare, che non sentivo miei, invece sono stati l'ultimo regalo di mio papà per darmi la forza di spiccare il volo in questo mestiere. Li ho ritirati, ho pagato i miei debiti, ho acquistato l'attrezzatura necessaria a girare lo spot e ho dato vita ad una nuova realtà attiva nel campo della comunicazione video: Storyboard Production
Con Storyboard mi sono gettato anima, cuore e cervello sul progetto e grazie anche al team messo su per l'occasione abbiamo realizzato il video che vedete qui sotto.
La realizzazione del video è stata altrettanto travagliata, dato che per la prima volta sono passato dal ruolo di direttore della fotografia a quello di regista, in più con la presenza di un testimonial che non poteva essere deluso, ma questa è un'altra storia.
Siamo quasi giunti alla fine della storia, quella dove si tirano le conclusioni ed arriva la morale.
La morale è che ognuno di noi ha almeno una storia a lieto fine che può essere raccontata.
Se questa storia passa per un processo di Neuroriabilitazione, la donazione del 5x1000 alla Fondazione Santa Lucia è il primo passo per raccontarla avendo negli occhi lacrime di gioia.
La conclusione personale è che tutto quello che ho fatto, in fondo, è per poter dire: Grazie Papà.
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TITOLI DI CODA
Tutto questo non sarebbe potuto succedere senza il supporto di Cristina Galli che ha creduto in me nonostante tutto ed a Marco Cavallari che ormai è un fedele compagno di avventure.
Personaggi:
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗮𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 - nei panni di se stesso e voice over
𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗮 𝗡𝘂𝗰𝗰𝗶 - Accettazione ricoveri
𝗗𝗿.𝘀𝘀𝗮 𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗶𝘀𝗮𝗻𝗼 - Neurologa
𝗗𝗿.𝘀𝘀𝗮 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗔𝗻𝗻𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗶𝗰𝗼 - Medico e ricercatrice
𝗗𝗿.𝘀𝘀𝗮 𝗠𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗮 𝗜𝗮𝗻𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶 - Logopedista
Regia: Marco Soscia
Direzione della Fotografia: Marco Cavallari
Sceneggiatura: Luisa Ferrari, Cristina Galli
Tecnico di presa diretta: Leonardo Tosti
Trucco: Maria Letizia Brancaleoni
Montaggio: Marco Soscia
Color: Marco Cavallari
Mixer audio: Giammarco Lauri
Musiche originali: Fabrizio Serrecchia
Backstage Fotografico: Fabrizio Penazzi, Cristina Galli, Patrizia Tocci
Una co-produzione di Area Comunicazione e Informatica e Storyboard Production
Da un soggetto di: Luisa Ferrari, Cristina Galli
Direzione artistica: Luisa Ferrari, Cristina Galli
Supervisione tecnica: Marco Soscia