22/07/2026
È evidente, almeno a me e credo anche a molti miei colleghi, che si tenda ancora a valutare il successo di un contenuto guardando quasi esclusivamente il numero di like.
Io questo lo capisco… fino a un certo punto, sia chiaro.
Il like è immediato, visibile a tutti e ci gratifica. Dà quella sensazione che forse qualcosa abbia funzionato. :blush:
Quando tengo delle formazioni, io per primo ribadisco che avere tanti like e follower è certamente meglio che averne pochi o nessuno. Su questo non ci piove.
Ma allo stesso tempo sottolineo sempre come il comportamento delle persone online sia cambiato tantissimo.
Oggi la gente mette meno "cuoricini", commenta meno pubblicamente, ma salva molti più post, li inoltra, li condivide in privato, gira screenshot, manda link su WhatsApp o nei Direct di Instagram dicendo: "Leggi questo", "Questo ci riguarda", "Guarda che interessante".
Lo facciamo tutti, anche con i reel divertenti. I miei amici potrebbero confermarlo, perché faccio esattamente la stessa cosa. :blush:
Ed è proprio qui che spesso c'è il vero valore.
Un contenuto che entra nelle conversazioni private delle persone ha lasciato qualcosa. È stato percepito come utile, interessante o semplicemente degno di essere condiviso con qualcuno di fiducia.
E anche gli algoritmi questo lo sanno bene.
Oggi pesano sempre di più i salvataggi, le condivisioni, il tempo di lettura e tutte quelle interazioni silenziose che da fuori nemmeno si vedono.
Per questo credo abbia sempre meno senso inseguire il post dal like facile.
Molto meglio creare contenuti che facciano riflettere, che restino in testa o che qualcuno senta il bisogno di mandare a un collega, al partner o a un amico.
Ormai ce lo diciamo da tanto tempo: il contenuto che funziona davvero non è quello che raccoglie più applausi, ma quello che continua a vivere anche lontano dal feed.
E oggi non è più una semplice frase fatta. È un dato di fatto confermato dal comportamento delle persone… e dagli algoritmi stessi.