26/10/2025
Revocata la Scomunica a Don Salvatore Zagaria
COMUNICATO STAMPA
Lucca. Il Vescovo di Lucca, Mons. Paolo Giulietti, ha provveduto in data 20 ottobre a rimettere la scomunica latae sententiae a carico di Don Salvatore Zagaria, parroco originario di Casapesenna. La scomunica era stata comminata in modo irrituale il 6 febbraio 2017 dall'allora Vescovo di Alife, Mons. Valentino Di Cerbo, tramite un comunicato stampa e senza un formale atto dichiarativo.
La remissione del provvedimento è stata disposta dal Vescovo della diocesi in cui Don Zagaria, attualmente gravemente malato, dimora.
La Vicenda e la Ristabilita Giustizia
La decisione arriva a conclusione di una complessa vicenda iniziata quasi nove anni fa e che aveva portato all'estromissione di Don Zagaria anche dal Sostentamento clero.
L'atto di scomunica era stato basato su presunte accuse di scisma, ora di fatto cadute con la remissione del provvedimento. Per quasi nove anni, al sacerdote è stato di fatto impedito di esercitare il proprio ministero in pienezza, nonostante le sue richieste di giustizia alle Curie delle diocesi coinvolte (Teano, Alife, Sessa).
Oggi don Salvatore Zagaria è gravemente malato ed è ricoverato nell'Ospedale Campo Marte di Lucca, le sue condizioni sono critiche e nel mese di dicembre si compiano 25 anni della sua ordinazione sacerdotale, ha dedicato la sua vita alla missione, anche in Albania, e in diverse parrocchie dove è ricordato con affetto (Isernia, Gallo Matese, Pratella, San Martino Sannita, Liberi).
Dichiarazione del Legale
L'Avvocato Sergio Cavaliere, che assiste Don Zagaria, ha commentato: «La remissione della scomunica in un momento così delicato della vita di Don Salvatore Zagaria rappresenta un tardivo, ma fondamentale, atto di giustizia. La caduta del "castello accusatorio" dimostra l'ingiustizia e la pretestuosità del provvedimento comminato nel 2017. Don Zagaria, anche nel silenzio e nella sofferenza di questi anni, non ha mai perso la fede né la speranza nella giustizia, confidando di poter tornare a esercitare pienamente il suo ministero sacerdotale, il suo unico desiderio.»
Voglio ricordare che l'allora Vescovo di Alife, Mons. Valentino Di Cerbo, fu condannato il 17 aprile 2020 dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere a 16 mesi di reclusione per circonvenzione di incapace (ai danni di altro sacerdote, Don Giuseppe Leone).